|| gdsabettesi@gmail.com ||

"L'adorazione provoca facilmente la megalomanìa in colui che ne è l'oggetto. La presunzione smisurata, non priva spesso di tratti comici, che noi constatiamo nei conduttori delle masse moderne, proviene non solamente dal fatto che la maggior parte siano dei self-made men, ma anche da questa atmosfera di entusiasmo nella quale essi vivono e respirano. Ma questa presunzione emana una grande forza di suggestione: agendo a sua volta sulle masse, essa esalta ancora la loro ammirazione per il capo costituendo così, per la supremazia di quest'ultimo, un nuovo elemento di stabilità" - Robert Michels 1911

lunedì 23 novembre 2009

Finalmente Pallavolo!!


A grande richiesta, per tutti gli amanti della pallavolo, tutti i martedì alle ore 21:00, riapre la palestra comunale dell'Istituto "Luigi Capuana" sita in Santa Elisabetta!! Se questa estate, come dei "malati" di pallavolite cronica, riuscivamo a giocare in quel di piazza San Carlo, non potete mancare! Data l'enorme affluenza che ci aspettiamo, cercheremo di fissare un altro appuntamento settimanale, in modo da accontentare tutti. Inoltre consigliamo vivamente di iniziare subito ad allenarsi in vista del torneo che inizierà a breve! Non perdete tempo, ci vediamo domani!
Per info: il consigliere Stefano Marsiglia, Francesca Rizzo e Agostino Miccichè saranno ben lieti di rispondere a tutte le vostre domande. Stefano Marsiglia, causa impegni istituzionali, riceve solo per appuntamento!!

domenica 15 novembre 2009

Il lupo non perde né il pelo... né il vizio

“Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelle dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizie”.

Ho letto questa lettera di Roberto Saviano ieri mattina in prima pagina su “la Repubblica”, e con tutta onestà: avevo le lacrime agli occhi. Proprio come mi era capitato leggendo i suoi libri, sentendo il numero di vittime con le quali ogni anno la Camorra riempiva le strade campane, sentendo nomi come Don Peppino Diana, Anna Politkovskaja, Miriam Makeba, e tanti altri personaggi da lui ricordati per la loro voglia di “parlare”.

Proprio così... Parole che segnano la fine di qualcuno o qualcosa...

Lacrime per ricordare.

Ricordare i grandi nomi... le grandi gesta...

Ricordare ciò che è stato... Ricordare una giustizia...

Quando si dice che il cavaliere sta distrugendo la democrazia in Italia, non è semplice satira, non sono semplici parole così per far ridere la gente. E’ la verità... E’ una verità che supera pure la satira.

Se facciamo un breve excursus delle 5 legislature del cavaliere Berlusconi ci accorgiamo come tutto ciò che sia solamente surreale a pensarsi, in realtà assolutamente vivo. Presente e passato:

2001- Legge sul falso in bilancio; legge sulle rogatorie internazionali; e primo Scudo Fiscale.

2002- Legge Cirami (grazie alla quale sono caduti in prescrizione ben 5 dei suoi processi); legge sul conflitto di interessi; e la legge Pecorella (che fino al 2007 non consentirà alle procure di appellarsi a chi è stato assolto in primo grado).

2003- Lodo Schifani (poi bocciato dalla consulta per anticostituzionalità); prima legge sulle intercettazioni; Tremonti bis (con il quale detassa i ricchi per non dare ai poveri), e il decreto “salva Rete 4”.

2004- Riforma Gasparri sulle telecomunicazioni, segreto di stato col decreto “Certosa”; e sanatoria sui reati ambientali e sulle coste.

2005- Ex Cirielli (con la quale cadono in prescrizione ben 35 mila processi, guardacaso 5 suoi. Legge tanto vergnosa che il deputato stesso, Eduardo Cirielli, che la firmò se ne pentì, ma ormai tardi, fu nominata, appunto, “Ex Cirielli”).

2008- Norma blocca processi, seconda legge sulle intercettazioni, e Lodo Alfano (nuovamente bocciato dalla consulta per anticostituzionalità.

2009- Secondo Scudo Fiscale; Riforma della giustizia “salva premier” (visto che il Lodo che congelava i processi del cavaliere è stato bocciato, allora quei processi è meglio eliminarli una volta per tutte e non se ne parli più).

Signori e Signori... benvenuti per l’ennesima volta nella Repubblica delle banane...


Vedete il video per tutto quello che c'è da sapere sulla legge "porcata". Tutti i processi che salterebbero.


martedì 10 novembre 2009

Prosciughiamo l'Atlantico


Ho fatto un calcolo: sono circa 9.129 i chilometri che dividono Palazzo Chigi dalla Casa Bianca.
Roma - Washington.
Berlusconi - Obama.
9.129 chilometri.


Analizziamo bene la distanza:
ITALY - Sono giorni di fuoco per la politica italiana e per la sua maggioranza. Il premier corre contro i suoi processi, contro le toghe rosse, contro i giudici che lo vogliono inchiodare.
U.S.A. - Sono giorni di fuoco anche per la politica americana e per i democratici. Il presidente americano ha messo le mani sulla tanto attesa riforma sanitaria.

In Italia il premier ha le idee chiare: prescrizione breve e norma del 5% dei processi tributari, per salvare se stesso dai suoi processi e salvare la sua Mondadori dal contenzioso di tasse non pagate nel ‘91, pari a 400 miliardi delle vecchie lire.
In America, invece Obama, dopo lunghi decenni di guerra epocale sul sistema sanitario, del quale nessun suo precedente è riuscito a costruire degne riforme, ha ottenuto il primo consenso della camera, che estenderà la copertura dell’assistenza sanitaria ad altri 36 milioni di cittadini, per arrivare entro il 2020 a coprire il 96% della popolazione americana, e migliorando anche le tutele dei lavoratori e i rapporti con le polizze assicurative.

Ma che ti trovi in Italia o in America, le strade sono sempre ardue e tortuose. C’è sempre qualcuno che deve rompere i maroni e mettere il bastone tra le ruote.
ROMA - Il premier italiano sta perdendo un pò i conti. Da giorni organizza riunioni e incontri con le varie parti della maggioranza. Bossi vuole la Lombardia per le prossime regionali, oltre che al Veneto e al Piemonte. I vecchi An non stanno al gioco dei leghisti che vogliono dominare tutto il nord-italia. Fini adesso fa l’eroe in tv e sui giornali dicendo di non voler approvare nessuna legge “salva premier”, perchè danneggerebbe la giustizia e non garantirebbe la sicurezza dei processi a tutti i normali cittadini.
WASHINGTON - Il presidente americano, invece i conti li deve fare bene. La riforma sanitaria adesso dovrà passare al senato. Alla camera sono stati 220 i voti a favore contro i 200 contrari. A ostacolarlo sono infatti i repubblicani e i democratici moderati, che vedono nello spirito ugualitario e sociale che spinge la nuova riforma un provvedimento troppo “socialista”. E sappiamo bene che la parola “socialista” nella cultura americana, nella scala dei nemici, sta dietro solo al terrorismo.

Ma i nostri eroi non si danno certo per vinti.
SILVIO - Berlusconi dal canto suo la sa lunga. Il furbacchione non si smentisce mai. Riabbraccia Casini, minaccia attraverso Feltri di cacciare dal Pdl Fini e chi si oppone alla prescrizione breve, e adesso mescola tutte le carte: riforma giudiziaria e prossime elezioni regionali tutte su un unico tavolo di trattativa. “Do ut des”.
BARACK - Obama è fiducioso, invece, che tutto andrà bene pure al senato. In quanto a furbizia non è da meno: introduce nella riforma sanitaria pure la restrizione ai finanziamenti pubblici per le interruzioni delle gravidanze e si conquista qualche voto dei repubblicani.

La morale?
La stampa italiana fra un paio di mesi darà la notizia della prescrizione del processo Mills e la riduzione dei danni alla Mondadori che metteranno la definitiva parola FINE alla lunga lista dei processi contro il cavaliere senza nessuna condanna e senza nessuna sentenza.
La stampa di tutto il mondo fra un paio di giorni darà la notizia dell’approvazione del senato americano alla riforma sanitaria di Obama, che porterà il presidente americano ad essere ricordato alla storia non più come il primo presidente di colore americano, ma come il primo presidente a riuscire dove tutti gli altri democratici hanno fallito, il primo a fare approvare una riforma “socialista” al parlamento americano.

9.129 chilomentri. Quanto mare!


lunedì 9 novembre 2009

Chi non muore si rivede

Angelo Nazareno Parello (non mi ricordo se era con una Z o due... va bè... mi perdoni il dottor Parello in caso di errore) ci segnala un articolo uscito con l'espresso il 29 ottobre, molto interessante.
Ve lo riporto sotto:

“Rinnovamento, ricambio generazionale, nuova classe dirigente.”
Da tempo non si parla d’altro nel PD: ma, spulciando tra le liste dei candidati all’assemblea nazionale che saranno eletti il 25/10/09 insieme al segretario, saltano fuori parecchi nomi noti.
Sulla scena da anni, qualcuno da decenni. Dinosauri della politica, come il presidente della Campania Antonio Bassolino, primo in una lista per Bersani al collegio 5 di Napoli. Già ministro, deputato, due volte sindaco, due a capo della regione, è stato travolto dallo scandalo dei rifiuti eppure è sempre li. Inamovibile da 16 anni: ma Bersani garantisce “con lui ho parlato di rinnovamento”. Ah beh, allora.

In lista a Pozzuoli anche la moglie del governatore, la senatrice Annamaria Carloni, che già nel 1980 era consigliere comunale a Bologna.

Sempre a Napoli è lanciata "con Bersani verso il futuro" il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un’altra neofita: la prima volta in parlamento è stata poco dopo il rapimento Moro, nel 1979.

Era contrario al PD, poi dopo ci ha ripensato ed eccolo in lista Gavino Angius: sei legislature in tutto, equamente divise tra camera e senato.

E se in qualche collegio i dinosauri si sono ritirati, non si sono certo estinti: voilà al loro posto ecco i figlioli, vedi Piero De Luca, capolista a Salerno dove papà Vincenzo è sindaco, o il consigliere comunale a Napoli Emilio Montemarano, rampollo di Angelo, noto ex assessore alla sanità della Campania.

In Calabria è capolista al collegio 1 il governatore della regione Agazio Loiero: il sostegno a Bersani è l’ultima di una lunga serie di scelte: ex Dc,ex Ppi, ex Cdu, ex Udeur, ex Margherita.

L’altro capolista per Bersani è il determinato di ferro Nicola Latorre, il senatore già sottosegretario ne primo governo Prodi, di recente balzato agli onori delle cronache per il pizzino allungato al Pdl Italo Bocchino, di fronte alle telecamere de La7, perché potesse replicare a IDV, che però sarebbe un alleato del PD.

A Bari sta con l’ex ministro il grande vecchio del partito, l’84enne Alfredo Reichlin; a Latina l’ex presidente della camera Luciano Violante,deputato già 30 anni fa e ancora fino al 2008.

In Sardegna spuntano i nomi di alcuni “castosauri” dinosauri della casta, come da velenosa definizione giornalistica: sono con Bersani il senatore Antonello Cabras, già presidente della regione, e l’ex assessore alla sanità oggi deputato; Paolo Fadda, tra i nemici di Soru nell’isola.

Ma anche Dario Franceschini, a fronte dell’icona giovanilista Debora Serracchiani, schiera parecchi nomi che evocano il ‘900. Per esempio a Palermo, dove capolista e l’ex sindacalista Sergio D’Antoni, già creatore di Democrazia Europea e poi vice segretario dell’UDC. O il capolista in provincia di Catania:Enzo Bianco, sindaco della città alla fine degli anni 80 e ministro nel 99.

A Cosenza a capitanare i Democratici con Franceschini è Mario Pirillo: assessore la prima volta nel 1972, eletto consigliere regionale la bellezza di 4 volte, ora Europarlamentare.

A Pescara è capolista l’ex presidente del senato Franco Marini: in 76 anni è stato sindacalista, segretario del Ppi,parlamentare in Italia e in Europa.

A Roma centro, capolista il deputato quasi 80enne Furio Colombo: numerose le cariche in 50anni di onorata carriera, dalla direzione dell’unità al parlamento.

Un altro testimone della prima repubblica, l’ex portavoce di Forlani ed ex capo ufficio stampa della Dc, Enzo Carra, guida i democratici con Franceschini, mentre nel viterbese è capolista l’ex ministro Giuseppe Fioroni, democristiano di lungo corso, stabilmente alla camera dei deputati dal 1996.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra: in fondo, anche la mozione del rinnovamento, quella di Ignazio Marino, ha il suo “dinosauro” in provincia di Firenze è capolista Goffredo Bettini, deputato per la prima volta nel 1992, figura potente e riconosciuta della politica romana: fin dagli anni ‘70 era nella direzione nazionale della Fgci. Segretario era Massimo D’Alema .......! sbommmmmmmmmmmmmm

È bello vedere come la vecchia classe politica da finalmente spazio alle “giovani leve”

Il futuro siamo noi,anzi voi, anzi loro …… bò! forse son confuso.

“Il futuro è il passato”

giovedì 5 novembre 2009

Padre perdona loro perchè non sanno quello che dicono


Feltri: “I giudici delle UE bevono troppo, bisogna chiamare gli infermieri e chiudere il manicomio di Strasburgo, visto che anziché occuparsi sul serio di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia, combattono il crocifisso.” Un giornalista oggi su “il Fatto” consigliava invece ai giudici della corte di Strasburgo di iniziare ad occuparsi degli asini con le orecchie lunghe, visto che ci sono uomini di una certa età, che sono pure direttori di giornali che non sanno che la Corte dei Diritti umani non ha nulla a che fare con l’Unione Europea.

Il ministro La Russa tuona su Rai Uno, ospite di Sposini: “Il crocifisso resterà in tutte le aule di scuola. Possono morire, loro e quei finti organismi internazionali.”
Belle parole, filologicamente degne di un ministro di Berlusconi.

Tutti sul piede di guerra. Un tema a lungo discusso, su cui Tar e giudici nazionali, a volte hanno preferito non esprimersi, e quando lo hanno fatto, hanno agito troppo in fretta e senza alcuna base giuridica.
Non vi è nessuna legge infatti che stabilisce che il crocifisso debba rimanere affisso nelle aule di scuola.
L’unico decreto a riguardo risale ai tempi di Mussolini, giudicato addirittura dalla corte come semplice dispositivo senza alcuna forza di legge, che fornisce indicazioni dell’affissione della croce come semplice arredo.

Non importa se l’articolo 7 della costituizione rivendica chiaramente la laicità dello Stato Italiano.
Il crocifisso è visto come un logo di ideali puri.

Vi voglio riportare un pezzo dell’articolo di Travaglio, in prima pagina oggi su “il Fatto” :
“Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi se fosse per quelle, lo leverei anch’io. [...]
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. E’, da duemila anni, uno scandalo sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione.
L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e di speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità e gratuità.
Gratuità: la parola più scandalosa di questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu l’ideologia più pagana della storia, il nazismo, a scatenare la guerra ai crocifissi. E’ significativo che oggi nessun politico nè la Chiesa riescono a trovare le parole giuste per raccontarlo.”

Queste sono le parole a difesa del crocifisso che ho ritenuto più meritevoli.
Travaglio vede al di là della visione cattolica, e pone dunque questo simbolo come immagine di libertà, umanità, sofferenza e speranza.
Ma il crocifisso appeso nelle scuole non è solo questo: non rappresenta solo il più grande uomo della storia del mondo. Il primo rivoluzionario. Ma è imposto come simbolo di fede, come segno di un’unica religione.
Fede quella cattolica che non può avere questa autorità in uno stato laico.
Accompagniamo la croce con le foto di Falcone, Borsellino, Impastato, e magari pure El Che... “par condicio” direi...
Ok, va bene, è una idiozia... ma è lo stesso che penserei io nel vedere in un luogo, come la scuola, fonte di cultura di ogni tempo e terra, un solo simbolo di Ideale.
La mia libertà finisce dove inizia la tua. Che libertà è se ci vengono imposti pure gli ideali?
Parola di Tres... Andate in pace!

sabato 31 ottobre 2009

La camorra alla conquista dei partiti in Campania


Quelle dichiarazioni dei pentiti su Nicola Cosentino, ex coordinatore provinciale Pdl, ora sottosegretario all'Economia. Unico sviluppo di questi territori è stato costruire enormi centri commerciali che andavano ad ingrassare gli affari dei boss.

Per i clan la sola differenza è tra uomini avvicinabili, uomini "loro", e i pochi politici che non lo sono
Se la politica non vuole essere una stampella di un'altra gestione del potere, deve correre ai ripari.

"Quando un'organizzazione può decidere del destino di un partito controllandone le tessere, quando può pesare sulla presidenza di una Regione, quando può infiltrarsi con assoluta dimestichezza e altrettanta noncuranza in opposizione e maggioranza, quando può decidere le sorti di quasi sei milioni di cittadini, non ci troviamo di fronte a un'emergenza, a un'anomalia, a un "caso Campania". Ma al cospetto di una presa di potere già avvenuta della quale ora riusciamo semplicemente a mettere insieme alcuni segni e sintomi palesi.

Sembra persino riduttivo il ricorso alla tradizionale metafora del cancro: utile, forse, soprattutto per mostrare il meccanismo parassitario con cui avviene l'occupazione dello Stato democratico da parte di un sistema affaristico-politico-mafioso. Ora che le organizzazioni criminali decidono gli equilibri politici, è la politica ad essere chiamata a dare una risposta immediata e netta. Nicola Cosentino, attuale sottosegretario all'Economia e coordinatore del Pdl in Campania, fino a qualche giorno fa era l'indiscusso candidato alla presidenza della Regione. Nicola Cosentino, detto "o'mericano", è stato indicato da cinque pentiti come uomo organico agli interessi dei Casalesi: tra le deposizioni figurano quelle di Carmine Schiavone, cugino di Sandokan, nonché di Dario de Simone, altro ex capo ma soprattutto uno dei pentiti che si sono rivelati fra i più affidabili al processo Spartacus.

Per ora non ci sono cause pendenti sulla sua testa e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sono al vaglio della magistratura. Nicola Cosentino si difende affermando di non poter essere accusato della sua nascita a Casal di Principe, né dei legami stretti anni fa da alcuni suoi familiari con esponenti del clan. Però da parte sua sono sempre mancate inequivocabili prese di distanza e questo, in un territorio come quello casertano, sarebbe già stato sufficiente per tenere sotto stretta sorveglianza la sua carriera politica. Invece l'ascesa di Cosentino non ha trovato ostacoli: da coordinatore provinciale a coordinatore regionale, da candidato alla Provincia di Caserta a sottosegretario dell'attuale governo. E solo ora che aspira alla carica di Governatore, finalmente qualcuno si sveglia e si chiede: chi è Nicola Cosentino? Perché solo ora si accorgono che non è idoneo come presidente di regione?

Perché si è permesso che l'unico sviluppo di questi territori fosse costruire mastodontici centri commerciali (tra cui il Centro Campania, uno dei più grandi al mondo) che sistematicamente andavano ad ingrassare gli affari dei clan. Come ha dichiarato il capo dell'antimafia di Napoli Cafiero de Raho "è stato accertato che sarebbe stato imposto non solo il pagamento di tangenti per 450 mila euro (per ogni lavoro ndr) ma anche l'affidamento di subappalti in favore di ditte segnalate da Pasquale Zagaria". Lo stesso è accaduto con Ikea, che come denunciato al Senato nel 2004 è sorto su un terreno già confiscato al capocamorra Magliulo Vincenzo, e viene dallo Stato ceduto ad una azienda legata ai clan. Nulla può muoversi se il cemento dei clan non benedice ogni lavoro.

Secondo Gaetano Vassallo, il pentito dei rifiuti facente parte della fazione Bidognetti, Cosentino insieme a Luigi Cesaro, altro parlamentare Pdl assai potente, in zona controllava per il clan il consorzio Eco4, ossia la parte "semilegale" del business dell'immondizia che ha già chiesto il tributo di sangue di una vittima eccellente: Michele Orsi, uno dei fratelli che gestivano il consorzio, viene freddato a giugno dell'anno scorso in centro a Casal di Principe, poco prima che fosse chiamato a testimoniare a un processo. Il consorzio operava in tutto il basso casertano sino all'area di Mondragone dove sarebbe invece - sempre secondo il pentito Gaetano Vassallo - Cosimo Chianese, il fedelissimo di Mario Landolfi, ex uomo di An, a curare gli interessi del clan La Torre. Interessi che riguardano da un lato ciò che fa girare il danaro: tangenti e subappalti, nonché la prassi di sversare rifiuti tossici in discariche destinate a rifiuti urbani, finendo per rivestire di un osceno manto legale l'avvelenamento sistematico campano incominciato a partire dagli anni Novanta. Dall'altro lato assunzioni che garantiscono voti ossia stabilizzano il consenso e il potere politico.

Districare i piani è quasi impossibile, così come è impossibile trovare le differenze tra economia legale e economia criminale, distinguere il profilo di un costruttore legato ai clan ed un costruttore indipendente e pulito. Ed è impossibile distinguere fra destra e sinistra perché per i clan la sola differenza è quella che passa tra uomini avvicinabili, ovvero uomini "loro", e i pochi, troppo pochi e sempre troppo deboli esponenti politici che non lo sono. E, infine, è pura illusione pensare che possa esistere una gestione clientelare "vecchia maniera", ossia fondata certo su favori elargiti su larga scala, ma aliena dalla contaminazione con la camorra. Per quanto Clemente Mastella possa dichiarare: "Io non ho nessuna attinenza con i clan e vivo in una provincia dove questo fenomeno non c'è, o almeno non c'era fino a poco fa", sta di fatto che un filone dell'inchiesta sullo scandalo che ha investito lui, la sua famiglia e il suo partito sia ora al vaglio dell'Antimafia. I pubblici ministeri starebbero indagando sul business connesso alla tutela ambientale; si ipotizza il coinvolgimento oltre che degli stessi Casalesi anche del clan Belforte di Marcianise. Il tramite di queste operazioni sarebbe Nicola Ferraro, anch'egli nativo di Casal di Principe, consigliere regionale dell'Udeur, nonché segretario del partito in Campania. Di Ferraro, imprenditore nel settore dei rifiuti, va ricordato che alla sua azienda fu negato il certificato antimafia; ciò non gli ha impedito di fare carriera in politica. E questo è un fatto.

Di nuovo, non è l'aspetto folkloristico, la Porsche Cayenne comprata dal figlio di Mastella Pellegrino da un concessionario marcianisano attualmente detenuto al 416-bis, a dover attirare l'attenzione. L'aspetto più importante è vedere cos'è stato il sistema Mastella - un sistema che per trent'anni ha rappresentato la continuità della politica feudale meridionale - e che cosa è divenuto. Oggi, persino se le indagini giudiziarie dovessero dare esiti diversi, non si può fingere di non vedere che Ceppaloni confina con Casal di Principe o vi si sovrappone. E il nome di Casale qui non ha valenza solo simbolica, ma è richiamo preciso alla più potente, meglio organizzata e meglio diversificata organizzazione criminale della regione.

Per la camorra - abbiamo detto - destra e sinistra non esistono. Il Pd dovrebbe chiedersi, ad esempio, come è possibile che in un solo pomeriggio a Napoli aderiscano in seimila. Chi sono tutti quei nuovi iscritti, chi li ha raccolti, chi li ha mandati a fare incetta di tessere? Da chi è formata la base di un partito che a Napoli e provincia conta circa 60.000 tesserati, 10.000 in provincia di Caserta, 12.000 in quella di Salerno, 6.000 ciascuno nelle restanti province di Avellino e Benevento? Chiedersi se è normale che il solo casertano abbia più iscritti dell'intera Lombardia, se non sia curioso che in alcuni comuni alle recenti elezioni provinciali, i voti effettivamente espressi in favore del partito erano inferiori al numero delle tessere. Perché la dirigenza del Pd non è intervenuta subito su questo scandalo?

Che razza di militanti sono quelli che non vanno a votare, o meglio: vanno a votare solo laddove il loro voto serve? E quel che serve, probabilmente, è il voto alle primarie, soprattutto nella prima ipotesi che fosse accessibile solo ai membri tesserati. Questo è il sospetto sempre più forte, mentre altri fatti sono certezza. Come la morte di Gino Tommasino, consigliere comunale Pd di Castellammare di Stabia, ucciso nel febbraio dell'anno scorso da un commando di cui faceva parte anche un suo compagno di partito. O la presenza al matrimonio della nipote del ex boss Carmine Alfieri del sindaco di Pompei Claudio d'Alessio.

L'unica cosa da fare è azzerare tutto. Azzerare le dirigenze, interrompere i processi di selezione in corso, sia per la candidatura alla Regione che per le primarie del Pd, all'occorrenza invalidare i risultati. Non è più pensabile lasciare la politica in mano a chi la svende a interessi criminali o feudali. Non basta più affidare il risanamento di questa situazione all'azione del potere giudiziario. Non basterebbe neppure in un Paese in cui la magistratura non fosse al centro di polemiche e i tempi della giustizia non fossero lunghi come nel nostro. È la politica, solo la politica che deve assumersi la responsabilità dei danni che ha creato. Azzerare e non ricandidare più tutti quei politici divenuti potenti non sulle idee, non su carisma, non sui progetti ma sulle clientele, sul talento di riuscire a spartire posti e quindi ricevere voti.

Mentre la politica si disinteressava della mafia, la mafia si è interessata alla politica cooptandola sistematicamente. Ieri a Casapesenna, il paese di Michele Zagaria, è morto un uomo, un politico, il cui nome non è mai uscito dalle cronache locali. Si chiamava Antonio Cangiano, nel 1988 era vicesindaco e si rifiutò di far vincere un appalto a un'impresa legata al clan. Per questo gli tesero un agguato. Lo colpirono alla schiena, da dietro, in quattro, in piazza: non per ucciderlo ma solo per immobilizzarlo, paralizzarlo. Tonino Cangiano ha vissuto ventun'anni su una sedia a rotelle, ma non si è mai piegato. Non si è nemmeno perso d'animo quando tre anni fa coloro che riteneva responsabili di quel supplizio sono stati assolti per insufficienza di prove.

Se la politica, persino la peggiore, non vuole rassegnarsi ad essere mero simulacro, semplice stampella di un'altra gestione del potere, è ora che corra drasticamente ai ripari. Per mero istinto di sopravvivenza, ancora prima che per "questione morale". Non è impossibile. O testimonia l'immagine emblematica e reale di Tonino che negli anni aveva dovuto subire numerosi e dolorosi interventi terminati con l'amputazione delle gambe, un corpo dimezzato, ma il cui pensiero, la cui parola, la cui voglia di lottare continuava a prendersi ogni libertà di movimento. Un uomo senza gambe che cammina dritto e libero, questo è oggi il contrario di ciò che rappresentano il Sud e la Campania. È ciò da cui si dovrebbe finalmente ricominciare.
© 2009 Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency

Post di: Enzo Fragapane

giovedì 29 ottobre 2009

Udite!! Udite!!

martedì 27 ottobre 2009

Il Primo Democratico


Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
"Dentro la vittoria di tutti c'è anche la mia" ha commentato su Twitter.

Poco dopo nella sua prima conferenza stampa annuncia: "Costruirò il partito, sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme
, un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie".

E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell'Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: "Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro". Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: "Preferisco che il Pd si definisca un partito dell'alternativa piuttosto che dell'opposizione, perché l'alternativa comprende anche l'opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla".

Il neo segretario a spoglio in corso riflette: "Voglio cominciare con l'orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato. Noi siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito. Chi fa un partito realizza la costituzione repubblicana che parla di partiti e non di "popoli". Questo mette l'Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni. Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull'assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto. Questo risultato mi consegna la responsabilità di guidare il Pd. Sopra o sotto il 50%? Vedremo, a noi risulta sopra il 50%. Ora collaborazione con tutte le opposizioni, ma io voglio il partito dell'alternativa". E annuncia la sua prima iniziativa sul tema del lavoro: "Domani sarò a Prato, per incontrare gli artigiani che vivono la crisi, perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori". Il distretto toscano del tessile è infatti in affanno, stretto tra la delocalizzazione delle fabbriche in Cina e nell'Europa dell'Est, e pesa anche la "concorrenza sleale" delle ditte gestite da cinesi, spesso irregolari e abusive.
da: www.partitodemocratico.it

sabato 24 ottobre 2009

Primarie Democratiche

Quando si vota per le primarie del PD, chi può votare, cosa serve?

Il 25 ottobre si ricorda che:

Si vota dalle 7 alle 20 in oltre diecimila seggi.

Si vota una sola lista.

Cerca il tuo seggio sul sito
www.partitodemocratico.it o telefonando al numero 848.88.88.00
Puoi votare se hai almeno 16 anni e sei: cittadino italiano, cittadino europeo con residenza in Italia, o cittadino di un altro paese con permesso di soggiorno in Italia.
Per votare basta un documento d’identità ela tessera elettorale. Per i minorenni e i cittadini stranieri serve solo il documento.

Gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede, anche extracomunitari con permesso di soggiorno, possono votare nella città dove studiano o dove lavorano. Tale decisione deve essere comunicata alla sede provinciale del Partito Democratico del luogo in cui si studia o si lavora entro le 19 del 23 ottobre. Puoi trovare l’indirizzo su www.partitodemocratico.it


Le schede sono due: una di
colore azzurro per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale, un’altra di colore rosa per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Regionale.

Sceglierai il tuo Segretario tracciando un unico segno su una delle liste dei candidati ad esso collegati.
E non dimenticare di versare un contributo minimo di 2 euro per aiutarci a sostenere l’iniziativa. Al momento del voto riceverai la molletta “Ci tengo”, simbolo di queste primarie.

Il 25 ottobre 2009 scegli tu il segretario del PD. Fai vedere che ci tieni.

A Santa Elisabetta si vota presso l'edificio della biblioteca comunale dalle 7 alle 20.

venerdì 23 ottobre 2009

“Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine. “(Kahlil Gibran)


Visto l'interesse riscosso ultimamente dalle tematiche ambientali, mi permetto di pubblicare un mio articolo riguardante questo tema, pubblicato nell'ultimo numero di Ad Est che potrete trovare in giro a Raffadali, nelle edicole o sul sito www.gaetanoalessi.blogspot.com .
Come sempre nei miei articoli, un po' di polemica ma questa volta alcune belle proposte a cui si possono aggiungere le vostre. Buona lettura... (Spero!)

L’indifferenza del nostro popolo per le tematiche ambientali, da grande possibilità di speculavorare a quei soggetti che nella parola ecologia hanno trovato il nuovo grande business. Infondo lo fanno per noi. Dopo aver costruito le nostre abitazioni, edil-mafia ha deciso di curare la nostra salute gestendo al meglio i nostri ospedali. Ottenuto anche questo controllo, dal camice bianco si passa al camice verde che ci porta, lungo un bellissimo percorso, tra gli immondezzai del Sud d’Italia. Una panoramica bellissima. Peccato che il nuovo presidente della Regione ha ridotto il numero delle ATO a 9/10…e noi che già sognavamo una Trinacria più pulita con le 27 ATO costituite grazie al buonsenso del nostro amato Totò Cuffaro.
Intanto il tempo passa, noi riteniamo ogni giorno di più di appartenere a una “civiltà” alla stregua delle altre, ma ancora non si vede l’ombra di un solo progetto serio che riesca a sensibilizzare la cittadinanza, che sia da esempio anche alla gente più ostinata ai cambiamenti, e soprattutto che aiuti il nostro pianeta…prima che decida davvero di lanciarci nell’universo come i sacchetti di immondizia che lanciamo al volo dalle nostre auto.
Quali progetti? Quali iniziative? Mi sono sentita spesso rispondere “Ormai c’è l’ATO e noi non possiamo fare nulla”. Nulla è ciò che fa un’amministrazione quando si nega la possibilità di cambiare le cose. Nulla è ciò che sta nella testa di un assessore all’ecologia allorché la sua vuotaggine gli impedisce di scrivere un solo progetto valido e degno di finanziamenti, affinché i pezzi di carta che dovrebbe utilizzare per scrivere tali progetti vengano veramente riciclati e non buttati nel cassonetto misto di un ATO senza vergogna.
Così, per riempire qualche vuoto nel mio cervello, di tanto in tanto mi diletto a cercare ciò che è stato fatto, laddove la civiltà umana non è venuta meno al suo debito con la natura, ed ecco qui qualche idea per migliorare il rapporto con la nostra amata amara terra:
- L’ASINELLO CATALITICO: riprendo una canzone dello zecchino d’oro per ricordare che a Castelbuono una squadra di asinelli ha sostituito i rumorosi e inquinanti furgoni utilizzati per la raccolta rifiuti. Il risultato è eccellente: Meno gas di scarico e meno rumore per le strade, un risparmio economico notevole, aiuto alla conservazione della specie, incremento del consenso dei turisti per il tocco folkloristico che essi apportano;
- DEPURATORE: per chi lo avesse dimenticato, questo impianto è un ottimo strumento per purificare le acque da consegnare alla natura! Sarebbe auspicabile che tutti i comuni sprovvisti di questo strumento di igiene, facessero richiesta di finanziamenti (preferibilmente che non vadano a fondo perduto) e si impegnassero per la realizzazione. Non è un sogno. La piccola Santa Elisabetta ne è provvista, così come altri comuni, ma rimangono piccole mosche bianche.
- SENSIBILIZZAZIONE, EDUCAZIONE, IMPOSIZIONE, TASSAZIONE. Dalle scuole materne agli uffici comunali dovrebbero essere avviati progetti di sensibilizzazione, che chiariscano una volta per tutte la necessità di cambiare le nostre abitudini, affiancando ai valori ecologici, un obbligo regolato magari attraverso una modifica dello statuto comunale. Ad esempio basterebbe imporre in tutti i locali pubblici la differenziata a quattro cassonetti: vetro-.plastica – carta e umido. E una squadra di bambini-vigili o anziani –vigili che abbiano l’autorizzazione a multare i trasgressori.
- ELETTRICITA’ . La Beghelli sta avviando numerosi progetti sul tema ambientale con i comuni che ne faranno richiesta. Primo fra tutti “Palo della luce” ossia la sostituzione dei vecchi pali con dei nuovi che utilizzano lampade a risparmio energetico. Queste lampade oltre a garantire un alto risparmio, hanno una durata maggiore. I costi del lavoro sono praticamente inesistenti in quanto ammortizzati nel corso di alcuni anni grazie al risparmio ottenuto.
- ENERGIA PULITA IN TUTTI GLI UFFICI PUBBLICI : il Comune di Badia Calavena ha avviato molti anni fa un progetto pilota che ha visto la costruzione di un impianto eolico, un impianto fotovoltaico e un impianto termico. Grazie a questi progetti, il comune vanta un’ottima reputazione, un aumento del turismo “verde” e senza dubbio un risparmio economico affiancato dal piacere di aiutare il nostro pianeta.
Certo sarebbe bello che anche solo uno di questi progetti prendesse il volo, per iniziare anche noi a sentirci fieri di appartenere ai nostri comuni, come lo sono gli abitanti di Castelbuono e Badia Calavena, invece di continuare a vergognarci perché nel cassonetto della raccolta differenziata siamo obbligati a gettare PLASTICA -ALLUMINIO-CARTA- VETRO, AMIANTO, SOLDI, SOGNI…
Marcella Militello


domenica 18 ottobre 2009

Cerchiamo Voi... Unni istivu a finiri?


Sapete... ogni tanto è divertente fare un tuffo nel passato e rileggere di nuovo alcune frasi o affermazioni che col tempo poi hanno rivelato la propria verità...

Rivedere tutto col senno di poi...


Un anonimo del 10 giugno 2009, il giorno dopo l’insediamento del sindaco, scriveva in un commento:

“LA REALTA E' CHE ANCORA AVETE TANTO DA IMPARARE.
SANTA ELISABETTA ANDRA' SOTTO UN'ALTRO COMUNE E' QUESTA LA FINE.
ADESSO CI METTONO PURE I BAMBINI IN POLITICA !!!!!!!!!!!
MA PER FAVORE.............”

Caro “anonimo 10 giugno 2009 ore 20.11”, se in questo momento stai leggendo e hai riconosciuto le tue parole, spero che non ti sei già rinnegato tre volte, dopo aver visto come dei bambini che si sono messi a far politica hanno organizzato un’Estate Sabettese, con le Serate Musicali, i Cinema all’Aperto, la Notte sotto le stelle, il Torneo di calcetto, il Torneo di pallavolo, la Notte Bianca, la Giornata Ecologica, la Maratona Artistico-Sportiva, gli incontri culturali... e tutto assolutamente “NO PROFIT”...

e beh!... i vantaggi di aver fantasie e animi da bambini...

Come ti avevo ben risposto allora: voi GRANDI avete cancellato qualsiasi speranza dal nostro paese... ci avete lasciato un’eredità senza futuro... e adesso tocca a noi BAMBINI risollevare tutto...

Forse ciò che mancava al nostro paese era appunto questo cambio generazionale: ci volevano i BAMBINI in POLITICA!


Continuamo questo nostro viaggio nel passato riportando altri due bei commenti, sempre in forma anonima, (chissà perchè i grandi quando lanciano delle accuse si dimenticano di firmarsi... sarà perchè non credono nelle loro stesse parole o avranno forse paura di dire delle grosse cazzate?...) lasciati l’11 giugno 2009 su due post diversi, uno alle ore 12.01:

“Buon Giorno a tutti....Auguri a tutti voi per l'insediamento/invasione del comune...volevo solo ricordare,alle menti più distratte, che sette o sei (non ricordo) sono anche i voti spuntati dal nulla nella seconda sezione (sezione Chiapparo e figli)per la candidata Giovanna Iacono....Sarà magia? Sarà l'ennesimo miracolo? ...O sarà che serviva semplicemente il terzo consigliere del PD, visto che la maggioranza è composta dall'UDC o quant'altro? Penso che sia veramente scandaloso vantarsi di una vittoria ottenuta così.Spero che qualcuno prenda dei provvedimenti affinchè la verità venga a galla....Se i voti corrispondono, tanto di cappello, altrimenti dovreste solo vergognarvi!
Distinti saluti, il cittadino assetato di giustizia,G.C.
ps:Per favore non abbiate i paraocchi anche per questo commento...per una volta fate i democratici....fatemelo passare!!!”

un secondo alle ore 17.48: “è troppo bello dire di aver vinto senza riflettere su come avete vinto...so bene ke tipo di ingiustizie ci sono state...e vi dovete solo vergognare di questo...come inizio non c'è male...non oso immaginare cosa si farà in seguito per il paese...”

Per il primo anonimo firmato G.C. ricordo, se non fosse stato ancora informato, che il Tar di Palermo si è espresso non meno di dieci giorni fa, rigettando l’accusa contro il sindaco Militello, e accogliendo il ricorso del signor Catalano e il contro-ricorso della nostra Giovanna Iacono. Una prima verità è dunque venuta a galla come tu speravi. La sentenza che si attende giorno 27 gennaio, poi riguarda personalmente la consigliera e chi rivendica il suo posto. Se ci sono stati sbagli o meno sarà il giudice a deciderlo col riconteggio delle schede messe in discussione. Nulla di scandaloso. Spero che la tua collera si sia calmata, non ci sono arrivate le tue scuse, ma infondo il vantaggio di restare un anonimo è appunto questo no?

Mi dispiace invece per il secondo anonimo che aveva detto di conoscere le ingiustizie che erano state fatte, magari aspettava solo che il ricorso venisse accettato per presentarsi in aula e testimoniare la sua verità... pazienza... dopo la famosa verità nascosta del senatore Francesco Cossiga sulla strage di Ustica, adesso avremo pure la verità nascosta sulla "strage della seconda sezione"... chi omini di panza!


Per finire la nostra tournee, chiudiamo l'appello con i vari esponenti che avevano un sogno in comune, o per meglio dire “il sogno del comune”...

che avevano gridato allo scandalo nel dopo elezioni...

che non avevano riconosciuto il sindaco nella persona di Emilio Militello...

che erano assetati di giustizia...

che ci avevano preso per dei comunusti facinorosi con atteggiamenti da fascisti durante la campagna elettorale...

e poi per dei comunisti facinorosi con atteggiamenti da David Cooperfield per aver trasformato l’esito di 90 schede elettorali...

... per loro mi compiaccio: il fatto che non hanno ancora accusato le solite "toghe rosse", come fa ogni qualvolta il loro leader nazionale, è già un buon passo avanti. Certo delle scuse dopo tanto fango buttato sarebbero dovute.

So che siamo comunisti... ma non vi mangiamo mica...

mercoledì 14 ottobre 2009

Intervista al Sindaco Emilio Militello

Cari Lettori,
abbiamo deciso di riprendere alcuni appuntamenti che abbiamo lasciato in sospeso dopo l’arrivo della stagione estiva.
Molte sono le idee e novità che stiamo cercando di realizzare e presentarvi al più presto, ma per adesso ricominciamo con il vecchio corso di interviste che ci aveva accompagnati durante il lungo periodo di campagna elettorale.
Ricominciamo proprio con il neo primo cittadino di Santa Elisabetta.
A cento giorni dalla sua elezione, Emilio Militello risponde alle nostre domande riguardanti diversi aspetti e argomenti del nostro paesino.
Il video è stato diviso in tre parti. Nella prima si parlerà di progetti, di ciò che è stato fatto, degli obiettivi da ragiungere a breve e del problema economico del paese. Quest’ultimo tema aprirà pure la seconda parte, che continuerà affrontando il tema “ATO” e raccolta differenziata. Nella terza e ultima parte le domande da noi poste riguarderanno i rapporti del nostro paese con la politica amministrativa provinciale e regionale, la formazione della giunta comunale, il ruolo dell’opposizione e, visti gli ultimi avvenimenti giuridici, del clima post-sentenza.

A proposito... questa intervista doveva essere girata sabato 3 ottobbre, ma per motivi di impegni improvvisi del sindaco, causati dall’alluvione verificatasi la notte tra l’1 e il 2, è stata rinviata di una settimana, a sabato 10 ottobre quindi, visti anche i nostri impegni universitari.
Ho fatto questa dovuta precisazione perchè non voglio che qualcuno pensi che l’intervista è stata fatta in seguito all’esito del ricorso al Tar della lista “Francesco Carrubba Sindaco”.

Non mi resta dunque che augurarvi una buova visione.
Francesco Treseghè


domenica 11 ottobre 2009

Me REPORTano la Gabanelli!!

Con Report, inizia a pieno regime la stagione dei programmi del palinsesto Rai che non sono prodotti negli studios di Palazzo Grazioli!!!
Pare che nei magazzini del Palazzo, non ci fosse spazio nemmeno per parcheggiare la Escort targata Bari dell'amico del Cavalier, figuriamoci per Lucarelli, Santoro e Fazio... forse per la Dandini e la Gabanelli si sarebbe potuto fare una eccezzione, tanto in mezzo al mucchio...
Comunque: la cosa importante è che questa sera e per le Domeniche successive, alle 21:30, su Raitre, riparte la Gabanelli con le inchieste di Report. Tema di questa prima puntata: I regolamenti comunali.
E mi sa che a qualcuno del nostro ridente comune di Santa Elisabetta, una ripassatina non farebbe male!!
Se poi non vi basta la Gabanelli (non nel senso che intenderebbe il Nano... che avete capito?), posso darvi qualche consiglio su come passare qualche serata davanti alla tv, così darete una motivazione al canone che pagate, ammesso e concesso che lo paghiate!
Inizia la Dandini dal lunedì al venerdì,in seconda serata, con Parla con me, in compagnia di Elio e le storie tese, Dario Vergassola, Neri Marcorè e tanti ospiti dello spettacolo poco graditi al Palazzo. Se volete un pò di Satira, rivolgetevi a loro!!
Dopo il piatto forte, la trasmissione che quando fa una diretta non sa se ne farà un'altra, Annozero, Michele Santoro ( non c'è bisogno di presentazioni), il giovedì alle 21:00 su Raidue, il Venerdì sera è dedicato ai misteri e, ahinoi, tanti misfatti dello Stivale, raccontati dal mitico Carlo Lucarelli nel programma Blu Notte, tutti i Venerdì alle 21:10, su Raitre! Un Cult!!!
Il venerdì sera, dopo Lucarelli, potreste dare una occhiata a "Niente di personale", su LA7.
Si chiude il fine settimana con il doppio appuntamento di "Che tempo che fa", Fazio con le sue interviste a vari personaggi, spesso della politica ( stasera c'era Veltroni ) e con le mitiche gag di Aldo, Giovanni e Giacomo e la satira piccante di Luciana Littizzetto.
Il sabato e la domenica, dopo le 20:30, per circa un'ora, su Raitre, prima di Report.
Ovviamente, per i più giovani che la sera giustamente vogliono uscire e per i meno giovani ca un nni vonnu sapiri di stari a casa, c'è la possibilita di rivedere le puntate su Raitv.it.
Minimo comune denominatore di queste trasmissioni?
Non sono stufi di raccontare e lavorare in un paese, dove non è democratico tutto quello che non va bene al malavitoso che alberga a Palazzo Grazioli!!!

venerdì 9 ottobre 2009

Lode alla Corte...



7 ottobbre 2009. Una data da ricordare. Una data che da speranza e voglia di continuare. Uno di quei giorni in cui la frase “tanto è tutto inutile, niente potrà cambiare” viene lasciata un attimo da parte e il senso e la voglia di giustizia riprende a dar forza alle speranze. Uno di quei giorni “giusti”.

Ore 11,30: Giustizia.
L’avevano chiesta la lista uscita sconfitta dalle scorse amministrative, a suon di “farabutti, ladri e imbroglioni”... Ieri il Tar di Palermo ha dato la prima e definitiva risposta alle loro accuse.
Nulla da aggiungere, come si usa dire in questi casi “il silenzio è la miglior risposta”.
Chi ha di parlare: scuse, auguri e congratulazioni sono ben accete.

Ore 18,05: Giustizia.
Dopo due giorni di riunione, la Corte Costituzionale ha sentenziato il “lodo Alfano” anticostituzionale e ne ha annullato la validità.
Nel maggio del corrente anno, avevo scritto un articolo parlando della sentenza del processo Mills e di come il signor Berlusconi era riuscito ad uscirsene a “mani libere” grazie al Lodo Alfano, e avevo riportato sul post il testo dell’articolo 3 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali), dimostando come l’ennesima legge ad personam del Cavaliere ne violasse la costituzionalità. Ci sono voluti due giorni, invece, a 9 dei 15 giudici della Consulta per accorgersi e deliberare (per dirla alla Travaglio) che “2+2 fa 4”.
Ma infondo tutto bene ciò che finisce bene.
Riguardo alle dichiarazioni post-sentenza del presidente del consiglio che accusa Napolitano, i giudici, la televisione, la stampa, di essere tutti di sinistra e complottisti, nulla di nuovo. Sappiamo già che per il Cavaliere la verità è tutto ciò che esce solo dalle sue labbra, qualsiasi altro punto di vista che ruota in orbite diverse dal suo pensiero, per lui è la visione dei soliti “mangia-bambini-comunisti”.
Riguardo il proclamo di guerra del senatur Bossi se non si arriva al federalismo, nulla di nuovo. Sappiamo già che è il suo unico chiodo fisso da quando è nato... pensatelo voi da bambino con il grembiulino blu e la maestra delle elementari che gli chiede: “Umbertino, tu cosa vuoi fare da grande?”. E lui: “Il federalismo!”
Riguardo le parole del ministro Angelino Alfano che continua a difendere il valore del suo lodo perchè consentirebbe ad un governo di lavorare tranquillamente senza interferenze giuridiche estranee, tipo quelle che si sono verificate negli ultimi vent’anni, da Craxi a Prodi, nulla di nuovo. Infondo Angelino Alfano ha già dimenticato le verità nascoste svelate dai giudici di “Manipulite”, o magari, da buon fedele del Cavaliere, considera la maxi inchiesta come una piaga verificatasi nella politica italiana dei primi anni novanta, e non come come una pulizia dai politici corrotti che riempivano le poltrone del nostro Parlamento e dei vari consigli comunali italiani (anche se molti di questi ne sono ancora presenti, vedi Bossi e Berlusconi).
Riguardo i vari La Russa, Gasparri e compagnia bella che hanno definito la Corte Costituzionale “Anticostituzionale”, nulla di nuovo. Ricordiamo che stiamo parlando di La Russa, Gasparri e compagnia bella...

7 ottobre 2009. Una data che non sarà il traguardo e il fine ragiunto da due sentenze, ma sarà solo l’inizio di un nuovo corso.
Il primo lascerà Santa Elisabetta in mano alla “buona e giusta amministrazione” del sindaco Militello.
Il secondo consentirà allo psico Nano di continuare a essere processato in tribunale come un normale e comune cittadino di questo paese, almeno fino alla prossima legge ad personam o "ghedinata".

Per il resto aspettiamo il giorno della memoria...

giovedì 8 ottobre 2009

La Giustizia non è mossa dalla fretta!

Ieri mattina il Tar di Palermo si è pronunciato circa i ricorsi riguardanti le scorse elezioni amministrative di Santa Elisabetta.


E' grande la soddisfazione per la decisione della giustizia amministrativa, in merito al ricorso proposto da Francesco Carruba nei confronti del Sindaco Emilio Militello, nei miei confronti e dei Consiglieri comunali Giuseppe Di Vincenzo, Stefano Marsiglia. Soprattutto dopo le tante polemiche scoppiate in paese e le tante parole dette e scritte da molti, che facevano pensare ad un complotto o a brogli elettorali, contro i Presidenti delle sezioni elettorali, contro il Sindaco e l'Amministrazione comunale.

"Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione seconda, definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso principale e improcedibile il ricorso incidentale in epigrafe. Condanna il ricorrente principale al pagamento delle spese del giudizio, che liquida in favore delle parti costituite, che liquida nella complessiva somma di euro quattromila, oltre IVA e CPA come per legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dalla Autorità amministrativa. Così deciso, in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2009".

E' questa una parte del dispositivo di sentenza del Tar di Palermo, che io cito per chiarezza e completezza di informazione.

Adesso Santa Elisabetta ha un Sindaco e un'amministrazione comunale, legittimati dalla giustizia amministrativa. Ci si aspetterebbero delle scuse e gli auguri di buon lavoro, che non sono mai arrivati dalla parte avversa e che io credo che non arriveranno mai. Ma chiedo che adesso si faccia silenzio! Che si faccia in modo che si possa lavorare in serenità e tranquillità per il bene di Santa Elisabetta e dei sabettesi.

Diverso l'esito della decisione dello stesso tribunale, in merito al ricorso proposto da Francesco Catalano nei miei confronti. Sempre per chiarezza e completezza di informazione e visto che chi scrive è la diretta interessata, perciò informata sui fatti meglio di chiunque altro, il Tar ha deciso di accogliere il ricorso proposto da Francesco Catalano, ma anche il controricorso, in termini tecnici “ricorso incidentale”, proposto da me, Giovanna Iacono, contro il ricorrente principale.

"Visto il ricorso con i relativi allegati; visto l'atto di costituzione in giudizio di Giovanna Iacono ed il ricorso incidentale da questa proposto; viste le memorie difensive; visti tutti gli atti della causa, il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione seconda, riservata al definitivo ogni pronuncia in rito, in merito e sulle spese, dispone che il Servizio elettorale dell'Assessorato regionale degli Enti Locali della Regione Siciliana, esegua la verificazione indicata in motivazione, nei termini e con le modalità ivi specificate. Per l'ulteriore discussione della causa fissa l'udienza del 27 gennaio 2010. La presente ordinanza sarà eseguita dalla Giustizia amministrativa. Così deciso, in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2009".