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"Il popolo che rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita e non avrà né libertà né sicurezza" (Benjamin Franklin)

domenica 3 ottobre 2010

Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd

L’intervista su Repubblica

Matteo Renzi: per sconfiggere Berlusconi dobbiamo liberarci di D’Alema, Veltroni, Bersani, senza distinzioni. La questione della leadership non riguarda me, ma Zingaretti, Chiamparino, Vendola
ROMA – “Nuovo Ulivo? Uno sbadiglio ci seppellirà. Mandiamoli tutti a casa questi leader tristi del Pd”.

Ambizioso programma, sindaco Matteo Renzi.
“Non è mica solo una questione di ricambio generazionale. Se vogliamo sbarazzarci di nonno Silvio, io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un’intera generazione di dirigenti del mio partito. Non faccio distinzioni tra D’Alema, Veltroni, Bersani… Basta. E’ il momento della rottamazione. Senza incentivi”.

Rottamare i “vecchi” del Pd vuol dire automaticamente sbarazzarsi di Berlusconi?
“E’ la precondizione, il punto di partenza. Ma li vedete? Berlusconi ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo… I nostri iscritti, i simpatizzanti, i tanti delusi che aspetterebbero solo una parola chiara per tornare a impegnarsi, assistono sgomenti ad un imbarazzante Truman show. Pensando: ma quando si sveglieranno dall’anestesia? Ma si rendono conto di aver perso contatto con la realtà?”.

Che cosa propone di fare?
“Lo statuto del Pd parla chiaro, anche se ovviamente è rimasto inapplicato: dopo tre mandati parlamentari, giù dalla giostra. Se davvero si va alle elezioni anticipate, anche se personalmente ci credo poco, alla prima assemblea nazionale per le candidature vado alla tribuna e lancio il seguente ordine del giorno: facciamo riscoprire il piacere della semplice militanza ai nostri parlamentari che hanno varcato la soglia delle tre legislature. E, potendo, anche a Di Pietro, un altro che da 20 anni pontifica su tutto, e abbiamo visto i risultati”.

Resta però aperto il problema: che rapporti con Fini, con Casini, con la sinistra?
“Fini? Uno che passa da Almirante e Le Pen alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me. Però, non voglio nemmeno entrarci nel gioco del piccolo chimico. Piuttosto mi fate capire, per favore, che dice il Pd sul lavoro che cambia? Sull’innovazione? Sull’ambiente? E sulle tasse? Facevo ancora la maturità e già Berlusconi e Tremonti promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l’unico slogan era l’agghiacciante pagare le tasse è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo…”.

Cos’è, un’autocandidatura alla leadership del Pd?
“Il mestiere di sindaco di Firenze mi diverte moltissimo, e qui voglio stare. Fossi stato a sentire D’Alema, Veltroni e Bersani mai sarei entrato a Palazzo Vecchio, macinato dalle primarie. Certo, appena apro bocca è sempre la stessa musica: il solito Renzi, l’ambizioso. E che ci vuoi fare, unifico il partito, c’ho tutti contro. Ma sai che c’è? Meglio un’accusa di arroganza che un processo per diserzione. La questione della leadership non riguarda me ma il tema esiste. Eccome”.

Chi riguarda allora?
“Di nomi ne vedo parecchi. Fra la gente che viene dal territorio. Da scegliere con le primarie, ovunque”.

Chiamparino, Zingaretti, Vendola?
“Sicuramente sì. Tre nomi che, con caratteristiche diverse, sono in grado di dire e dare qualcosa di nuovo al Pd. Lontani dal balletto di agosto al quale stiamo assistendo con scambio di lettere o cartoline fra i nostri dirigenti da un quotidiano all’altro. Litigando”.

Anche lei però aveva litigato con Zingaretti, accusandolo per la mancata candidatura alle regionali nel Lazio.
“Abbiamo litigato, ci siamo chiariti davanti ad una bistecca alla fiorentina. Ma poi, chissenefrega della polemica, di qualche parola di troppo se poi in realtà sei sulla stessa lunghezza d’onda. Io penso che oggi Nicola sia fra quelli che nel Pd rappresentano le novità”.

Quarantenni e territorio: è la formula per cambiare il Pd?
“Penso sia la combinazione giusta per ascoltare e raccogliere le indicazioni del nostro popolo. Più che cambiare però io direi proprio: azzerare”.

Sembra di sentire Nanni Moretti.
“Io però faccio politica col Pd e sono impegnato nel mio ruolo di amministratore. E soprattutto quel grido di piazza Navona, “andate a casa”, allora era di un solo intellettuale. Oggi temo sia condiviso della stragrande maggioranza del popolo democratico”.

17 commenti:

Salvatore Trapani ha detto...

Sembrerebbe quasi che cronologicamente l'intervista di Renzi sia venuta dopo il discorso di Bersani sulla fiducia al governo. In effetti non è così è una intervista del 29 agosto ; forse è stata rispolverata per controbilanciare il post che Stefano ha pubblicato del discorso di Bersani alla camera. Sono d'accordo sul fatto che questo partito ha bisogno di un profondo rinnovamento della sua classe dirigente,non parlerei di rottamazione degli attuali dirigenti. Bersani è stato eletto leader di questo partito l'altro ieri e con una consultazione popolare senza uguali, non si può l'indomani già rimetterlo in discussione. Renzi, Vendola e altri sono leader locali che hanno vinto grazie anche al sistema delle primarie che questo partito , tanto criticato, ha messo su. Allora se si andrà alle elezioni anticipate state sicuri che si faranno le primarie e chi avrà più voti sarà il nostro candidato. Ma da quel momento tutti in campo a sostenerlo chiunque esso sia!
Comunque è necessario anche mettere sù un sistema di alleanze che pùò farci vincere, è necessario cambiare questa legge elettorale che è un obbrobio,e necessario anche , e su questo sono d'accordo, stabilire regole certe sulle candidature.
Però mi preme sottolineare come Renzi dica : "alla prima assemblea nazionale per le candidature vado alla tribuna e dico...", sta facendo la sua battaglia dall'interno, criticabile quanto si vuole , ma da dirigente del PD.
Se alla prima difficoltà si abbandona , non si è credibili ed è una battaglia già persa in partenza.
Totuccio Trapani

Francesco Treseghè ha detto...

Sembrerebbe... ma non è così.
L'intervista di Renzi, fatta il 29 Agosto, l'ho solo letta ieri dopo quelle tre ore che siamo stati seduti in sezione a discutere.
Leggendo le sue parole mi sono sorpreso di come nessuno allora, visto che a quanto pare solo stato l'unico ignorante a riguardo, non abbia riportato questo articolo nel blog.
Quindi sembrerebbe... ma non è così.

Nelle sue parole, Renzi non critica Bersani in quanto segretario di partito, ma grida contro tutta la vecchia classe dirigente del Pd. Una classe vecchia e già vista.
Renzi sta facendo la sua battaglia... io (e ancora non so quanti gd) mi sono innamorato di questa battaglia e non mollerò nè al primo e ne ai prossimi ostacoli,
e non mi fermerò certo gridando dal blog.

Salvatore Trapani ha detto...

bravo!!
questo è il Francesco che mi piace non quello che strappa la tessera.

Marcella ha detto...

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. (James Russell Lowell)

Stefano Di Vincenzo ha detto...

Be renzi è un amministratore capace e lo sta dimostrando e personalmentoelo stimo.
in molte cose sono d'accordo con lui. per esempio il ricambio generazionale anche per me significa la precondizione necessaria a questo punto soprattutto per una questione di credibilità.

però secondo il mio modesto parere renzi sbaglia nell'attaccare il segretario bersani nella sua persona. bersani ha stravinto non più di un anno fa le primarie. in un partito democratico contano i numeri e si segue la linea di chi vince a torto o a ragione. perciò è inutile dopo un anno attaccare la persona di bersani. perciò tutti uniti con bersani per vincere contro berlusconi e nello stesso tempo si può chiedere con insistenza un vero ricambio generazionale alle prossime elezioni.

però quando renzi dice il pd non parla mai di lavoro e fisco, non ha un progetto sul lavoro be in questo sbaglia e come se sbaglia.!
io non mi permetto di giudicare renzi, ma se dice che il pd non parla di questo si vede che è troppo impegnato nel fare il sindaco( cosa giusta) e non segue direttamente la politica italiana.

perchè bersani sul fisco e sul lavoro è preparato e ha un piano ben definito. non ultimo ieri per esempio nel convegno di cortona ha esposto quelle che sono le linee del progetto del pd sul lavoro e sul fisco in maniera molto dettagliata ed esaustiva. bersani in questo è preparatissimo e nessuno gli può insegnare qualcosa in materia.

per questo io preferisco un uomo come civati rispetto a renzi.
certe volte il sindaco di firenze si fa prendere troppo dalla foga e spara anche su campi che non gli competono direttamente.

perciò il ricambio generazionale è necessario, ma non si deve uscire fuori binario altrimenti si fa il gioco "dei vecchi" è questo può essere il più grave errore.

Stefano Di Vincenzo ha detto...

Ecco cosa dice civati: usa toni diversi rispetto a renzi e soprattutto centra la SOSTANZA direttamente senza la spettacolarità di renzi:

Oggi Ilvo Diamanti scrive cose che alcuni di noi (quelli che vanno Oltre, soprattutto) ripetono da mesi. A sinistra del Pd, fermo al 26%, ormai c'è l'11% dei consensi, contando - e qui Diamanti fa un'operazione al limite del regolamento, perché Grillo non è esattamente a sinistra del Pd - anche il 4% a cui è dato il Movimento 5 Stelle.

Di questo 11%, il 7 potrebbe allearsi con il Pd, mentre il 4 andrebbe perduto. Una cifra considerevole, non molto distante, per fare un paragone, con l'apporto che potrebbe dare l'Udc all'alleanza democratica di cui stiamo parlando da mesi, anzi, da anni.

Diamanti consiglia al Pd una linea più chiara e una maggiore riconoscibilità della sua leadership. Sicuramente corretto. Quello che chiedo, però, ai vertici del Pd, come ho fatto anche in occasione dell'ultima direzione nazionale, è di cercare di indagare le ragioni profonde di questo voto, che si somma al partito di maggioranza relativa, quello dell'astensione, spesso consapevole, colta e istruita.

L'annosa questione della casta, in primo luogo, argomento demagogico quanto si vuole, ma fondato su una banale considerazione: i politici si sono arricchiti più dei cittadini, in questi anni, e molti scelgono la politica per diventare benestanti, in una logica di potere da quattro soldi (che poi sono molto di più).

Ancora: alcuni temi della contemporaneità, come l'ambiente (si vedano Francia e Germania, ma anche il Brasile), andrebbero forse meglio rappresentati dal Pd. Lo stesso vale per i diritti, per la rete, per la finanza (per dirla volgarmente: dove vanno a finire i nostri soldi). Non si capisce bene il Pd da che parte stia e il sospetto che sia dalla parte sbagliata è forte.

Da ultimo, c'è la questione morale, che è anche una questione estetica, dell'affezionarsi alle posizioni di potere, di chiudere il ceto politico in una stanza e di non farlo uscire più. Certo, i professionisti ci vogliono: resta da chiedersi se il professionismo riguardi la politica o le carriere di ciascuno. Perché diventare professionisti di se stessi poi porta inevitabilmente ad allontanarsi dagli altri. E gli altri, in questo caso, sono i cittadini. Questione di stile e di sostanza, insieme.

Ragioni che portano a votare Grillo, a scegliere un leader più riconoscibile, come Vendola, ma che spingono alcuni (e sono molti) a rinunciare. E la maggioranza, da silenziosa, ammutolisce. E sceglie l'astensione militante. L'iniziale è scarlatta, ma non va vissuta come un adulterio, da parte di politici che si sentano traditi dagli elettori, ma come una domanda di politica, rivolta proprio a quei politici democratici che dovrebbero farsene carico, come si dice in quel politichese che è forse la prima cosa da superare.

Stefano Di Vincenzo ha detto...

PS:

IL MOVIMENTO 5 STELLE nella maggior parte dei sondaggi è dato massimo al 2 %. In questo sondaggio di civati è dato al quattro. Non considerando il fatto che in questi sondaggi sostengono che al momento del voto molti non potrebbero votarlo per evitare il voto "disperso".

è solo una piccola precisazione per arricchire la discussione e per rendere meglio l'idea dell'attuale forza in termini di voti della futura " alleanza democratica".

Anonimo ha detto...

Meglio tardi che mai, caro segretario. Chi non ha mai contestato da giovane in un partito, scagli la prima pietra!! Se poi alle contestazioni,opinabili, inopportune,strategicamente poco efficaci, si risponde in grave ritardo, senza fare alcuno accenno di censura a chi li invita a togliere il disturbo con invettive e insinuazioni da cortile... Canuscemu u piru!!
Non è nuovo con la storia della sinistra sabbettese!! Basta rifarsi quella recente e passata, per comprendere quanta gente di sinistra è stata messa alla porta d'uscita per non rientrare mai più (basta chiedere in giro).Detto questo, apprezzo il tuo tardo intervento al confronto con questi pochi giovani (sic) che ancora credono nell'impegno politico e sociale avendolo dimostrato ampiamente, ricordando a me stesso che l'insegnamento principe della religione cattolica è comprensione, è carità, è perdono. L'affezionato

Anonimo ha detto...

Magari gente finita con Alfano. Caro affezionato. Ognuno sceglie il proprio destino non sono gli altri a spingerlo. Nessuno ha buttato fuori nessuno ultimamente, se ti riferisci alle scorse elezioni comunali. Hanno fatto tutti la libera scelta di appoggiare il candidato di Iacolino (Alfano) e di conseguenza stare fuori dal PD, anzi dico di più non hanno chiesto la tessera in occasione del primo tesseramento. Ci sono personaggi che pretendevano di stare dentro mentre tramavano e si schieravano contro non per nobili motivi. Quindi giudizi sereni per favore. Cosa diversa chi attacca e diffama dirigenti ex ds ed ex pci su cui agnuno di noi ha costruito la propria storia politica, l'infamia si estende anche a noi. Ergo riproporre la favola del lupo e l'agnello mi pare un pò puerile. Caro affezionato. GERONIMO.

Anonimo ha detto...

L'analisi era un'altra, troppa gente si è allontanata dal partito e quali che siano i motivi, non si può gridare sempre al tradimento come la soluzione del grave problema.
Ho voluto stigmatizzare l'attacco violento e intimidatorio nei confronti dei ragazzi, per dire che di questo passo più che di lupo e agnello,sarebbe opportuno ricordare la storiella di un personaggio in combutta con tutti e tutto, un giorno stanco di salire e scendere quasi quotidianamente le scale dei tribunali per difendersi dai numerosi processi in corso, sfinito... in un momento di lucidità disse:
"ca li cosi su du o sunnu TUTTI sdisanurati o sugnu sdisanuratu i sulu"
L'affezzionato

Anonimo ha detto...

Su Renzi. Per governare un Paese grande e difficile come l'Italia non bisogna essere solo simpatici bisogna essere competenti. Allora chiediamoci abbiamo noi dentro il Pd nella fascia che va dai 30 ai 40 anni persone competenti come succede in Inghilterra? Sapete quanti anni ha il capo del partito laburista eletto ultimemente e andato al ballottaggio con il fratello più giovane? 41 anni. Allora vuol dire che in Italia ci sono pochissimi giovani impegnati in politica seriamente. Nel 1978 il nostro sindaco comunista, Burgio, aveva 23 anni. Nel 2009 il nostro sindaco, considerato giovane, ne ha più di 50. Quindi dipende dai giovani impegnati dentro farsi aventi ed acquisire competenze, diversamente avremo un partito fatto per la maggior parte da 60 enni. Volete essere tanti piccoli Renzi fatevi avanti nessuno vi ostacola. Geronimo

Francesco Treseghè ha detto...

vedi caro geronimo quello che non riuscite a capire.
Rinnovare e ringiovanire il partito, non vuol dire abbassare l'età media dei suoi dirigenti... ok.. quello anche... ma la priorità è quella di mandarli tutti a casa per dare spazio a gente nuova.
Critichiamo Berlusconi che è dal '94 che porta in parlamento sempre lo stesso programma, ma noi non siamo da meno.
Ieri a Ballarò, il direttore di Libero, Belpietro, sul tema del conflitto di interessi ci ha liquidato in due minuti dicendo "escono fuori questo problema ad ogni campagna elettorale, ma poi quanto vanno a governare sembra che se ne dimentichino!"
Ecco... se gli attuali dirigenti del partito, sono gli stessi degli ultimi vent'anni... se sono gli stessi che fino a questo momento hanno permesso a Berlusconi di governare, se sono gli stessi che per sette anni, dal '96 ad oggi, hanno governato l'Italia senza alcun risultato... come ci possiamo ripresentare ancora una volta ai nostri elettori?

Anonimo ha detto...

A parte il fatto che non è vero che i risultati non ci sono stati con il governo Prodi. E' ingiusto dire che si mal governato. Quelli erano gli anni del rientro dal debito pubblico, dell'entrata nei paesi dell'euro, di riforme epocali nella pubblica amministrazione (Bassanini), nella scuola (autonomia scolastica). Il paese allora cesceva e diminuiva il debito, la ricchezza veniva redistribuita ai ceti più poveri, potrei dilungarmi per ore. Chiediamoci perchè è finita quell'esperienza? Per colpa di D'Alema che è diventato primo ministro? o per colpa della sinistra alternativa" di lotta e di governo" ?. La seconda esperienza: forse dimentichiamo che Berlusconi utilizzando un trucco informatico ( e ci sono le prove) è riuscito a trasmormare le schede nulle in voti per FI. Dimentichiamo che abbiamo vinto per 20 mila voti alla camera e andati sotto ( con gli imbrogli) di 400 mila al senato. Solo i senatori a vita ci hanno permesso di formare il governo. Quale conflitto di interesse potevi affrontare con una maggioranza così risicata. Scordi che alla prima chiama importante sia Mastella che Dini sono tranzitati con Berlusconi. Tu mi puoi dire si poteva fare nel 96. Benissimo ma perchè dare la colpa solo ed esclusivamente a D'alema. In fondo lui con la bicamerale ci stava riuscendo a concordare le riforme, è stato Berlusconi a far saltare il tavolo all'ultimo momento. La riforma costituzionale che riguarda la modifica del Titolo V della costituzione è stata presa dalla bozza di quella bicamerale presieduta a D'Alema. Tutta la coalizzone non ha voluto affrontare la questione non capendo quali danni avrebbe fatto in futuro. Mi pare che tutti riconoscano finalmente questo errore. Guarda ti dò alcuni esempi di cose fatte dall'ultimo governo Prodi. Pubblica amministrazione: rinnovo di due contratti ( siamo 4 milioni di lavoratori con famiglia), stabilizzazione di 300 mila precari; scuola 150 mila qassunzioni + il turner over in tre anni; infrastrutture 100 miliardi per il mezzogiorno per i prossimi 10 anni, Sicilia 3 miliardi da spendere subito ( agrigento 400 milioni per le strade provinciali, finanziamento autostrada Agrigento Caltanissetta. Mi fermo qui. Con Berlusconi e la Lega tutto è andato in fumo tranne i cantieri aperti.Quindi prima di dire non si è fatto nulla, informarsi, prego. Poi possiamo criticare quanto vogliamo ma per favore dati di fatto reali se no ci facciamo solo del male. GERONIMO

Stefano Di Vincenzo ha detto...

senza alcun risultato non direi..sono stati fatti molti errori gravi questo si...ma non si può declinare tutto come niente..
se non c'era il centro sinistra non saremmo entrati in europa..e a quest'ora quale grecia..!!peggio del burundi.

Stefano Di Vincenzo ha detto...

grazie all'opera di risanamento del governo prodi nel 2006 oggi berlusconi può dire "abbiamo ammortizzato la crisi" perchè i conti hanno tenuto.. anche se gli effeti veri si vedranno fra qualche anno..

immaginatevi voi se i conti dello stato erano quelli lasciati in eredità da berlusca nel 2006 e subito dopo la crisi economica..non oso nemmeno immaginare. senza l'opera di risanamento del governo prodi si andava al collasso..

in questi due anni 2006.2008 è diminuito il debito pubblico fino al 105% del pil..oggi con berlusca ce lo ritroviamo al 118% del pil...

il lavoro del governo prodi è stato coperto dalla conflittualità interna alla coalizione. nei tg non si parlava di altro..

cmq non oso nemmeno immaginare se in questi sette anni in cui abbiamo governato governava berlusconi! a quest'ora senza europa e senza i conti dello stato apposto la grecia anoi ci faceva un baffo.

l'errore del conflitto di interessi è stato grave..ma c'è anche da dire che nel 2006 non si poteva votare una norma simile con dini e mastella in maggioranza..
è stato un errore gravissimo che oggi tutti riconoscono..

ma per una maggiore credibilità è sempre meglio proporre nuove facce..per esempio ieri a ballarò mi è piaciuta quella ragazza laureata in economia a madrid mi pare..

perchè negli altri paesi anche ragazze giovani come lei diventano ministre?
mi piacerebbe se il pd prendesse in considerazione ragazze come lei...anche per una questione di facciata cavolo..non siamo neanche in grado di fare questo..

c'è anche da dire che siamo l'unico partito che non fa neanche un minimo di propaganda il che è positivo ma in un contesto in cui tutti i partiti si basano su questo a partire da berlusca per finire a vendola e di pietro ecco che si può anche spiegare la perdita di voti..

Francesco Treseghè ha detto...

I due anni del governo Prodi sono stati ottimi sotto il punto di vista dell'economia...
E sono troppo giovane per giudicare l'operato della sinistra dal '96 al 2001... e per capire se un governo governi bene o meno, non bastano i libri di storia ma bisogna viverlo.
Ci sono però alcuni problemi che è da vent'anni che esistono... e ne destra e ne la sinistra sono stati in grado di risolvere... ieri per esempio facevano vedere a Ballarò la situazione della Salerno-Reggio Calabria... e li la colpa di chi è?... Solo della destra?
Se riprendiamo il problema rifiuti... idem...
Per non parlare del tema del conflitto di interesse... le televisioni... e la legge elettorale...
Non voglio paragonare l'operato della sinistra a quello della destra... è ovvio... ma ormai ste facce hanno già dato... gli italiani sono stufi..
Per me va bene anche Bersani come prossimo candidato premier... ma per favore... Veltroni... D'Alema... Fassino... Marini... tutti a casa!

Anonimo ha detto...

Si comincia a ragionare, finalmente. GERONIMO