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"Il popolo che rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita e non avrà né libertà né sicurezza" (Benjamin Franklin)

domenica 31 gennaio 2010

noi non dimentichiamo chi lotta...

“Io ho deciso di rimanere qui, perchè non devo essere io ad emigrare per non “sporcarmi le mani” per cercare un lavoro, ma deve andare via chi questa terra l’ha martoriata. Ho creato un piccolo spazio cartaceo che periodicamente metto in giro (volantini e manifesti) al quale ho dato il nome di QUI CAMPOBELLO LIBERA (il mio paese infatti si chiama Campobello di Licata in provincia di Agrigento). Ancora sono il solo ad occuparmene, ma confido di risvegliare qualche bell’anima; Il mio spazio si occupa di informare i cittadini di ciò che i media nazionali oscurano o censurano: condannati in parlamento, leggi vergogna, inciuci ecc... Ho già avuto i primi commenti negativi, ma non mi fermo qui. Questa è la mia terra e io la difendo”.
Giuseppe Gatì


mercoledì 27 gennaio 2010

Sempre Vivi

Il ricordo del dolore, il disprezzo del potere, l’amore della parola “pace” e la felicità della parola “vita”, che sono presenti nei cuori di coloro i quali oggi non hanno ancora dimenticato, vi portano su in cielo le nostre lacrime: “Il treno di Auschwitz ha smesso di fischiare, ma le nostre emozioni ci aiutano a non dimenticare”.

venerdì 22 gennaio 2010

Cambio di "strategia"?


Come sapete tutti la legge sul processo breve ha avuto il suo primo ok dal senato e fra pochi giorni passerà alla camera per il voto definitivo. Ma siamo sicuri che andrà proprio a finire così? O ci sarà un cambio di strategia? Nei mesi scorsi l'avvocato David Mills in un'intervista aveva detto "sarebbe illogico che uno sia condannato e l'altro assolto; uno colpevole e l'altro innocente. siccome io so che il dottor berlusconi non centra niente con questa storia, non vedo come io possa essere condannato". E infatti la sentenza della corte d'appello dice testuali parole "fu corrotto da berlusconi". Naturalmente i difensori di Mills sono contrari a questa sentenza e puntualmente sono ricorsi in cassazione e la sentenza definitiva si saprà prima di aprile mese in cui scatterà la prescrizione del processo. Adesso se ci pensate bene il furbacchione di berlusconi può scegliere due vie: approvare il processo breve anche alla camera esteso ai processi in corso( naturalmente i suoi) oppure potrà aspettare il pronunciamento della cassazione e l'eventuale assoluzione di Mills. Si perchè se Mills sarà assolto cambia tutto e magari il servo Alfano cambierà pure il ddl sul processo breve togliendo la validità anche per i processi in corso e quella che una volta era una legge ad personam non servirà più! Vedremo che sceglierà di fare il dittatore se optare per la prima o per la seconda via . O l'ho chiamato dittatore forse posso istigare alla violenza così!
E intanto più tempo passa e più le televisioni sono a suo servizio e la propaganda sta degenerando più di quanto tutti ci potevamo immaginare; il parlamento è solo la succursale dei suoi uffici legali ecc..ecc...ecc.. insomma la solita storia dal 94 ad oggi! E pure la prima volta che è salito al potere il dittatore aveva in mente una bellissima riforma del fisco che prevedeva la presenza di due sole aliquote e la riduzione delle tasse!! Eppure nel 2010 mi risveglio guardo i telegiornali e sento la stessa cosa da 15 anni! Anzi sento di più rispetto a 15 anni fa! Un premier che due giorni prima invoca la grande riforma del fisco e dopo due giorni si rimangia le sue stesse parole per smentirsi categoricamente. Ma non finisce qua! ebbene nei momenti di difficoltà si ricorre sempre al solito motto: "noi non mettiamo mai le mani nelle tasche degli italiani; "noi non abbiamo mai aumentato le tasse e in questi 15 anni le ha aumentate la sinistra". Le magiche frasi che poi i telegiornali trasmettono con la loro propaganda che finisce sempre con un autorevole esponente del pdl che sentenzia" noi non aumentiamo le tasse, le tasse le ha aumentate prodi!". E forse quelli del pdl hanno ragione perchè è vero il governo prodi ha combattuto l'evasione fiscale e ha dovuto fronteggiare la procedura dell'unione europea sull'Italia causata dai buchi lasciati da Tremonti dal 2001 a 2006, il governo prodi faceva pagare le tasse a chi non le pagava! insomma il governo prodi non era a passo coi tempi perchè oggi non si usa più pagare le tasse e se osi farle pagare passi come quello che aumenta le tasse! oggi non si usa più combattere l'evasione fiscale anzi si usa agevolarla facendo i condoni ai paradisi fiscali dei mafiosi e dei delinquenti! Oggi non vale più la legge "ama il tuo prossimo come te stesso" oggi esiste la legge "futti il tuo prossimo perchè altrimenti ti fotterà lui". E tutti i cittadini italiani onesti che paghiamo le tasse perchè dobbiamo subire? Ma alle scuole insegnano che le tasse si possono diminuire solo se tutti le pagano, ma se io voto berlusconi devo sapere che voto per il più grande evasore fiscale di tutta italia! Berlusconi di questo non glie ne fotte un cazzo...e su questo il governo usa solo una strategia "quella di mettervela in quel posto"..!

mercoledì 20 gennaio 2010

Perché Will Smith non bacerà mai Angelina Jolie?

Ci si chiede a volte se siamo razzisti.
Giorni fa ho visto in tv un vecchio giornalista e comico televisivo, la scena era stata registrata alcuni anni fa, tra gli ospiti, infatti, ricordo di aver visto anche Indro Montanelli.
Il giornalista aveva fatto uno schema alla lavagna … uno schema tipo quello che fanno i matematici, dove disegnano due linee che chiamano rette, che incontrandosi formano un angolo di novanta gradi, che poi chiamano “piano”. Al centro di questo piano c’era una linea, invece, che partendo dall’alto, scendeva quasi in picchiata più si allontanava dall’origine di quel piano. Quel grafico rappresentava il razzismo in Italia. Il giornalista spiegava, infatti, che nel mondo, ma soprattutto nel nostro paese, regna un principio (o postulato, non ricordo mai bene questi termini scientifici!) che è il seguente: “Il razzismo nel cuore delle persone, è inversamente proporzionale alla lontananza del problema stesso”.
Cioè quando “l’altro” è lontano da noi, il problema non esiste. L’italiano è docile, tranquillo, lotta per i pari diritti, predica l’uguaglianza e la giustizia … Tutto bene si direbbe, finché “l’altro” non è a casa nostra. Quanto più si avvicina lo straniero, tanto più si chiudono le nostre porte … tanto più scompare il nostro senso di fraternità … tanto più dimentichiamo i nostri principi di uguaglianza.
L’italiano diventa razzista.
La storia ce lo insegna … ce lo ha dimostrato il duce ai suoi tempi … ce lo mostra la politica di oggi … Siamo razzisti dividendoci tra nord e sud … non vedo perché non esserlo con gli africani o con chiunque appartenga ad un’etnia diversa dalla nostra!
Forse il nostro è un pregiudizio mentale non voluto ma ereditato dai nostri avi, come una sorte di discriminazione che ha avuto origine in un lontano passato, in cui era il fato a decidere la tua condizione sociale di libero cittadino o umile servo, fino ad arrivare al nuovo millennio, con nuove regole e ordini morali.
Ciò nonostante, il tempo sembra non essere riuscito a cancellare questa enorme macchia che si ostina a dividere l’uomo in “razze”… un concetto che nemmeno esiste se non negli occhi di chi le vede.
Del resto ci è stato insegnato ad essere razzisti … e ancora oggi ne siamo schiavi, anche se non ce ne accorgiamo … i segnali ci vengono trasmessi giorno dopo giorno …
Il cinema ad esempio … dopo più di un secolo … ancora il razzismo non riesce ad allontanarsi dalle pellicole.
Se il tempo in cui i personaggi “neri” erano interpretati da attori bianchi a viso truccato è finito, non sono passate ancora di moda certe regole.
Will Smith ne è esempio … Quante volte lo abbiamo visto salvare il nostro mondo? Quante volte ha salvato l’umanità da attacchi alieni, da pesti incontrollabili, o addirittura diventare eroe di ogni giorno con i film di Muccino? Ma ditemi … quante volte avete visto Will Smith baciare una bella attrice bianca come Angelina Jolie?… Will Smith può anche diventare l’eroe americano, ma mai essere il padre di un’intera nazione.
Obama ai vostri occhi sarebbe lo stesso con una moglie bianca? Agli americani sono sicuro non avrebbe fatto tanta simpatia …
Chi ha già visto il nuovo capolavoro hollywoodiano “Avatar” si sarà sorpreso di come il cinema americano, una volta tanto si distacca dalla madrepatria, prendendo le parti “dell’altro”, dei poveri nativi invasi dai soliti americani attaccabrighe, che con la solita scusa di civilizzare il prossimo, trovavo un buon pretesto per attaccare ed arrivare ad altri fini. Se pensate però che ogni forma di razzismo sia completamente assente vi sbagliate di grosso (avviso: consiglio di non continuare a leggere e saltare un paio di righi a chi ancora non ha visto film e non vuole aver svelato un po’ il finale).
Malgrado tutte le buone intenzioni, “l’altro” è sempre messo sotto gli occhi dell’impotente, costretto a subire la supremazia e la possente forza americana. A salvare i poveri nativi sarà, infatti Jake, il giovane marines americano, ribellatosi al volere del suo colonnello.
Come vedete, anche dove il razzismo sembra scomparire, all’insaputa degli spettatori, viene celata sempre la supremazia dei “bianchi”.
Solo sessantacinque anni fa ci veniva svelato l’orrore nazista.
Il futuro non è più quello di una volta.
Chissà se un giorno vedremo il bel fusto di Will Smith baciare la bella Angelina Jolie, non solo sotto le sembianze dei piccoli pesciolini animati di “Shark Tale”
francesco treseghè

venerdì 15 gennaio 2010

odi et amo

Quando l'uomo maltratta la sua terra...























...e quando la natura si ribella al suo virus

venerdì 8 gennaio 2010

Regionali, Sinistra e Libertà rompe ovunque col Pd

Le regionali rischiano di esser più dolorose che altrove, per il Pd, nel Mezzogiorno. Allo stato sono a rischio tutte e tre le grandi regioni del sud che vanno al voto: Puglia, Campania e Calabria. In più la rottura con Nichi Vendola, che ormai sembra definitiva, ha fatto prendere a Sinistra ecologia e libertà una decisione che potrebbe avere pesanti ripercussioni in tutte le sfide elettorali: il movimento di cui è leader il governatore pugliese ha infatti deciso di sospendere in tutte le regioni le trattative in corso. «È aperto un problema nazionale del quale Sel intende discutere direttamente con i rappresentanti nazionali delle forze politiche», si legge nel comunicato diffuso dal coordinamento di Sinistra e libertà. Niente chiarimento, niente alleanze. E il fatto che in Puglia le primarie sembrino fortemente a rischio, non aiuta.

VERSO IL NO ALLE PRIMARIE IN PUGLIA
Francesco Boccia ha terminato le consultazioni con le forze politiche che lo sostengono. «Alleanza per la Puglia» è il nome della coalizione, di cui fanno parte dieci partiti (Pd, Udc, Idv, Socialisti, Verdi, Radicali, Repubblicani, Api, Sinistra Popolare e Unione movimenti popolari). Sette di questi, a quanto pare, si sono detti contrari alle primarie. Udc in primis. A questo punto l’assemblea del Pd regionale, che si riunisce lunedì, molto probabilmente prenderà atto dell’orientamento della maggioranza degli alleati e deciderà di non far svolgere le primarie. Nichi Vendola ha già annusato l’aria. E va all’attacco: «Boccia ha fallito perché non c’è una coalizione che va da Casini a Vendola. È in campo una gigantesca coalizione fatta di sigle che magari non corrispondono a nulla. E a Casini, che considera le primarie un giochino di Vendola, dico i giochini sono quelli che si fanno nelle segrete stanze dove la politica è appannaggio di ristrette oligarchie». Boccia ha cercato un contatto con Vendola: «Ma neanche mi ha risposto agli sms che gli ho mandato». E a questo punto, nonostante tutto, si dice «soddisfatto». Il rischio di una doppia candidatura per il centrosinistra e di una conseguente dispersione del voto è però ormai praticamente certo. E non meglio sembra andare per le altre due grandi regioni del mezzogiorno che andranno al voto.

TENTATIVO IN EXTREMIS IN CALABRIA
In Calabria, oltre a Sel che ha sospeso il confronto, c’è l’Idv che sosterrà l’imprenditore Pippo Callipo. Per tentare in extremis di chiudere l’accordo con l’Udc, viene offerta ai centristi la scelta del candidato governatore. Sulla carta rimangono confermate per il 17 gennaio le primarie, nelle quali si sfideranno il governatore uscente Agazio Loiero, e altri tre democrat. Ma un incontro a Roma a cui hanno partecipato lo stesso governatore uscente, il segretario regionale Carlo Guccione e il segretario nazionale Bersani si è chiuso lanciando proprio questo messaggio ai centristi, in codice fino a un certo punto. Si dovrà nelle prossime ore, spiega Guccione, «esperire ogni tentativo per costruire un nuova alleanza di governo larga in Calabria, che veda lo stesso partito di Casini protagonista di una nuova stagione politica che rimetta il mezzogiorno al centro della politica nazionale». Loiero non si è messo di traverso, ma ora la palla è nel campo dell’Udc. I centristi rimangono ancora alla finestra anche in Campania. Il partito locale è spaccato a metà ed è assai probabile che la decisione finale verrà presa a Roma. Ma per il Pd la priorità a questo punto è ricucire con gli alleati per così dire tradizionali, sinistra e Idv. Che, spiega il segretario campano Enzo Amendola dopo un incontro al Nazareno con Bersani, «sono contrarie alle primarie di coalizione che noi come Pd avevamo proposto».

di Simone Collini su l'Unità, 8 gennaio 2010

giovedì 31 dicembre 2009

I'll trade all my toworrows for a single yesterday

2009

E’ stato l’anno di nascita dei Giovani Democratici Sabettesi…

2009

E’ stato l’anno in cui l’uomo dei due mondi, il Garibaldi di Santa Elisabetta, l’uomo dei mille elettori, si tolto finalmente dai cogl…

2009

E’ stato l’anno in cui è nato questo blog, queste pagine, questo contenitore d’idee, di pensieri e di libere espressioni.

2009

E’ stato l’anno Englaro … l’anno in cui la chiesa continua a non farsi i fatti suoi …

2009

E’ stato l’anno del famoso caso “Antenna Nokia-Wind” … antenna si … antenna no … a proposito … qualcuno sa come è andata a finire?

2009

E’ stato l’anno in cui è venuto a trovarci il grande Vittorio Sgarbi.

2009

E’ stato l’anno in cui abbiamo mandato a cacare il grande Vittorio Sgarbi.

2009

E’ stato l’anno delle elezioni … l’anno dei 7 voti … l’anno di Emilio Militello sindaco.

2009

E’ stato l’anno in cui la voglia di vedere diverso questo nostro paese, vederlo più vivo, ci ha portati ad organizzare una estate sabettese senza nemmeno un euro di budget.

2009

E’ stato l’anno in cui, grazie al libro di Gaetano Alessi, il nome di Vittoria Giunti è ritornato sulla bocca e nei cuori di chi non vuole dimenticare.

2009

E’ stato l’anno in cui “Mi spiace signor cavaliere … ma la legge è uguale per tutti”

2009

E’ stato l’anno delle escort … l’anno dei trans …

2009

E’ stato l’anno in cui dopo tanto silenzio, scaturito in seguito al famoso editto Bulgaro, qualcuno ritorna a parlare, giornalisti, intellettuali, comici … l’anno di annozero.

2009

E’ stato l’anno in cui ricominciano a parlare anche i pentiti.

2009

E’ stato l’anno di Facebook

2009

E’ stato l’anno in cui un povero pazzo ha buttato al vento trent’anni di lifting.

2009

E’ stato l’anno del VIOLA

2009

E’ stato l’anno dei vent’anni dal muro di Berlino

2009

E’ stato l’anno di Obama premio nobel per la pace …

2009

E’ stato l’anno in cui in America si ricomincia a parlare di guerra …

2009

E’ stato l’anno in cui ci ha lasciato un amico, un compagno, un grande uomo.

Questo 2009, con i suoi ricordi e i suoi momenti, lo voglio dedicare proprio a te.

Anche se non sarai più tra noi, ti ricorderemo sempre per ciò che eri.

Buon anno caro GINO.

domenica 27 dicembre 2009

TORNEO NATALIZIO DI CALCETTO

Si sono volti i sorteggi delle squadre per comporre i due gironi torneo e il calendario delle partite.
Segue:

GIRONE A:
Barcellona - Led Zeppelin - Raffadali

GIRONE B:
Silvio Berlusconi - S.A.P. - Tartaglia F.C. (fan club)

IL CALENDARIO DEI GIRONI

Lunedì 28 Dicembre '09
ore 20:00 BARCELLONA - LED ZEPPELIN
ore 21:00 SILVIO BERLUSCONI - TARTAGLIA F.C.
Martedì 29 Dicembre '09
ore 20:00 S.A.P. - TARTAGLIA F.C.
ore 21:00
RAFFADALI - BARCELLONA
Mercoledì 30 Dicembre '09
ore 20:00 LED ZEPPELIN - RAFFADALI
ore 21:00 SILVIO BERLUSCONI - S.A.P.

SEMIFINALI
Sabato 2 Gennaio '10
ore 16:00 1°a Gir.A - 2°a Gir.B
ore 17:00 1°a Gir.B - 2°a Gir.A

FINALE
Domenica 3 Gennaio '10 ore 16:30

Sperando che il tempo non sia crudele...
Per altre informazioni seguire tutti gli aggiornamenti tramite il nostro Blog Sportivo: www.gdsabettesisport.blogsport.com

martedì 22 dicembre 2009

cosa odono le mie orecchie?


«Berlusconi scioccato dall'aggressione. Cede il passo ad Alfano»

Apertura di pagina a sette colonne. Il quotidiano Italia Oggi titola: "Alfano succederà al Cavaliere". L'articolo è firmato Edoardo Narduzzi e rivela un retroscena: "Berlusconi è rimasto scioccato dall'episodio dell'aggressione subita in Piazza del Duomo a Milano e ora ha davvero paura di essere ucciso. Quindi è pronto a cedere il testimone del governo ad Angelino Alfano", il ministro della Giustizia.

Secondo il quotidiano, tutto sarebbe stato deciso lo scorso venerdì ad Arcore. Berlusconi avrebbe comunicato questa decisione a cinque più stretti collaboratori riuniti a casa sua.


da "L'Unità"

mercoledì 16 dicembre 2009

Caro Babbo Natale...

Natale. Anche quest’anno.
Non ho mai capito il vero significato di questa festa, o tradizione, che dir si voglia.
A quanto pare festeggiamo la data della nascita di Gesù, anche se sappiamo che Gesù non è nato effettivamente questo giorno.
Io penso... immaginiamoci un po’: un giorno quando saremo tutti nell’alto dei cieli... quando saremo tutti riuniti lì “dove si puote ciò che si vuole”... da Caino a Berlusconi... ognuno con il proprio fardello... quando ognuno di noi parlerà e udirà dinanzi al re dell’universo, e al figlio che “diede la vita ed ebbe in cambio una croce”.
Ecco... proprio quest’ultimo credo che ci prenderà un po’ per rincoglioniti: “Ma io non capisco perché è da più di duemila anni che avete festeggiato il mio compleanno il 25 dicembre quando io sono nato il 2 febbraio? ... E poi scusate... ma si è mai visto un compleanno in cui gli invitati anziché fare i regali al festeggiato se li fanno tra di loro? L’ho sempre detto che era meglio farsi buddista!”
Comunque, incomprensioni a parte, è sempre la nostra festa preferita.
Dai bambini, dai credenti, dai poveri, dai ricchi, dai ladri, dai panettieri, dai politici corrotti, dai preti, dalle nonne, da chi vende statuette, da chi ama fare regali, dagli emigrati, dai supermercati, dai folletti (sempre che esistano), dalle maestre, dai carabinieri, dagli scrittori, dalla televisione, da chi lancia statuette, da chi ama ricevere i doni, dai politici per bene (sempre che esistano), dai parrucchieri, dagli stilisti, dai grossi centri commerciali, dalle tate, da chi riceve statuette, da chi ama stare con i parenti, da chi si diverte a preparare gli alberelli di Natale, da Emilio Fede, dalle prostitute, dai venditori ambulanti, da chi indossa calzini turchesi, dai padri di famiglia, dai finti Babbi Natale, dagli ammiratori di Emilio Fede (sempre che esistano)... da tutti! Proprio Tutti! (Vi sfido a indovinare quante volte Silviuccio rientra nell’elenco).
Infondo è la festa in cui siamo tutti più buoni... In cui si sente nell’aria questa magia... La Magia del Natale...
E allora chi se ne frega! Vaglielo a spiegare tu ai bambini, ai credenti, ai poveri, ai ricchi, ai ladri, ai panettieri, ai politici corrotti, ai preti, alle nonne, a chi vende statuette, a chi ama fare regali, agli emigrati, ai supermercati, ai folletti (sempre che esistano), alle maestre, ai carabinieri, agli scrittori, alla televisione, a chi lancia statuette, a chi ama ricevere i doni, ai politici per bene (sempre che esistano), ai parrucchieri, agli stilisti, ai grossi centri commerciali, alle tate, a chi riceve statuette, a chi ama stare con i parenti, a chi si diverte a preparare gli alberelli di Natale, a Emilio Fede, alle prostitute, ai venditori ambulanti, a chi indossa i calzini turchesi, ai padri di famiglia, ai finti Babbi Natale, agli ammiratori di Emilio Fede (sempre che esistano)… che Gesù bambino non è nato il 25 dicembre … vaglielo a spiegare tu che festeggiamo il non compleanno di un non festeggiato.
Allora, preghiamo insieme e diciamo: “Caro bambino Gesù... qualsiasi giorno tu sia nato, a noi va bene il 25 dicembre, è un giorno magico... forse sarà per la data... sarà perché crediamo che vi sia nato il più grande uomo della storia... sarà per perché sarà... a noi non importa. La Magia si prende per come viene, non per come si vuole!”
E allora... giacché si festeggia... ecco degli utili consigli su cosa mettere sotto l’albero di Natale!
Io amo i libri... amo regalarli … quindi i miei consigli non possono essere altro che delle buone letture. Vi segnalo alcuni degli ultimi libri che ho letto e che mi hanno particolarmente colpito.
Chiunque voglia aggiungere del proprio, lasci le proprie idee regalo commendando.

Partiamo da una lettura leggera e divertente: Fabio Volo, vi farà scoprire voi stessi come non avete mai fatto con il suo ultimo libro “Il Tempo che Vorrei”. Se volete, potete completare questo vostro viaggio arricchendovi di altri suoi capolavori, come “Esco a fare due passi”, “Il giorno in più”, “E’ una vita che ti aspetto”, e “Un posto nel mondo”.
Se adorate i romanzi, visto che è appena uscito nelle sale cinematografiche il nuovo film di Oliver Parker “Dorian Gray”, un ottimo regalo potrebbe essere il libro di Oscar Wilde, che è qualcosa di unico: “Il ritratto di Dorian Gray”.
Se volete un bel romanzo all’italiana, vi consiglio invece, tra i tanti libri scritti da Andrea De Carlo, due in particolare: uno è “Tecniche di seduzione”, e altro è “Due di due”.
Per una lettura più spinta, per far inoltrare il vostro amico negli angoli più accesi del sesso, vi consiglio “Istant Love” di Luca Bianchini, o ancor meglio “Undici Minuti” di Paolo Coelho.
Se invece preferite una bella storia agghiacciante, nella categoria Thriller niente di meglio di “Io uccido”, il miglior libro di Giorgio Faletti. Vi sconsiglio invece gli altri libri di quest’autore, assolutamente deludenti e banali rispetto al primo. Se preferite un thriller più leggero, ricco di avventura, passione e amore, allora vi consiglio “L’ombra del vento” dello scrittore spagnolo Carlos Louis Zafon.
Altre letture del genere, che possono essere molto piacevoli, sono i romanzi di Niccolò Ammaniti e di Alessandro Barrico. Di quest’ultimo da avere assolutamente il monologo teatrale “Novecento”.
Passando a tutt’altro genere, per affrontare tematiche più sociali, ecco per voi “Lettera ad un bambino mai nato” di Oriana Fallaci.
Inutile mi pare segnalarvi i due libri di Roberto Saviano “Gomorra” e “La bellezza e l’Inferno”, perché credo che si presentano da soli.
Definito come il più bel libro che tratta la guerra dopo l’Iliade, è “Dispacci” del reporter americano Michael Herr. Da questo libro hanno preso la sceneggiatura i film “Apocalypse Now” e “Full metal Jacket”. A proposito del capolavoro di Francis Ford Coppola “Apocalypse Now”, ottima lettura potrebbe essere anche il libro da cui il famoso regista prese ispirazione: “Cuore di Tenebra” di Joseph Conrad.
Belle letture sul cavaliere Silvio Berlusconi, possono essere l’ultimo saggio di Enzo Biagi, uscito nel 2006, “Quello che non si doveva dire”, oppure se volete scavare sul segreto delle sue televisioni è perfetto il libro di Giovanni Valentini “La sindrome di Arcore”.
Ho letto solo due o tre libri di Travaglio, ma sono sicuro che tutti siano belli, buoni e soprattutto sani. Vi consiglio in particolare di regalare uno dei suoi primi libri: “L’odore dei soldi”, che fece tanto scalpore nel 2001, e che è appena uscito in una nuovissima edizione.
E per chi ancora non ce l’abbia... da regalare assolutamente “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, e “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepulveda. Saranno un ottimo toccasana per il vostro animo e per quello dei vostri amici.

Buona Lettura e Buone Feste!

domenica 13 dicembre 2009

Quelli che: “Poveruccio il nostro presidentuccio Berlusconuccio”… ma andate a cacare và…

Lui che ha preso a pugni la Costituzione.

Lui che ha preso a pugni il Presidente della Repubblica.

Lui che ha preso a pugni i magistrati.

Lui che ha preso a pugni la legge italiana.

Lui che ha preso a pugni chi dice semplicemente la verità.

Lui che ha preso a pugni l’immagine dell’Italia.

Lui che ha preso a pugni l’immagine dell’Europa.

Lui che ha preso a pugni ogni minimo senso di pudore.

Lui che ha preso a pugni ogni cittadino italiano.

Lui che ha preso a pugni la scuola.

Lui che ha preso a pugni i lavoratori.

Lui che ha preso a pugni l’istituzione.

Lui che ha preso a pugni i giovani.

Lui che ha preso a pugni la dignità.

Lui che ha preso a pugni la libertà.

Lui che ha preso a pugni il rispetto.

Lui che ha preso a pugni chi non è stato al suo sporco gioco.

Lui che ha preso a pugni la libera informazione.

Lui che ha preso a pugni chi indaga contro le stragi di Capaci e di Via D’Amelio.

Lui che ha preso a pugni Biagi, Santo e Luttazzi.

Lui che ha preso a pugni la Democrazia.

LUI CHE HA STRETTO LA MANO AI MAFIOSI PER PAURA CHE LO PRENDESSERO A PUGNI.

LUI CHE HA STRETTO LA MANO A VITTORIO MAGANO E A STEFANO BONTATE.

No … nessun compianto … certo la violenza fa paura … la violenza è riprovevole …

Ma per favore … Non gradisco VITTIMISMI …

Berlusconi … mi consenta … ma se l’è cercata!

sabato 5 dicembre 2009

ATO: Ambito Territoriale Ottimale o Associazione Terroristica Organizzata?


Ato Rifiuti:
Sarebbe più bello se le due parole si scambiassero di posto, magari aggiungendoci pure un punto di domanda... E immaginiamo che questa domanda, poi, fosse fatta ai cittadini o al nostro comune e, visto che ci siamo, aggiungiamo pure la nostra risposta... Come se fossimo davanti all’altare, pronti o no a legarci a vita a qualcuno o qualcosa, per come ama dire la Chiesa "per sempre"... E pensiamo che la nostra risposta possa avere un minimo significato:
"Rifiuti l’Ato?"
"Si."
Torniamo però adesso nel mondo reale.
Oggi noi tutti sappiamo il peso e l’influenza che sta avendo questa "cosa pubblica" sulle tasche dei cittadini e del comune.
Non vi stranizzate se ho definito l’Ato "cosa pubblica", perchè lo è.
Anzi, stranizzatevi. Dovete. Perchè questa "cosa pubblica" appalta i suoi lavori e i suoi servizi ai privati.
Pubblico e privato. Sta qui la fregatura. Perchè i servizi sono quelli offerti da una società pubblica, ma i costi sono quelli di una privata.
Prima che l’Ato entrasse nella nostra vita, i costi che il nostro comune sosteneva per raccogliere i rifiuti, smaltirli e tenere pulito il paese ammontavano a circa 174 mila euro annui. Ora che tutto ciò è passato all’Ato, i costi da affrontare per gli stessi lavori in cui prima ce ne bastavano 174 mila, adesso sono più che triplicati, raggiungendo cifre intorno ai 500 mila euro l’anno.
Finora la politica adottata dai sindaci che si sono alternati in questi ultimi anni nel nostro paese è stata quella di far pesare sulle casse comunali la notevole differenza, lasciando il tributo ai cittadini invariato a come era nel periodo pre-ATO. Cioè i contribuenti continuano a coprire la cifra di 174 mila euro, e la rimanenza la copre il comune con i suoi fondi.
La cifra comunicata che quest’anno Santa Elisabetta doveva versare era di circa 454 mila euro. Il sindaco Emilio Militello e la sua amministrazione ha scelto per quest’anno di seguire la linea dei suoi antecedenti, gravando quindi la differenza tra tributo dei cittadini e richiesta dell’Ato, sul bilancio comunale, che è riuscito a coprire grazie a fondi e anticipi ottenuti dalla regione.
Ma le sorprese non sono mai troppe. Giorni fa è arrivato infatti un avviso in cui l’Ato informava che per errori di calcolo, o per spese impreviste, la cifra precedente comunicata difettava di circa 70 mila euro.
E’ una cosa normale? Per non dimenticare che il nostro comune ha già un forte debito verso l’Ato, visto che il pagamento della differenza riguardante il 2008 non è stata risolta né dall’ex sindaco Tommaso Militello, né dal commissario che lo ha sostituito fino alle nuove elezioni.
Ci sono speranze?
Il sindaco Emilio Militello ne ha alcune.
Ci informa che è stato nominato pochi mesi fa un nuovo amministratore del nostro Ato provinciale, il dottor Truglio, che ha alle spalle una buona fama visto i suoi precendeti risultati ottenuti in altre province.
Con lui, il sindaco spera di poter stravolgere il nuovo contratto, che partirà da marzo 2010, rispetto ai precedenti. Emilio Militello ci da tre fontamentali "linee giuda che possono diminuiere notevolmente i costi e migliorare i servizi."
Primo: "lo spazzamento dovrà passare al comune, risparmiando così circa 80 mila euro l’anno."
Secondo: "sarà a breve aperto il centro raccolta ingombranti, costruito nel tratto stradale che va da Santa Elisabetta a Joppolo. Li verranno raccolti elettrodomestici e altri rifiuti di grossa dimensione togliendo questa ulteriore spesa all’Ato."
Terzo:"Puntiamo ad una raccolta differenziata porta a porta. Aumentando così notevolmente la percentuale di rifuti riciclabili che abbasseranno di molto i costi di smaltimento e darà un vero significato allo scopo ultimo che è quello di salvaguardare l’ambiente".
In attesa però che questi sogni diventino realtà, per il prossimo anno il sindaco prevede cambiamenti riguardo la riscossione dei tributi: "prima cosa verrà rinnovata la platea dei contribuenti, molti infatti oggi non pagano perchè gli elenchi non sono stati ancora aggiornati", e poi cosa ancora più importante "il comune non può permettersi di affrontare anche il prossimo anno una spesa del genere, viste le somme che ancora devono essere pagate alla società Ato, quindi verrà aumentato il tributo dei contribuenti, mantenendolo sempre il più basso della nostra provincia (come in efetti oggi è), in maniera da gravare meno sul bilancio comunale, considerando infine anche una promessa fatta dalla mia amministrazione agli emigrati che, pur abitando nelle loro case in paese per pochi giorni l’anno, sono costretti a pagare l’intero importo. A questi cercheremo di abbassarlo al 50%."

Ato Idrico:
Vista le normative regionali già esistenti, vista anche la nuova legge sulla privatizzazione dell’acqua da poco approvata in Parlamento, a breve sembra senza altre possibili soluzioni la scelta di lasciare all’Ato anche questo servizio, come hanno già iniziato a fare i grandi comuni.
"Noi non molleremo," tuona Emilio Militello, "finchè l’ultima strada non ci verrà sbarrata. Non vogliamo lasciare all’Ato la gestione di questo servizio per due semplici motivi: il primo ci è dettato dall’esperienza vissuta con la gestione dei rifiuti, dove sono notevolmente aumentati i costi senza migliorare nessun servizio. Il secondo ci è dettato da un principio fondamendale. L’acqua è un bene pubblico, non può avere padroni."
Il nostro comune, infatti, assieme ad altri piccoli centri della regione, hanno presentato una proposta di legge regionale, in cui si cercano migliori e più giuste soluzioni alle norme già esistenti. Il peso con il quale l’Ato opprime i piccoli comuni è già troppo... si deve dimunuire... non raddoppiare.

In attesa di tempi migliori... restiamo ad aspettare che le acque si calminino... o meglio, che le acque restino libere!
Tutto devessere rivoluzionATO!
Francesco Treseghè

lunedì 30 novembre 2009

ADESSO L'EUROPA TEME IL CONTAGIO!


La battaglia del cielo è vinta dalla destra populista e xenofoba. Nel referendum indetto dall'Udc e dall'Udf, gli svizzeri si pronunciano a maggioranza per il divieto di costruzione di nuovi minareti. Uno stop che non riguarda la libertà di culto, incomprimibile nello spazio europeo anche fuori dall'Unione, ma la dimensione simbolica della presenza islamica nel paese.
Con il referendum, tipica modalità della democrazia diretta elvetica, la destra chiedeva una modifica costituzionale che vietasse l'edificazione di nuovi minareti, definiti espressamente "simbolo di imperialismo politico-religioso". Affermazione che rivela come il nodo del contendere, che va oltre i confini della Confederazione e conferma come la forma del conflitto in Europa assuma, sempre più, i tratti del conflitto sui valori, sia ormai la visibilizzazione dell'islam nello spazio pubblico. Visibilizzazione negata, nel tentativo di marcare gerarchicamente il territorio attraverso l'espulsione di dimensioni simboliche, siano esse il minareto o il velo, considerate minacciose per l'identità locale declinata in chiave religiosa o etnica.
Battaglia che la destra xenofoba e nazionalista svizzera e le correnti evangeliche più legate al cosiddetto "sionismo cristiano", movimento diffuso negli Usa che nell'islam vede un ostacolo alla realizzazione messianica della loro apocalittica dottrina, conducono in nome di un identità cristiana iperpolitica, che prescinde dalle posizioni delle leadership delle confessioni maggioritarie. Tanto che mentre i proponenti chiedevano di inserire il divieto in Costituzione, come misura "atta a mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose", le altre confessioni osteggiavano apertamente tale indicazione. La stessa Chiesa cattolica giudicava la vittoria del "sì" un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo. Icona di un cristianesimo senza Cristo, quella veicolata dalla destra cristiana xenofoba, in Svizzera come altrove, che tende a impugnare la Croce sottraendola alle Chiese, accusate di non interpretare il vero "sentire del popolo, spesso oscillanti tra il timore per la loro presa in un Continente secolarizzato e religiosamente plurale e l'opposizione alla discriminazione verso gli immigrati".
Un voto, nonostante i troppo ottimistici pronostici contrari, in continuità con alcuni referendum del passato e con gli orientamenti emersi nelle ultime elezioni politiche. Anche se nella circostanza l'oggetto non era tanto, o solo, l'immigrazione proveniente dai paesi islamici, il 5% della popolazione, circa quattrocentomila persone, ma la rigerarchizzazione delle culture e delle religioni per via politica.
Un voto destinato a rilanciare, anche lontano dalle rive del Lemano e più vicino a Chiasso, le polemiche sui luoghi di culto islamici; oltre che l'idea che la libertà religiosa, inscindibile dalla possibilità di edificare luoghi di culto, possa essere oggetto di pronunciamento popolare, magari a livello locale e senza più dover mascherare il quesito dietro a vaghe motivazioni estetiche o urbanistiche. Come se i diritti fondamentali fossero disponibili al giudizio della mutevole maggioranza del tempo.
Un pronunciamento che deve far riflettere anche quanti ritengono l'integrazione dell'islam nelle società europee un corollario del nuovo pluralismo religioso e culturale che le caratterizza. I generici appelli al dialogo e al riconoscimento del pluralismo non bastano più per fronteggiare le derive xenofobe: servono pragmatiche politiche pubbliche capaci di produrre insieme coesione, sicurezza e libertà. Il "si" svizzero obbliga, infine, gli stessi musulmani a pensarsi meno in termini di comunità e più in termini di individui. Trasformazione che presuppone anche il superamento di posizioni e leadership tese a mantenere rigidamente coese le comunità; mentre il progredire dell'interazione con le società europee, vero antidoto alla politica esclusivista invocata da attivi imprenditori politici della xenofobia e favorita dallo stesso riflesso di chiusura di leadership che perseguono l'autoghetizzazione comunitaria per proteggere i musulmani dalla "contaminazione" con l'ambiente "impuro" circostante, implica un'apertura destinata a metterle in secondo piano. Scelta che implica l'accettazione di un islam europeo, lontano dai canoni di tradizioni o neotradizioni che, a torto o a ragione, appaiono agli autoctoni foriere di minacce.

DI RENZO GUOLO


venerdì 27 novembre 2009

4 novembre 2009

Ai nostri Caduti nelle due guerre:

CATALANO STEFANO morto il 10/06/1918 25 anni
CATUARA RAIMONDO morto il 10/10/1916 24 anni
CHIAPPARO FILIPPO morto l'1/11/1916 23 anni
CRAPARO CARMELO morto il 29/10/1918 26 anni
D'ORIENTE STEFANO morto il 25/06/1917 35 anni
DI VINCENZO STEFANO morto il 23/11/1918 31 anni
FRAGAPANE SALVATORE morto il 23/03/1918 19 anni
FRAGAPANE LIBERTINO morto il 30/09/1918 41 anni
FRETTO FRANCESCO morto il 23/05/1917 20 anni
GAGLIO VINCENZO morto il 20/09/1917 32 anni
GRACEFFA GIUSEPPE morto il 16/05/1917 34 anni
GUELI STEFANO morto il 20/10/1917 21 anni
IACONO STEFANO morto il 12/06/1917 29 anni
LATTUCA CARMELO morto il 19/11/1915 30 anni
LATTUCA LIBORIO morto l'8/09/1917 33 anni
MARTORANA CARMELO morto l'8/03/1918 42 anni
MICCICHE' CARMELO morto il 23/10/1915 20 anni
MILIOTO SALVATORE morto il 22/07/1917 32 anni
MILITELLO GIUSEPPE morto l'8/08/1916 22 anni
MONGIOVI' SALVATORE morto il 17/08/1916 24 anni
PANARISI GIOVANNI morto il 9/07/1918 31 anni
PANARISI SALVATORE morto il 28/11/1917 19 anni
PANARISI STEFANO morto il 20/08/1918 34 anni
PRESTI GIROLAMO morto il 30/09/1918 20 anni
SICORELLO SALVATORE morto il 27/09/1918 18 anni
ZAMBITO GIUSEPPE morto il 18/05/1917 37 anni

ATTARDO DOMENICO morto il 14/12/1940 27 anni
BAIO GIUSEPPE morto il 22/09/1941 38 anni
CACHIA GAETANO morto il 31/01/1941 29 anni
CATALANO GIROLAMO morto l'11/11/1940 21 anni
FRAGAPANE CARMELO morto il 31/03/1943 22 anni
FRAGAPANE PIETRO morto il 20/01/1943 21 anni
FRAGAPANE SALVATORE morto il 19/04/1941 24 anni
IACONO VINCENZO morto il 28/02/1943 22 anni
IACONO VINCENZO morto il 31/03/1943 21 anni
MILITELLO SALVATORE morto il 21/11/1944 25 anni
RIZZO GIUSEPPE morto il 7/08/1944 24 anni
SALAMONE CALOGERO morto il 16/12/1942 28 anni
TERRASI GIUSEPPE morto il 16/04/1943 29 anni

FIGLI DELLA LORO VITA
Liberi per il loro cammino

lunedì 23 novembre 2009

Finalmente Pallavolo!!


Ci scusiamo con tutti coloro che martedì si sono recati alla palestra per giocare, ma per problemi che vanno al di sopra di tutto, non abbiamo potuto reperire la chiave.

L'appuntamento è rinviato a Giovedì 26/11/2009, sempre alle 21:00!!
Non preoccupatevi, abbiamo già la chiave!


A grande richiesta, per tutti gli amanti della pallavolo, tutti i martedì alle ore 21:00, riapre la palestra comunale dell'Istituto "Luigi Capuana" sita in Santa Elisabetta!! Se questa estate, come dei "malati" di pallavolite cronica, riuscivamo a giocare in quel di piazza San Carlo, non potete mancare! Data l'enorme affluenza che ci aspettiamo, cercheremo di fissare un altro appuntamento settimanale, in modo da accontentare tutti. Inoltre consigliamo vivamente di iniziare subito ad allenarsi in vista del torneo che inizierà a breve! Non perdete tempo, ci vediamo domani!
Per info: il consigliere Stefano Marsiglia, Francesca Rizzo e Agostino Miccichè saranno ben lieti di rispondere a tutte le vostre domande. Stefano Marsiglia, causa impegni istituzionali, riceve solo per appuntamento!!

domenica 15 novembre 2009

Il lupo non perde né il pelo... né il vizio

“Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelle dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizie”.

Ho letto questa lettera di Roberto Saviano ieri mattina in prima pagina su “la Repubblica”, e con tutta onestà: avevo le lacrime agli occhi. Proprio come mi era capitato leggendo i suoi libri, sentendo il numero di vittime con le quali ogni anno la Camorra riempiva le strade campane, sentendo nomi come Don Peppino Diana, Anna Politkovskaja, Miriam Makeba, e tanti altri personaggi da lui ricordati per la loro voglia di “parlare”.

Proprio così... Parole che segnano la fine di qualcuno o qualcosa...

Lacrime per ricordare.

Ricordare i grandi nomi... le grandi gesta...

Ricordare ciò che è stato... Ricordare una giustizia...

Quando si dice che il cavaliere sta distrugendo la democrazia in Italia, non è semplice satira, non sono semplici parole così per far ridere la gente. E’ la verità... E’ una verità che supera pure la satira.

Se facciamo un breve excursus delle 5 legislature del cavaliere Berlusconi ci accorgiamo come tutto ciò che sia solamente surreale a pensarsi, in realtà assolutamente vivo. Presente e passato:

2001- Legge sul falso in bilancio; legge sulle rogatorie internazionali; e primo Scudo Fiscale.

2002- Legge Cirami (grazie alla quale sono caduti in prescrizione ben 5 dei suoi processi); legge sul conflitto di interessi; e la legge Pecorella (che fino al 2007 non consentirà alle procure di appellarsi a chi è stato assolto in primo grado).

2003- Lodo Schifani (poi bocciato dalla consulta per anticostituzionalità); prima legge sulle intercettazioni; Tremonti bis (con il quale detassa i ricchi per non dare ai poveri), e il decreto “salva Rete 4”.

2004- Riforma Gasparri sulle telecomunicazioni, segreto di stato col decreto “Certosa”; e sanatoria sui reati ambientali e sulle coste.

2005- Ex Cirielli (con la quale cadono in prescrizione ben 35 mila processi, guardacaso 5 suoi. Legge tanto vergnosa che il deputato stesso, Eduardo Cirielli, che la firmò se ne pentì, ma ormai tardi, fu nominata, appunto, “Ex Cirielli”).

2008- Norma blocca processi, seconda legge sulle intercettazioni, e Lodo Alfano (nuovamente bocciato dalla consulta per anticostituzionalità.

2009- Secondo Scudo Fiscale; Riforma della giustizia “salva premier” (visto che il Lodo che congelava i processi del cavaliere è stato bocciato, allora quei processi è meglio eliminarli una volta per tutte e non se ne parli più).

Signori e Signori... benvenuti per l’ennesima volta nella Repubblica delle banane...


Vedete il video per tutto quello che c'è da sapere sulla legge "porcata". Tutti i processi che salterebbero.


martedì 10 novembre 2009

Prosciughiamo l'Atlantico


Ho fatto un calcolo: sono circa 9.129 i chilometri che dividono Palazzo Chigi dalla Casa Bianca.
Roma - Washington.
Berlusconi - Obama.
9.129 chilometri.


Analizziamo bene la distanza:
ITALY - Sono giorni di fuoco per la politica italiana e per la sua maggioranza. Il premier corre contro i suoi processi, contro le toghe rosse, contro i giudici che lo vogliono inchiodare.
U.S.A. - Sono giorni di fuoco anche per la politica americana e per i democratici. Il presidente americano ha messo le mani sulla tanto attesa riforma sanitaria.

In Italia il premier ha le idee chiare: prescrizione breve e norma del 5% dei processi tributari, per salvare se stesso dai suoi processi e salvare la sua Mondadori dal contenzioso di tasse non pagate nel ‘91, pari a 400 miliardi delle vecchie lire.
In America, invece Obama, dopo lunghi decenni di guerra epocale sul sistema sanitario, del quale nessun suo precedente è riuscito a costruire degne riforme, ha ottenuto il primo consenso della camera, che estenderà la copertura dell’assistenza sanitaria ad altri 36 milioni di cittadini, per arrivare entro il 2020 a coprire il 96% della popolazione americana, e migliorando anche le tutele dei lavoratori e i rapporti con le polizze assicurative.

Ma che ti trovi in Italia o in America, le strade sono sempre ardue e tortuose. C’è sempre qualcuno che deve rompere i maroni e mettere il bastone tra le ruote.
ROMA - Il premier italiano sta perdendo un pò i conti. Da giorni organizza riunioni e incontri con le varie parti della maggioranza. Bossi vuole la Lombardia per le prossime regionali, oltre che al Veneto e al Piemonte. I vecchi An non stanno al gioco dei leghisti che vogliono dominare tutto il nord-italia. Fini adesso fa l’eroe in tv e sui giornali dicendo di non voler approvare nessuna legge “salva premier”, perchè danneggerebbe la giustizia e non garantirebbe la sicurezza dei processi a tutti i normali cittadini.
WASHINGTON - Il presidente americano, invece i conti li deve fare bene. La riforma sanitaria adesso dovrà passare al senato. Alla camera sono stati 220 i voti a favore contro i 200 contrari. A ostacolarlo sono infatti i repubblicani e i democratici moderati, che vedono nello spirito ugualitario e sociale che spinge la nuova riforma un provvedimento troppo “socialista”. E sappiamo bene che la parola “socialista” nella cultura americana, nella scala dei nemici, sta dietro solo al terrorismo.

Ma i nostri eroi non si danno certo per vinti.
SILVIO - Berlusconi dal canto suo la sa lunga. Il furbacchione non si smentisce mai. Riabbraccia Casini, minaccia attraverso Feltri di cacciare dal Pdl Fini e chi si oppone alla prescrizione breve, e adesso mescola tutte le carte: riforma giudiziaria e prossime elezioni regionali tutte su un unico tavolo di trattativa. “Do ut des”.
BARACK - Obama è fiducioso, invece, che tutto andrà bene pure al senato. In quanto a furbizia non è da meno: introduce nella riforma sanitaria pure la restrizione ai finanziamenti pubblici per le interruzioni delle gravidanze e si conquista qualche voto dei repubblicani.

La morale?
La stampa italiana fra un paio di mesi darà la notizia della prescrizione del processo Mills e la riduzione dei danni alla Mondadori che metteranno la definitiva parola FINE alla lunga lista dei processi contro il cavaliere senza nessuna condanna e senza nessuna sentenza.
La stampa di tutto il mondo fra un paio di giorni darà la notizia dell’approvazione del senato americano alla riforma sanitaria di Obama, che porterà il presidente americano ad essere ricordato alla storia non più come il primo presidente di colore americano, ma come il primo presidente a riuscire dove tutti gli altri democratici hanno fallito, il primo a fare approvare una riforma “socialista” al parlamento americano.

9.129 chilomentri. Quanto mare!


lunedì 9 novembre 2009

Chi non muore si rivede

Angelo Nazareno Parello (non mi ricordo se era con una Z o due... va bè... mi perdoni il dottor Parello in caso di errore) ci segnala un articolo uscito con l'espresso il 29 ottobre, molto interessante.
Ve lo riporto sotto:

“Rinnovamento, ricambio generazionale, nuova classe dirigente.”
Da tempo non si parla d’altro nel PD: ma, spulciando tra le liste dei candidati all’assemblea nazionale che saranno eletti il 25/10/09 insieme al segretario, saltano fuori parecchi nomi noti.
Sulla scena da anni, qualcuno da decenni. Dinosauri della politica, come il presidente della Campania Antonio Bassolino, primo in una lista per Bersani al collegio 5 di Napoli. Già ministro, deputato, due volte sindaco, due a capo della regione, è stato travolto dallo scandalo dei rifiuti eppure è sempre li. Inamovibile da 16 anni: ma Bersani garantisce “con lui ho parlato di rinnovamento”. Ah beh, allora.

In lista a Pozzuoli anche la moglie del governatore, la senatrice Annamaria Carloni, che già nel 1980 era consigliere comunale a Bologna.

Sempre a Napoli è lanciata "con Bersani verso il futuro" il sindaco Rosa Russo Iervolino. Un’altra neofita: la prima volta in parlamento è stata poco dopo il rapimento Moro, nel 1979.

Era contrario al PD, poi dopo ci ha ripensato ed eccolo in lista Gavino Angius: sei legislature in tutto, equamente divise tra camera e senato.

E se in qualche collegio i dinosauri si sono ritirati, non si sono certo estinti: voilà al loro posto ecco i figlioli, vedi Piero De Luca, capolista a Salerno dove papà Vincenzo è sindaco, o il consigliere comunale a Napoli Emilio Montemarano, rampollo di Angelo, noto ex assessore alla sanità della Campania.

In Calabria è capolista al collegio 1 il governatore della regione Agazio Loiero: il sostegno a Bersani è l’ultima di una lunga serie di scelte: ex Dc,ex Ppi, ex Cdu, ex Udeur, ex Margherita.

L’altro capolista per Bersani è il determinato di ferro Nicola Latorre, il senatore già sottosegretario ne primo governo Prodi, di recente balzato agli onori delle cronache per il pizzino allungato al Pdl Italo Bocchino, di fronte alle telecamere de La7, perché potesse replicare a IDV, che però sarebbe un alleato del PD.

A Bari sta con l’ex ministro il grande vecchio del partito, l’84enne Alfredo Reichlin; a Latina l’ex presidente della camera Luciano Violante,deputato già 30 anni fa e ancora fino al 2008.

In Sardegna spuntano i nomi di alcuni “castosauri” dinosauri della casta, come da velenosa definizione giornalistica: sono con Bersani il senatore Antonello Cabras, già presidente della regione, e l’ex assessore alla sanità oggi deputato; Paolo Fadda, tra i nemici di Soru nell’isola.

Ma anche Dario Franceschini, a fronte dell’icona giovanilista Debora Serracchiani, schiera parecchi nomi che evocano il ‘900. Per esempio a Palermo, dove capolista e l’ex sindacalista Sergio D’Antoni, già creatore di Democrazia Europea e poi vice segretario dell’UDC. O il capolista in provincia di Catania:Enzo Bianco, sindaco della città alla fine degli anni 80 e ministro nel 99.

A Cosenza a capitanare i Democratici con Franceschini è Mario Pirillo: assessore la prima volta nel 1972, eletto consigliere regionale la bellezza di 4 volte, ora Europarlamentare.

A Pescara è capolista l’ex presidente del senato Franco Marini: in 76 anni è stato sindacalista, segretario del Ppi,parlamentare in Italia e in Europa.

A Roma centro, capolista il deputato quasi 80enne Furio Colombo: numerose le cariche in 50anni di onorata carriera, dalla direzione dell’unità al parlamento.

Un altro testimone della prima repubblica, l’ex portavoce di Forlani ed ex capo ufficio stampa della Dc, Enzo Carra, guida i democratici con Franceschini, mentre nel viterbese è capolista l’ex ministro Giuseppe Fioroni, democristiano di lungo corso, stabilmente alla camera dei deputati dal 1996.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra: in fondo, anche la mozione del rinnovamento, quella di Ignazio Marino, ha il suo “dinosauro” in provincia di Firenze è capolista Goffredo Bettini, deputato per la prima volta nel 1992, figura potente e riconosciuta della politica romana: fin dagli anni ‘70 era nella direzione nazionale della Fgci. Segretario era Massimo D’Alema .......! sbommmmmmmmmmmmmm

È bello vedere come la vecchia classe politica da finalmente spazio alle “giovani leve”

Il futuro siamo noi,anzi voi, anzi loro …… bò! forse son confuso.

“Il futuro è il passato”

giovedì 5 novembre 2009

Padre perdona loro perchè non sanno quello che dicono


Feltri: “I giudici delle UE bevono troppo, bisogna chiamare gli infermieri e chiudere il manicomio di Strasburgo, visto che anziché occuparsi sul serio di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia, combattono il crocifisso.” Un giornalista oggi su “il Fatto” consigliava invece ai giudici della corte di Strasburgo di iniziare ad occuparsi degli asini con le orecchie lunghe, visto che ci sono uomini di una certa età, che sono pure direttori di giornali che non sanno che la Corte dei Diritti umani non ha nulla a che fare con l’Unione Europea.

Il ministro La Russa tuona su Rai Uno, ospite di Sposini: “Il crocifisso resterà in tutte le aule di scuola. Possono morire, loro e quei finti organismi internazionali.”
Belle parole, filologicamente degne di un ministro di Berlusconi.

Tutti sul piede di guerra. Un tema a lungo discusso, su cui Tar e giudici nazionali, a volte hanno preferito non esprimersi, e quando lo hanno fatto, hanno agito troppo in fretta e senza alcuna base giuridica.
Non vi è nessuna legge infatti che stabilisce che il crocifisso debba rimanere affisso nelle aule di scuola.
L’unico decreto a riguardo risale ai tempi di Mussolini, giudicato addirittura dalla corte come semplice dispositivo senza alcuna forza di legge, che fornisce indicazioni dell’affissione della croce come semplice arredo.

Non importa se l’articolo 7 della costituizione rivendica chiaramente la laicità dello Stato Italiano.
Il crocifisso è visto come un logo di ideali puri.

Vi voglio riportare un pezzo dell’articolo di Travaglio, in prima pagina oggi su “il Fatto” :
“Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi se fosse per quelle, lo leverei anch’io. [...]
Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. E’, da duemila anni, uno scandalo sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione.
L’immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e di speranza, di resistenza inerme all’ingiustizia, ma soprattutto di laicità e gratuità.
Gratuità: la parola più scandalosa di questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all’asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu l’ideologia più pagana della storia, il nazismo, a scatenare la guerra ai crocifissi. E’ significativo che oggi nessun politico nè la Chiesa riescono a trovare le parole giuste per raccontarlo.”

Queste sono le parole a difesa del crocifisso che ho ritenuto più meritevoli.
Travaglio vede al di là della visione cattolica, e pone dunque questo simbolo come immagine di libertà, umanità, sofferenza e speranza.
Ma il crocifisso appeso nelle scuole non è solo questo: non rappresenta solo il più grande uomo della storia del mondo. Il primo rivoluzionario. Ma è imposto come simbolo di fede, come segno di un’unica religione.
Fede quella cattolica che non può avere questa autorità in uno stato laico.
Accompagniamo la croce con le foto di Falcone, Borsellino, Impastato, e magari pure El Che... “par condicio” direi...
Ok, va bene, è una idiozia... ma è lo stesso che penserei io nel vedere in un luogo, come la scuola, fonte di cultura di ogni tempo e terra, un solo simbolo di Ideale.
La mia libertà finisce dove inizia la tua. Che libertà è se ci vengono imposti pure gli ideali?
Parola di Tres... Andate in pace!