Calderoli: "Nel 2013 Berlusconi al Quirinale e un leghista Presidente del Consiglio"Vedete, uno potrebbe già fermarsi a Calderoli e non continuare a leggere la sua dichiarazione per mettersi a ridere. Dimenticate però il suo faccione da Uruk Hai del Signore degli Anelli, e meditate... la distopia non è poi così lontana.

Lo psico-nano Presidente della Repubblica Italiana non è certo una nuova paura: roba da farsi davvero le valigie e tanti saluti caro e bello stivale. Ma non preoccupatevi, finché al Quirinale c'è chi firma senza obiettare una sola virgola, questo sarà l'ultimo dei suo traguardi.
Spostiamo invece l'attenzione sul pronostico riguardante il futuro di Palazzo Chigi: un leghista Presidente del Consiglio dei Ministri.
Mentre nel 2023 si giocheranno la carica di premier italiano Crudelia De Mon e l'immortale Signor Burns, possiamo dunque ripercorrere la lista di chi ha ricoperto questa carica e chi la ricoprirà a breve:
Giulio Andreotti (1972-73; 1976-79; 1989-1992)
Bettino Craxi (1983-87)
Silvio Berlusconi (1994-95; 2001-2006; 2008-2013)
Roberto Maroni (2013-2018)
Gargamella (2018-2023)
Mancano all'appello il Dottor Claw (il nemico dell'ispettore Gadget), la strega di Biancaneve e l'instancabile Willy il Coyote, perché, secondo le loro dichiarazioni, non hanno fatto ancora nulla di male per meritarsi questa leaderschip.
Scherzi a parte, che la Lega oggi, dopo gli esiti degli ultimi risultati elettorali, oltre la città di Milano, arrivi a chiedere anche la guida del governo, non lascia certo sorpresi.
La Lega... o meglio... La Lega Nord... o meglio ancora La Lega Nord per l'Indipendenza della Padania... a vent'anni dalla sua fondazione al grido di "Ivanhoe!... Ivanhoe!", oggi a discapito di qualsiasi più tragica e pessimistica previsione fatta agli inizi degli anni '90, è uno dei primi partiti a livello nazionale, nonostante la sua politica riguardi esclusivamente un terzo del territorio italiano.
A Nord spopola e a sud cercano malamente di imitarla.
Quel senatur Bossi, che i terroni definirebbero "chiamalu minchia", è riuscito a trasformare un movimento locale in un partito completo, radicato nel territorio ma che guarda i problemi degli operai, i sogni dei piccoli imprenditori e la sicurezza della famiglia.
Federalismo, Autonomia e Regionalismo.
Dopo 20 sono riusciti a incul...carci il primo... quando manca per incul...arci gli altri due?
E poi mi chiedo... Chi sarà questa mente illustre degna di occupare la poltrona tanto ambita?
I candidati sono due... Ecco a voi nome e curriculum vitae:
Candidato numero 1: Il senatore Roberto Calderoli, medesimo.
Colui che da ministro per le riforme ci ha consegnato l'attuale legge elettorale, da lui stessa definita "porcellum".
Lo stesso che nel 2006 con una vignetta su Maometto, provocò un'insurrezione islamica davanti al consolato italiano in Libia (11 manifestanti uccisi per la risata di un povero pirla)...
Il senatore Calderoli che nell'estate dello stesso anno, dopo la vittoria italiana dei mondiali di calcio ai danni della Francia, dichiarò: "Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti".

Candidato numero 2: L'Attuale Ministro degli Interni Roberto Maroni.
Colui che nel '94, allora pure Ministro degli Interni, per rispondere alle polemiche scaturite in seguito alla sua firma sul decreto Biondi, quello che aboliva la custodia cautelare, affermava: "non ho compreso realmente l'entità del provvedimento e sono stato imbrogliato".
L'attuale ministro degli interni che nel '96 cercò di mordere una caviglia di un agente della polizia e per questo fu condannato in primo grado a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, ma che se la cavò in cassazione con una pena pecunaria di 5.000 euro.
Adesso capisco perché il povero Willy, il dottor Claw e la strega di Biancaneve, a confronto, si definisco poveri agnellini.