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"Il popolo che rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita e non avrà né libertà né sicurezza" (Benjamin Franklin)

giovedì 8 ottobre 2009

La Giustizia non è mossa dalla fretta!

Ieri mattina il Tar di Palermo si è pronunciato circa i ricorsi riguardanti le scorse elezioni amministrative di Santa Elisabetta.


E' grande la soddisfazione per la decisione della giustizia amministrativa, in merito al ricorso proposto da Francesco Carruba nei confronti del Sindaco Emilio Militello, nei miei confronti e dei Consiglieri comunali Giuseppe Di Vincenzo, Stefano Marsiglia. Soprattutto dopo le tante polemiche scoppiate in paese e le tante parole dette e scritte da molti, che facevano pensare ad un complotto o a brogli elettorali, contro i Presidenti delle sezioni elettorali, contro il Sindaco e l'Amministrazione comunale.

"Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione seconda, definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso principale e improcedibile il ricorso incidentale in epigrafe. Condanna il ricorrente principale al pagamento delle spese del giudizio, che liquida in favore delle parti costituite, che liquida nella complessiva somma di euro quattromila, oltre IVA e CPA come per legge. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dalla Autorità amministrativa. Così deciso, in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2009".

E' questa una parte del dispositivo di sentenza del Tar di Palermo, che io cito per chiarezza e completezza di informazione.

Adesso Santa Elisabetta ha un Sindaco e un'amministrazione comunale, legittimati dalla giustizia amministrativa. Ci si aspetterebbero delle scuse e gli auguri di buon lavoro, che non sono mai arrivati dalla parte avversa e che io credo che non arriveranno mai. Ma chiedo che adesso si faccia silenzio! Che si faccia in modo che si possa lavorare in serenità e tranquillità per il bene di Santa Elisabetta e dei sabettesi.

Diverso l'esito della decisione dello stesso tribunale, in merito al ricorso proposto da Francesco Catalano nei miei confronti. Sempre per chiarezza e completezza di informazione e visto che chi scrive è la diretta interessata, perciò informata sui fatti meglio di chiunque altro, il Tar ha deciso di accogliere il ricorso proposto da Francesco Catalano, ma anche il controricorso, in termini tecnici “ricorso incidentale”, proposto da me, Giovanna Iacono, contro il ricorrente principale.

"Visto il ricorso con i relativi allegati; visto l'atto di costituzione in giudizio di Giovanna Iacono ed il ricorso incidentale da questa proposto; viste le memorie difensive; visti tutti gli atti della causa, il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione seconda, riservata al definitivo ogni pronuncia in rito, in merito e sulle spese, dispone che il Servizio elettorale dell'Assessorato regionale degli Enti Locali della Regione Siciliana, esegua la verificazione indicata in motivazione, nei termini e con le modalità ivi specificate. Per l'ulteriore discussione della causa fissa l'udienza del 27 gennaio 2010. La presente ordinanza sarà eseguita dalla Giustizia amministrativa. Così deciso, in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 ottobre 2009".

mercoledì 7 ottobre 2009

PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Il 07 ottobre saranno passati tre anni dall'assassinio di Anna Politkovskaja. Gli esecutori e il mandante non hanno ancora un nome. Un nuovo processo è cominciato in un clima di tensione in cui anche la magistratura è assoggettata al potere politico.
Per Anna,
per l'ultimo giornalista minacciato da parte dei "Nashi", organizzazione filogovernativa, per aver “insultato” in un articolo i veterani della seconda guerra mondiale,
per tutti quelli che difendono il valore della verità e per quelli che hanno provato a farlo,
per il popolo ceceno e georgiano costantemente vittime di soprusi,
per chi si batte per il rispetto della libertà umana,
facciamo che ottobre sia per tutti un mese

PER NON DIMENTICARE
Bannerizzatevi!
Il banner PER NON DIMENTICARE. Perché sia sempre visibile e tangibile il ricordo di Anna e del suo lavoro in difesa dei diritti umani, abbiamo creato un banner che vi invitiamo a porre sul vostro sito, blog, FB, Twitter, Myspace: http://www.annaviva.com/per-non-dimenticare-2009

Approfondite!
La sintesi della vicenda del giornalista Podrabinek e della causa intentata dai "Nashi": http://www.annaviva.com/node/1421
Una Gaffe dopo l’altra, ovvero Berlusconi sullo Scudo. Un articolo di Matteo Cazzulani: http://www.annaviva.com/berlusconi-sullo-scudo

Partecipate! GLI APPUNTAMENTI
10 ottobre, Roma.
Da non perdere la presentazione del libro "DIANA E LA NEVE. Il genocidio in Cecenia. Il destino di tre donne" di Massimo Ceresa: http://www.annaviva.com/node/1392 http://www.annaviva.com/node/1371 http://www.annaviva.com/node/1403
3 ottobre, Roma: Annaviva rinnova il proprio sostegno alla manifestazione per la libertà d'informazione promossa dalla FNSI: http://www.annaviva.com/node/1377
6 ottobre, Londra: terza edizione del premio Anna Politkovskaja Award: http://www.annaviva.com/node/1425
7 ottobre, Trieste: nel giorno dell’assassinio di Anna Politovskaja, Annaviva è orgogliosa di annunciare l’apertura di una nuova sede nel capoluogo friulano: http://www.annaviva.com/inagurazione-sede-annaviva-nordest
11 ottobre, Milano: per commemorare il terzo anniversario dalla sua morte, Annaviva dedica ad Anna una serata speciale tra foto, filmati e verità: http://www.annaviva.com/node/1394
14 ottobre, Francoforte: per la sua seconda tappa di turismo responsabile, Annaviva partecipa alla fiera del libro di Francoforte in una giornata speciale dedicata ad Anna Politkovskaja e Natalia Estemirova: http://www.annaviva.com/node/1395
24 ottobre, Carrara: dopo Milano e Trieste, Annaviva inaugura la nuova sede di Carrara (Open Centre di Via Verdi,16)

Aderite! GLI APPELLI
Annaviva aderisce all’appello lanciato dall’associazione "Mondo in Cammino" a sostegno dell’organizzazione cecena "Salviamo la generazione". Il cadavere della sua presidentessa cecena è stato rinvenuto l'11 agosto nei dintorni di Groznij: http://www.annaviva.com/appello-mobilitazione-mondoincammino-per-cecenia http://www.annaviva.com/node/1408

venerdì 2 ottobre 2009

Opposizione a chi? Il pensiero di un GIOVANE DEMOCRATICO!


"..Tanto Gentile e Tanto Onesto Pare!"

Strani giorni son questi. Con il congresso alle porte il Partito Democratico si prepara per l'ennesima votazione (speriamo almeno questa sia la volta buona). Grida, accuse, intimidazioni e tant'altro scuotono i primi giorni autunnali di questo 2009 che ha visto l'ennesimo flop di una opposizione che non c'è e l'ennesimo trionfo di quel tale che manco voglio nominare. In Italia, la nostra amata Italia, terra di navigatori e tant'altro, ormai si sa da tempo, anche se molti lo vogliono nascondere, è REGIME!
E' successo di tutto: Berlusconi attacca la Rai, il governo premia gli evasori, ma a noi cosa importa?
Noi dobbiamo pensare al congresso. Nessuno ha speso una parola in difesa della Rai, in difesa di quel programma e di quel conduttore "Unico" che ancora crede di potercela fare, ancora crede di fare giustizia, ancora crede di far cambiare idea al popolo. E non finisce qui...
Nel voto di fiducia allo scudo fiscale la maggioranza stava per andare sotto con soli 267 voti, ma le opposizioni invece di raccogliersi assieme con 279 voti si sono fermati a 215. E indovinate quali voti mancano? ve lo lascio immaginare... 59 voti, 59 semplici voti che avevano potuto imporre l'incostituzionalità del mafioso condono fiscale. Bersani, D'alema e compagnia erano troppo impegnati a spodestare Franceschini dopo il voto degli iscritti. Odio tra stessi portatori di idee... ma è veramente cosi? Se chiedete ad un membro della linea Bersani cosa pensi di Franceschini questa sarò la sua risposta:"Franceschini chi?" Questo diranno i duri e decisi oppositori dentro il Pd. Sembrano non accorgersi che Franceschini si è impegnato (e lo sta facendo) a passare al di là del ciclone delle primarie e dall' uragano congresso senza distruggere il partito che gli è stato dato in mano. E' vandalismo, non si sa se riparabile. Franceschini non dovrebbe essere lasciato solo in un momento come questo.
Nessuno spende una parola in favore di questo uomo che ha preso il partito nel suo periodo più grigio, difendendolo e facendo per primo "vera opposizione".
Dov'è stato D'Alema in questi 6 mesi? e Bersani? forse erano troppo impegnati a programmare la futura poltrona? perchè il Signor Berlusconi, opss D'Alema, non si faceva avanti subito dopo le dimissioni di Walter Veltroni? Povero Walter, tradito dai suoi "compagni". E non parliamo di questi voti al Sud che spuntano come funghi, evidentemente al nord non c'è clima per funghi. E non parliamo di vari alleati D'Alemiani vedi Bassolino (munnizza from Napoli) e Iervolino. Accusiamo la destra per le stesse cose che andiamo a votare.
Andrò alle urne con la mia testa. Il mio segretario deve essere il primo oppositore del Nano Di Arcore, non uno che con il Nano faceva , fa e chissà se farà accordi sottobanco!... a buon intenditor poche parole.
Questo è il pensiero (condivisibile o non) di un GIOVANE DEMOCRATICO, innamorato della buona politica e del rinnovamento, indeciso se votare Franceschini o Marino, ma deciso su chi non votare.
E ' arrivato il momento di dare spazio ai giovani, "tre passi avanti... uno indietro che male non fa".



Con Affetto
Giovane Democratico
Davide Miccichè

giovedì 1 ottobre 2009

L’italianità nel mondo: web-intervista al cavalier Mimmo Mangione


di Antonio Fragapane

Da mesi era un nome che leggevo spesso, spuntava in molte bacheche dei miei amici, ma era una persona a me sconosciuta. Sapevo essere un mio compaesano, lontano fisicamente ma sempre molto vicino e presente tramite i vari commenti ai post degli eventi che man mano si verificavano sia in paese che in Sicilia o in Italia. Sempre cordiale, disponibile con tutti e con tanti “contatti” fra le persone della sua infanzia, che, ho poi saputo, ha sempre continuato a frequentare sia ritornando spesso in Sicilia, che, da lontano, sul social network Facebook.
Un giorno, complice un mio scritto che volevo fargli conoscere, l’ho contattato e, dopo l’ormai consueta “richiesta d’amicizia”, ci siamo scritti, tramite messaggi e chat, scambiandoci informazioni, impressioni ed opinioni. Ma, in seguito, è stato subito dopo aver letto il suo profilo, che ho ritenuto opportuno far conoscere, promuovere ed al contempo valorizzare la storia del sabettese Mimmo Mangione, uno di noi, un uomo della nostra terra, una delle tante persone emigrate negli anni, che, però, ha saputo trovare fuori dall’Italia quell’humus congeniale alle sue esigenze culturali ed aspirazioni artistiche, fino all’onorificenza di cui è stato insignito il 22 agosto scorso.
La sua storia è un esempio di come l’italianità, e la sicilianità, nel mondo, sottoforma di passione, impegno e tanta fantasia, siano sempre fortemente apprezzate. Le stesse peculiarità, infatti, che hanno fatto, e fanno, del made in Italy un marchio di sicura qualità e di assoluto rilievo artistico e culturale. Qui di seguito, si riporta l’intervista integrale che il cavaliere Mimmo Mangione ha concesso in esclusiva per i lettori di perlacitta.it.
Ciao Mimmo, iniziamo da un episodio personale: come mai ti sei trasferito in Australia? E quando?
Mi sono trasferito in Australia alla fine del 1982. Sono partito da Santa Elisabetta (paese in provincia di Agrigento N.d.A.) in una triste e fredda mattina di dicembre. Ricordo ancora l’odore del caffè che mia sorella Maria Assunta stava preparando in cucina, le lacrime di mia madre! Quel giorno, il nostro piccolo paese mi parve – chissà perché – molto più triste di quello in cui avevo vissuto parte della mia vita, fino a quel momento. Le ragioni per una partenza sono sempre molteplici, non se ne può mai indicare una sola, sono tante e te le porti dietro dentro l’anima come un pesante fardello per tutta la vita ed è difficilissimo farne un elenco! Adesso, sono qui, vivo in una terra sana e fertile che mi ha dato tutte quelle possibilità che una vita intera vissuta in paese, non mi avrebbe mai dato: non ho rimpianti! Sognavo, capisci? Da bambino, sempre e ad occhi aperti, di giorno e di notte. La fantasia non mi dava mai un attimo di tregua, la possibilità di riprendere fiato. Non si deve mai fermare la propria fantasia, bisogna sempre tenerla sveglia e viva dentro di se stessi! Come si fa a vivere senza aver realizzato almeno uno dei tanti sogni, custoditi nel proprio cuore? Un sogno, uno solo magari, degli altri non m’importa! Ho realizzato uno dei miei sogni, poi un altro e poi un altro ancora…
Capisco. L’interesse per il teatro è nato in Italia o in Australia?
L’interesse per il teatro è nato…chissà quando! Ricordo che da piccolo rimanevo incantato guardando in televisione le commedie, i drammi, i grandi personaggi del teatro. Rimanevo a bocca aperta affascinato dal modo, dal manierismo di questi attori, dalla maschera facciale, dalle mille espressioni: la possibilità di dare vita, corpo e anima ad una creatura nata dalla fantasia di un autore. Mi sono innamorato degli autori di teatro (teatranti) come Gasmann, Randone, Albertazzi, Moretti, Cervi, Lionello, Lavia, Sthreler, Carraro e Turi Ferro. Ho iniziato a “recitare” nel 1969, a scuola, poi ho preso il “vizio” e non ho più smesso. (Dunque, quest’anno festeggia i suoi primi quarant’anni di carriera teatrale…N.d.A.)
Lì, in Australia, come hai iniziato a fare teatro?
Nel 1983 fui chiamato a partecipare al Festival delle Arti di Melbourne, recitando un ruolo brillante in una commedia di De Benedettis intitolata “Buonanotte Patrizia”. Poi sono arrivati Molière e Dario Fò, la regia per Shakespeare, la richiesta da parte del Conservatorio di Melbourne di fare la direzione teatrale di opere liriche, la mia partecipazione all’ International Festival of the Arts, in qualità di attore, regista, mimo, esperto in Commedia dell’Arte: il tutto fino a Pirandello! Comunque, per colpa di Nardu (personaggio principale della pastorale che il 6 gennaio di ogni anno si svolge nel paese di Santa Elisabetta, N.d.A.) – volevo infatti capire da dove venisse, quando era nato e perché – sono diventato, dopo anni di studio e ricerche, un attento conoscitore delle maschere e della Commedia dell’Arte.
Potresti riferirci quali sono stati i tipi di opere che hai rappresentato ed in quale veste (attore, regista o altro)?
In teatro, sono come un artigiano, ho fatto di tutto e faccio tutto! In veste di attore/regista, ma anche come scenografo, costumista, direttore di scena, drammaturgo; faccio anche le traduzioni in inglese di opere di grandi autori, come ad esempio Goldoni, e, ultimamente, mi sono cimentato con Dante!
Qual è il tuo rapporto con l’Italia? Hai mai nostalgia dei luoghi della tua infanzia?
Il mio rapporto con l’Italia è sempre stato quello tipico di tutti gli emigranti: odio e amore. Ho la rabbia dentro per non aver avuto la possibilità di fare in Italia tutto quello che sto facendo in Australia. Dell’Italia, non concepisco più la politica senza ideali, il potere e l’importanza che ha acquisito la mafia, gli imbrogli, rubare il pane a chi non ne ha, negare i diritti basilari a chi paga le tasse, il rumore assordante, la mancanza di privacy. Ma dell’Italia amo la cultura, la buona cucina, i miei amici, quel poco che rimane della civiltà, la creatività, la voglia di vivere! I luoghi della mia infanzia sono tristi ed abbandonati negli androni della mia memoria, ricordo, infatti, ben poco. A volte quando qualche amico mi chiede se ancora rammento quella cosa che abbiamo fatto insieme, faccio finta di ricordare ma, effettivamente – grazie ad una breve e violenta malattia di alcuni anni fa – tante cose sono state “definitivamente” cancellate dalla mia memoria! E’ stato un bene o un male? Non lo so, anche perchè tanti di questi ricordi erano piuttosto “tristi”. Ecco perchè soffro molto poco la nostalgia!
In che modo sei diventato cavaliere per meriti artistici? Ti hanno visto in teatro, hanno scritto di te sui giornali…Esattamente qual è la benemerenza? Sei cavaliere della Repubblica?
Anni fa, ho iniziato a collaborare con il Ministero degli Esteri, attraverso il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne. Ho iniziato partecipando alle celebrazioni della Festa della Repubblica (2 giugno), portando il “mio” Arlecchino di fronte a 15.000-20.000 persone. Ben presto, al Ministero si è fatta strada l’idea che la mia presenza, il mio input culturale in Australia era stato molto importante a tal punto che ero riuscito a promuovere e rilanciare l’interesse verso la lingua italiana, che gli accademici italo-australiani avevano reso noiosa, morta, di nessun interesse sociale. Ben presto mi sono ritrovato a rappresentare in teatro tutto quello, ed è tantissimo, che di interessante e di bello possiede la nostra grande letteratura.
Goldoni, Pirandello, Eduardo De Filippo, sono gli autori che visito spesso in queste mie incursioni letterarie. Gli australiani mi seguono, riempiono il mio teatro ad ogni rappresentazione. Si fermano dopo lo spettacolo per salutarmi e addirittura per ringraziarmi! Non sapevo e non ero stato informato del fatto che tutta la mia attività artistica venisse documentata e inviata a Roma, dove, stranamente, qualcuno leggeva e valutava. Nel 2007 ho realizzato la “Celebrazione per il III centenario della nascita di Carlo Goldoni”. Sono stato contattato dalla “Casa Goldoni” di Venezia, che ha collaborato attivamente alla mia iniziativa dandomi tutto il supporto di cui avevo bisogno. Da solo e con i mezzi a mia disposizione inviai la proposta del progetto alla Regione Veneto, la quale, senza neanche “batter ciglio”, finanziò l’iniziativa: mi scrissero, anzi, che si “sentivano onorati” di far parte del mio progetto! Così riuscii a realizzare lo spettacolo “Il servitore di due padroni”, una conferenza dal titolo “Teatro di Carlo Goldoni, la lingua nel teatro”, un concerto di musiche barocche e di canzoni di Farinelli ed infine una lettura di alcuni brani di Casanova, Sacchi e Isabella Andreina, con un grande successo di critica e di pubblico.
Il resto è storia, come si suol dire. Il 22 agosto di quest’anno mi è stata conferita la nomina a Cavaliere per ragioni artistiche, firmata di pugno dal presidente Giorgio Napolitano. Sono infatti “Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana”, con la seguente motivazione: a Mimmo Mangione, attore , regista e direttore artistico “instancabile ambasciatore del teatro italiano in Australia, ha realizzato innumerevoli produzioni teatrali con ammirevole determinazione e professionalità, pur con scarsi mezzi materiali e con notevoli ostacoli ambientali, linguistici e culturali, svolgendo anche un prezioso ruolo educativo a favore della conoscenza della tradizione teatrale italiana da parte dei giovani”.
Progetti per il futuro?
Si, Pasolini e Pirandello per il prossimo anno. Ma ne riparleremo presto!

martedì 29 settembre 2009

Ma na cosa più semplice no?!!



Il titolo di questo post non è il massimo dell'eleganza, è più una espressione che a caldo è uscita dalla mia bocca, quando ho provato e appena 2 minuti dopo abbandonato, l'ebrezza di leggere lo Statuto del PD nella parte riguardante le prossime primarie.
Il titolo dell'articolo che posto qui accanto, vi assicuro che non è esagerato, ma vi da l'idea di come si possa rendere assurdamente complicato uno strumento altamente democratico e semplice come quello delle primarie. Ma allo stesso tempo vi aiuta a capire il succo del procedimento senza farvi perdere fra i mille rivoli dello Statuto.
Quindi da quello che ho capito stiamo volgendo alla fine della prima fase, che comporta l'elezione di un candidato da parte di ogni singola sezione e che stabilirà chi potrà partecipare al congresso del 25, con lo sbarramento del 5%.Questa fase è aperta ai soli iscritti al 21 luglio 2009. Il 25 ottobre chiunque pagherà 2 euro e si dichiarerà elettore del PD, potrà rivotare il suo candiddato, perchè sono talmente democratici che ti danno la possibilità di votare non una volta,ma due!! E per non sentirti solo, ti danno pure la possibilità di portarti il tuo amichetto di Forza Italia!! Ma dopo tutto questo, l'iter almeno sarà finito!!
Avremo finalmente il nostro coordinatore nazionale? No!!
C'è ancora la terza fase! Questa,potete leggerla dall'articolo, o se siete impavidi, dallo statuto. Ritorna però una usanza che ai nostri cari partiti democratici e liberali è molto cara: dopo le liste chiuse alle politiche, per voi e solo per voi,le liste chiuse dei delegati!! Ma non stavamo parlando di primarie? Quello strumento democratico...
Ma facciamo un confronto con il sistema più collaudato: quello americano. Se avrete la pazienza di andarvi a leggere wikipedia a questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_primarie
noterete una certa somiglianza del sistema diessino...scusate il lapsus... piddiino con quello dei caucus, ma noterete che non si parla assolutamente di liste chiuse, ma semplicemente di elezione diretta dei propri rappresentanbti al congresso e soprattutto non si parla di mozioni a favore di un solo candidato senza possibilità di consultazione all'interno della sezione, un pò come penso invece succederà nella nostra sezione a Santa Elisabetta. I più direbbero che è giusto così, una sezione deve essere compatta, specie nei piccoli paesi come il nostro.
Ma a questo punto il voto d'opinione che fine fà?
In un sistema come quello americano dove si parla di milioni di elettori, contro le nostre poche migliaia e dove ti danno pure la possibilità, da Stato a Stato, di poter addirittura scegliere il sistema una testa un voto, capirete che c'è un margine di variabilità più elevato. Ma in Italia,il 25 ottobre, non era meglio andare a votare direttamente il tuo candidato, a voto segreto, dando piena libertà al voto d'opinione e se proprio si aveva paura degli infiltrati di altri partiti, li si escludevano?
Ci sarebbe stata più credibilità e molta più affluenza!! Sì, perchè difficilmente si sforeranno i 500.000 votanti, dato sconvolgente se si pensa che solo negli ultimi mesi sono arrivate 420.000 tessere. Spero per loro che hanno barato, altrimenti la figuraccia è incredibile!!!
Ma cosa più incredibile, dal congresso potrebbe uscire vincitore il candidato che ha perso le primarie, quindi pensate che anche Marino potrebbe sperare (più che sperare, sognare!!).
Come puoi invogliare un iscritto "libero" ad andare a votare, se prima deve andare in sezione per appoggiare una mozione a favore di un candidato spesso imposto e quando pensa che finalmente può votare il suo preferito, non può farlo direttamente, ma deve scegliere una lista chiusa di delegati che, il 25 sostiene Franceschini e poi molto probabilmente, al congresso dei mille, andrà a eleggere Bersani, perchè tra i mille si accettano solo plebisciti, al massimo accettano un 997 a 3!!
Qualcuno direbbe: "Va bene Democratici, ma siamo pur sempre un partito, ci deve essere una direzione che deve decidere per gli altri, non vorrai mica che uno come Marino che non fa altro che criticarci, possa andare a fare il nostro coordinatore!!!".
Però devo ammettere che una certa forma di partecipazione democratica c'è, lieve, ma c'è! A Nord per esempio può capitare che Marino prenda in certe sezioni il 35% e che si metta dietro qualcuno degli altri due. E al Sud??
Al sud, invece, noi ci teniamo a fare bella figura con il candidato prescelto dai capibastone. Se in una sezione si hanno 300 votanti, possono presentarsi con un disonorevole 200 a 100?!
A vedere i risultati di Caraffa,in Calabria, 36 a 0 a favore di Bersani, è normale che ad un dirigente di sezione venga l'invidia:- Guarda come sono bravi sti Calabresi, sono pure riusciti a far rimanere a casa quelli che volevano votare Franceschini!!- potrebbe pensare.
Di queste stranezze e di tante altre parla Marino nell'articolo che vi posto alla fine. Questo è pazzo!!Ma siamo sicuri che sia dei DS... altro lapsus,pardon... del PD?
Ma sorge spontaneo sapere chi è questo giornale così coraggioso da dargli addirittura una pagina intera di giornale. E' il Fatto Quotidiano, per chi non lo cocoscesse, ci scrive Travaglio. E cosa ancora più strana, esce in Italia!!!
Da pochi giorni e ovviamente nessuno ve lo dice!! E non penso che rischi di violare il contratto Rai!
Così approfitto di questo articolo per farvi conoscere meglio il terzo incomodo candidato alla guida del PD. Non so se servirà a qualcosa, ma democraticamente ve li faremo conoscere tutti e mi è parso doveroso partire da quello meno conosciuto.
(PER INGRANDIRE GLI ARTICOLI BASTA CLICCARLI)


sabato 26 settembre 2009

Anche Noi GD ci saremo. Piazza Navona, 26 settembre, 17:30 ROMA.


26 Settembre – Marcia delle Agende Rosse – Roma

Salvatore Borsellino, Marco Travaglio, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi... seguite la diretta streaming sul sito di Antonio Di Pietro ( sì, proprio lui, non è uno scherzo!!) al seguente link http://www.antoniodipietro.it/

E dove non ci saranno i giornali, ci saremo noi a raccontarvi tutto!!

giovedì 24 settembre 2009

In Edicola il "primo vero giornale libero" dell'era Berlusconi


Dopo mesi di Ante-Fatto, arriva nelle edicole il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, che può già contare su 28000 abbonati. Non in tutte, però. Per il lancio, infatti, sono state scelte solo le città maggiori, per tagliare i costi di distribuzione. Avvio ottimistico: prima delle 8 esaurite tutte le copie in molte rivendite milanesi.

1,20 euro per sedici pagine, sei giorni a settimana, Il Fatto Quotidiano si presenta come un caso, raro in Italia nel cartaceo, di editoria pura: la proprietà è dei redattori e di piccoli azionisti e non verranno percepiti i finanziamenti pubblici.

Redazione giovane e di spicco (16 giornalisti in media tra i 30 e i 40 anni, tra cui Luca Telese, Beatrice Borromeo, ma anche Furio Colombo, Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio) per un target che si annuncia giovane: "Il 60% degli abbonati ha scelto la versione pdf del giornale", ha detto Padellaro. Segno che anche i giovani sono interessati alla politica e all'approfondimento

Prima pagina del primo numero dedicata a Gianni Letta, indagato per abuso d'ufficio, turbativa d'asta e truffa aggravata.

C'era da aspettarselo, per un nuovo giornale che si voglia abbia come riferimento l'ex pubblico ministero Antonio Di Pietro e che comprende tra i suoi giornalisti alcuni magistrati. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, come riferisce appunto il giornale diretto da Antonio Padellaro, sarebbe indagato dalla procura di Lagonegro, in provincia di Potenza.

Come era nelle attese quindi, il nuovo quotidiano si contraddistingue subito per una scelta di tipo politico-giudiziario, per una linea di inchiesta che andra' presumibilmente a cercare, anche in futuro, notizie (o presunte tali) legate al mondo dei pubblici ministeri e delle loro attività e relative a questo o a quel politico, nazionale o locale che sia.
''Ci chiedono - scrive Padellaro - quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica''. Il direttore de Il Fatto sottolinea che ''questa non è retorica ma drammatica realtà. Cosa c'è di più rivoluzionario, in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell'imperatore e dei suoi cortigiani? E l'art. 21 quando afferma che l'informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? Vi sembra che il direttore del Tg1 ne tenga conto quando decide che gli italiani non devono sapere nè delle prostitute a casa Berlusconi nè degli insulti di Brunetta?''.
Padellaro chiarisce che Il Fatto sarà ''un giornale d'opposizione. A Berlusconi certo'' ma ''non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non è riuscita a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi, troppe ambiguità''.
tratto da AffariItaliani.it

Per abbonarvi o per scaricare il primo numero de "Il Fatto Quotidiano" cliccate sul sito: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

mercoledì 23 settembre 2009

C'è chi lo chiama "gossip"...



Sapete il signor Silvio Berlusconi ha ragione...
Basta con queste domande di gossip!
Il Cavaliere vuole sentire domande vere.
Forse si riferiva a quelle domande che la stampa fino ad adesso non ha avuto il coraggio di fargli ( o la voglia, credo in base al prezzo degli stipenti).
Tipo... io gli chiederei... tanto per ricordare quella del comico satirico Luttazzi: "Cavaliere da dove ha preso i soldi?"
O qualche domanda stile Santoro: "Cavaliere cosa ci dice dei suoi rapporti con Cosa Nostra? Cosa ci dice di Vittorio Mangano e delle condanne a Marcello Dell'Utri?"
O magari alla Enzo Biagi: "Cavaliere, che ruolo ha avuto lei e il suo gruppo nello scandalo Tangentopoli? Perchè la sua azienda, la Fininvest, è stata condannata e lei che ne è capo e padrone ne è uscito pulito? come ha fatto?"
"Come mai signor Cavaliere a queste domande non ha mai risposto? Sono forse di gossip?"
Tipo al suo ministro della giustizia Angelino Alfano, non gli chiederei di certo cosa ne pensa di Noemi e delle donne del cavaliere, ma gli direi: "Prima il lodo Alfano... poi le intercettazioni... cosa ha in mente per proteggere ancora di più il culo del suo padrone?"
O magari alla dolce Maria Stella Gelmini chiederei perchè si sta rovinando la faccia per accontentare i capricci del buon Silvio amico dei professori e degli studenti...
Al ministro dell'economia Tremonti chiederei invece se si è accorto della crisi, delle aziende che chiudono, dei lavoratori che perdono il posto di lavoro, del basso salario medio, gli chiederei se si rivede quando parla in tv e si crede lui stesso...
A Maroni chiederei se ha intenzione di farci cacciare dall'Europa...
Al ministro Bossi... va beh... a lui poverino... cosa dovrei chiedere?... "ma lei ha mai creduto che sarebbe riuscito a far carriera politica con tutte le stronzate che dice?"... e la risposta sarebbe "Eh beh! Berlusconi con il suo passato e con tutte le buffonate che fa è presidente del consiglio... faccia un pò i conti"...

Che poi magari uno anche a volergli fare queste domande, queste che lui chiama serie, queste stile "Biagi Santoro e Luttazzi"... beh! credo che dopo l'editto Bulgaro...
signori e signori... ci rivediamo a dittatura finita!



domenica 20 settembre 2009

E sono 100...


La nostra storia... Il nostro cammino... Il nostro sogno...
Abbiamo iniziato proprio così, con la frase di Gaber "la libertà è partecipazione"!
Partecipazione... Questo è stato il nostro impegno, la nostra parola d'ordine.
100 articoli, 100 articoli scritti con tante mani, 100 articoli PARTECIPATI.
Abbiamo cercato di fare e di dare informazione.
Abbiamo dato parola all'interno e fuori del nostro partito, del nostro paese, del nostro piccolo mondo... cercando quell'idea comune.
Ci sono state molte incomprensioni, dispute, chiacchiere, ma infondo è proprio questo il sale della Democrazia... il succo della Libertà... il valore della Partecipazione.
Noi siamo stati liberi, senza padroni ne vincoli.
Abbiamo scritto che la storia siamo noi... che avevamo voglia di lavorare per il nostro paese e che lo avremmo fatto!
Beh! A volte le parole non rimangono solo stupidi segni su un pezzo di carta o su uno spazio virtuale. Quelle parole le abbiamo rese vive: le abbiamo lasciate volare, libere a disegnare le nostre idee.
Abbiamo realizzato... Abbiamo partecipato... Abbiamo fatto partecipare.
E adesso? E' come una ruota che continua a girare su una strada in discesa: sempre più veloce, sempre più ricchi di idee e sempre con più voglia di fare.
Abbiamo realizzato questo blog con la speranza che diventasse uno spazio di discussione, un contenitore di idee, un punto d'incontro.
Oggi spegniamo le nostre prime 100 candeline... anzi, le lasciamo ancora accesse sperando che la loro luce ci illumini di verità.
Noi continueremo così... più candeline... più luce...
Ecco a voi i notri primi 100 PASSI...

giovedì 17 settembre 2009

Io Non Ci Casco

A quasi 10 anni dall'entrata in vigore della legge che ha reso obbligatorio l'uso del casco per tutti i ciclomotoristi e motociclisti di tutte le età, ecco nel nostro paese quanti sono soliti al rispetto di questa legge e quanti invece ne vengono meno.
La nostra Baby Sindaco, Simona Ciulla, nelle vesti di piccola "iena", è andata ad indagare sull'uso comune del casco di noi sabettesi.
Nel video che ha realizzato ha velocizzato un pò le immagini e le ha rese meno chiare, tutto in rispetto della privacy.

Buona Visione.

domenica 13 settembre 2009

Io vivo in una dittatura chiamata Silvio Berlusconi!

Una volta l'italia era il paese della resistenza partigiana per la liberazione dal regime fascista. Era l'italia post fascista, l'Italia del boom econimico, l'Italia del 68'! Una volta l'italia era il "bel paese" così ci chiamavano all'estero dove l'italia era famosa per la pasta, per la pizza, per la musica , per l'arte, per il mare, per le montagne e perchè no anche per le donne! Che bei tempi!
Ma oggi che dicono di noi gli amici europei e americani? Cosa pensano del "bel paese"? La pizza c'è ancora, la pasta, l'arte, il mare, le montagne e le donne! e cosa è cambiato? Qualcosa è cambiato e qualcuno un certo Indro Montanelli l'aveva previsto 15 anni fa! Alcuni lo hanno scoperto ora, molti fanno finta di non accorgersene e tanti, ma davvero tanti, non lo sanno perchè A QUESTE PERSONE è STATO TOLTO IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI! QUESTE PERSONO SONO QUOTIDIANAMENTE OFFESE E PRESE IN GIRO DAI TELEGIORNALI CHE NASCONDONO E CAMUFFANO LA VERITà!

Ma vediamo cosa pensano di noi i principali quotidiani europei:

Berlusconi rischia di mettere l’Italia in competizione con Corea del Nord e Russia nel campo della libertà d’informazione. Si dice il miglior premier degli ultimi 150 anni ma agli occhi di buona parte dell’opinione internazionale può diventare il peggiore Le Monde, 12 settembre.

Verba volant, scripta manent:"Tutti conoscono la mia opinione sull'eguaglianza fra uomo e donna, ma fra governi abbiamo buone relazioni, abbiamo progetti comuni. Sono incontri istituzionali e dunque io rispetto sempre questi incontri e il ruolo che dobbiamo mantenere. Tra governi siamo obbligati a mantenere una politica di prudenza". Queste le parole del Premier Zapatero. Malgrado le necessarie precisazioni del Governo Spagnolo, dovute proprio all'evocato rispetto istituzionale, sottolineare da parte di Zapatero, una sua opinione sull'eguaglianza fra i sessi e l'obbligo a mantenere una politica di prudenza, indica marcare le distanze da berlusconi. La conferenza stampa di ieri in Sardegna ha dunque fatto il giro delle capitali a cominciare da Madrid, dove questa mattina il quotidiano El Pais aveva titolato "Meglio non frequentarlo" un editoriale fortemente critico nei confronti del presidente del Consiglio italiano: «ciò che sta convertendo Berlusconi in un personaggio improprio di un Paese serio e di un governo presentabile, riducendone la capacità di dialogo autorevole con i suoi omologhi non è la sua vita privata, ma la confusione delirante fra il pubblico e il privato con la quale ha organizzato la vita politica italiana». «La conferenza stampa al termine del vertice bilaterale è la migliore dimostrazione di questo deplorevole miscuglio di generi».

Di tutto questo nei telegiornali italiani neanche l'ombra!


"Dal nostro inviato nel Berlusconistan" (Suddeutsche Zeitung).
"L'Italia delle paillettes, della demagogia e del sogno americano" (Le Soir).
"Dove vige un sistema abilmente costruito per rincoglionire le masse e regna il principe delle arti volgari" (L'Express),
"Un Don Co.glioni" (The Wall Street Journal),
"Un premier d'ineguagliabile condotta villana e meschinità culturale che lo rendono l'incarnazione dei peggiori italiani" (Frankfurter Allgemeine Zeitung).
"Benvenuti nell'Italietta che sta per liberarsi del Cavaliere" e "an insider on the way out, uno che se sconfitto aveva promesso di fuggire a Tahiti" (Financial Times).
Emblematica la copertina del The Economist: “BASTA, per l’Italia è tempo di licenziare Berlusconi”(Basta. Time to sack Berlusconi)

Vi propongo un'interessante intervista fatta da Enzo Biagi a Indro Montanelli censurata dalla Rai e considerata come l'inizio dell'editto bulgaro.

venerdì 11 settembre 2009

11 Settembre 2001 . . . La verità Nascosta


Sono passati ben 8 anni da quel terribile e indimenticabile giorno, ma ancora le immaggini delle due torri avvolte da un fumo nero nel cielo chiaro di Manhattan sono impresse e rimarrano per sempre indelebili negli occhi di tutti noi.
2974 morti... 2974 anime.
Sono passati 8 anni ma ancora molte domande sono rimaste senza alcuna risposta.
Perchè tante vittime?
Perchè 4 attentati terroristici nel giro di mezz'ora senza alcuna controrisposta di difesa americana?
Come mai delle torri programmate e costruite per sopportare lo schianto di più aerei sono crollate quasi come se fossero state demolite?
Come possono mancare le immaggini dell'attacco alla zona più videosorvegliata e controllata del mondo qual è il Pentagono?
Perchè dopo anni di ricerca si è riuscito a trovare il luogo dove i terroristi di Al-Qa'ida si addestravano, casualmente il 12 settembre, il giorno dopo delle stragi?
Come mai dei 4 aerei dirottati, due verso il World Trade Center, uno verso il Pentagono e l'altro verso la Casa Bianca, solo quest'ultimo non è arrivato a destinazione?
E' naturale pensare che tutto ciò... il numero elevato di vittime... il cuore economico americano colpito e affondato... il luogo più sicuro della Terra ridotto ad un cumulo di macerie... non fosse solo il pretesto per animare la sete di vendetta di un popolo verso una guerra voluta da chi dal sangue delle bombe trae i propri benefici?
Tutto ciò per me è assolutamente lecito.
Per chi ha ancora dubbi, o per chi ancora non si è documentato in merito consiglio di guardare tutto il video che segue.
E' curato e ricco di risposte ... E' ricco di verità ...
Una verità nascosta dietro un solo numero: 2974... sono le vittime in attesa di un perchè...

mercoledì 9 settembre 2009

Il ricordo di un'amica


All'attenzione del Signor Sindaco di Santa Elisabetta Dott. Emilio Militello:

Partecipo commossa al ricordo di Vittoria Giunti compagna ed amica, una straordinaria donna intellettuale e studiosa il cui impegno politico non sarà dimenticato.

Simona Mafai
Palermo, 04/09/2009

Simona Mafai è stata compagna e partigiana, giornalista femminista scrive per la rivista Mezzocielo (bimestrale di cultura politica e ambiente pensato e realizzato da donne).

lunedì 7 settembre 2009

Primo Festival del giornalismo d'inchiesta di Marsala. Riflessioni sul tema della Libertà di Stampa


Una tre giorni in cui si è parlato, argomentato e discusso di “noi”. Nei giorni 8, 9 e 10 maggio, nella suggestiva area del centro storico di Marsala, si è tenuto il primo Festival del giornalismo d’inchiesta, organizzato dallo stesso comune di Marsala, col patrocinio di varie associazioni impegnate in tale campo, come Communico o Mismaonda.

La compagine organizzativa dell’evento ha permesso la realizzazione di numerosi incontri con giornalisti, scrittori ed operatori video. Inoltre, il numeroso pubblico presente ha avuto la possibilità di poter partecipare a stimolanti conferenze e successivi dibattiti, ad interessanti presentazioni di libri d’inchiesta giornalistica ed a specifiche visioni di film e documentari, che hanno tastato il polso allo stato dell’informazione in Italia. Sono stati giorni di approfondimenti che hanno avuto ad oggetto l’analisi della natura e dell’essenza della professione giornalistica. Fior di professionisti si sono avvicendati sui vari palchi, facendo conoscere le loro opinioni inerenti il “mestiere dell’informare”, concretizzazione reale del diritto-dovere all’informazione e dello speculare diritto ad essere informati, entrambi codificati e resi costituzionalmente rilevanti dall’art. 21 della nostra Carta Fondamentale.

L’evento di apertura del Festival è stata la presentazione di un video registrato proprio per l’occasione da Roberto Saviano, autore dell’encomiabile e coraggioso Gomorra.

Successivamente il comune di Marsala ha conferito la cittadinanza onoraria al questore Giuseppe Gualtieri, il super-poliziotto la cui squadra (la famosa “Catturandi” della polizia di Palermo) ha arrestato il boss Provenzano. Ma molti altri sono stati i nomi di assoluto rilievo che hanno dato il loro particolare contributo alla riuscita del Festival: da Nando dalla Chiesa, che ha presentato il suo recente Album di famiglia, ad Oliviero Beha, dai magistrati Roberto Scarpinato (coautore con Saverio Lodato de Il ritorno del principe) ed Antonio Ingroia all’ex procuratore aggiunto di Torino Bruno Tinti (Toghe rotte e La questione immorale). Dunque, trasversalità e diversità sia dei contenuti discussi, che degli oratori, all’insegna della migliore tradizione giornalistico-investigativa di matrice anglosassone, ormai storica “scuola” per tutti coloro i quali, nel corso degli anni, si siano cimentati con gli strumenti base di una delle professioni sicuramente più affascinanti ma al contempo più bistrattate e criticate.

Dalle parole espresse negli interventi, dalla passione che gli oratori hanno dimostrato di profondere nella loro attività quotidiana e dalla loro, e nostra, “sete” d’informazione, risulta chiaramente che il giornalismo continua ancora oggi ad essere ricerca della verità, dovendo necessariamente trattare la notizia nel modo più libero, serio ed oggettivo possibile. Tale è infatti l’essenza della libertà dell’informazione, ovvero la lontananza e l’assoluta indipendenza degli operatori della notizia dai potentati economici, dalle segreterie di partito o dai vari “oratori” confessionali. La sola “regina” che ogni giornalista deve celebrare è la notizia, fonte d’intereresse, di ricerca ed input dal quale inizia tutto il lavoro, dall’analisi situazionale alla stesura del “pezzo”. Quasi che l’attività giornalistica debba “assorbire” la notizia, considerandola e trattandola come un guanto da rivoltare e sviscerare, per renderla adamantina, certa e palese e per farne conoscere tutte le sfaccettature possibili ed esistenti, con l’obiettivo dichiarato di perseguire una corretta, esatta e neutrale informazione sui fatti, libera da ogni condizionamento ed emancipata da pesi e contrappesi ideologici, che ne potrebbero certamente inficiare la reale sostanza. L’utilità sociale della conoscenza degli avvenimenti, unita alla fondamentale esigenza dell’apprenderne il loro esatto significato, costituiscono l’ossatura attorno alla quale dovrebbe sempre sorgere e crescere una società civile. L’auspicio di sempre, infatti, è che, tramite un’informazione imparziale, si possa creare una collettività nella quale lo sviluppo di una coscienza critica possa dar vita non solo ad un’esistenza individuale libera da ricatti di qualunque genere, ma anche ad una visione della realtà quotidiana costantemente accompagnata da una continua e cosciente analisi inerente tutto ciò che ci circonda, per meglio capire il nostro presente, servendoci necessariamente della lezione che è il nostro passato, al fine di poter “preparare”, nei limiti del possibile, un più opportuno ed appropriato futuro, sempre più nostro e consapevole.


Antonio Fragapane


domenica 6 settembre 2009

Dove è finita l'informazione

di EDMONDO BERSELLI

Esploso in questi mesi come una battaglia di verità, davanti alle contraddizioni e alle bugie del premier, lo scandalo Berlusconi diventa oggi un problema di libertà, come sottolineano tutti i grandi quotidiani europei, evidenziando ancor più il conformismo silente dei giornali italiani. Prima la denuncia giudiziaria delle 10 domande di "Repubblica", un caso unico al mondo: un leader che cita in giudizio le domande che gli vengono rivolte, per farle bloccare e cancellare, visto che non può rispondere. Poi l'intimidazione alla stampa europea, perché non si occupi dello scandalo. Quindi il tentativo di impedire la citazione in Italia degli articoli dei giornali stranieri, in modo che il nostro Paese resti all'oscuro di tutto. Ecco cosa sta avvenendo nei confronti della libertà di informazione nel nostro Paese.
A tutto ciò, si aggiunge lo scandalo permanente, ma ogni giorno più grave, della poltiglia giornalistica che la Rai serve ai suoi telespettatori, per fare il paio con Mediaset, l'azienda televisiva di proprietà del premier. È uno scandalo che tutti conoscono e che troppi accettano come una malattia cronica e inguaribile della nostra democrazia. E invece l'escalation illiberale di questi giorni conferma che la battaglia di libertà si gioca soprattutto qui. La falsificazione dei fatti, la mortificante soppressione delle notizie ridotte a pasticcio incomprensibile, rendono impossibile il formarsi di una pubblica opinione informata e consapevole, dunque autonoma. Anzi, il degrado dei telegiornali fa il paio con il pestaggio mediatico dei giornali berlusconiani. Molto semplicemente, il congresso del pd, invece di contemplare il proprio ombelico, dovrebbe cominciare da viale Mazzini, sollevando questa battaglia di libertà come questione centrale, oggi, della democrazia italiana.
In quest'ultima stagione del berlusconismo abbiamo contemplato l'apice del conflitto d'interessi, l'anomalia più grave (a questo punto la mostruosità) della politica italiana. Si è vista l'occupazione della Rai e specialmente dei vertici dei telegiornali, cioè ruoli pubblici trasformati in postazioni partigiane; e nello stesso tempo la blindatura militare dei media di proprietà diretta o indiretta del capo del governo. Berlusconi voleva un'anestesia della società italiana, in modo da poter comunicare ai cittadini esclusivamente le sue verità, i successi, le vittorie, le sue spettacolari "scese in campo" contro i problemi nazionali. L'immondizia a Napoli, il terremoto in Abruzzo, la continua minimizzazione della recessione. Una e una sola voce doveva essere udita, e gli strumenti a disposizione hanno fatto sì che fosse praticamente l'unica a essere diffusa e ascoltata.
Ma evidentemente tutto questo non bastava. Non bastava una maggioranza parlamentare praticamente inscalfibile. Non bastava al capo del governo neppure il consenso continuamente sbandierato a suon di sondaggi. Nel momento in cui la libertà di informazione ha investito lo stile di vita di Berlusconi, e soprattutto il caotico intreccio di rozzi comportamenti privati in luoghi pubblici o semi-istituzionali, il capo della destra ha deciso che occorreva usare non uno bensì due strumenti: il silenziatore, per confondere e zittire l'opinione pubblica, e il bastone, per impedire l'esercizio di un'informazione libera.
Negli ultimi mesi chiunque non sia particolarmente addentro alla politica ha potuto capire ben poco, in base al "sistema" dei telegiornali allineati, dello scandalo che si stava addensando sul premier. Un'informazione spezzettata, rimontata in modo incomprensibile, privata scientemente delle notizie essenziali, ha occultato gli elementi centrali della vicenda della prostituzione di regime. Allorché alla lunga lo scandalo ha bucato la cortina del silenzio, è scattata la seconda fase, quella dell'intimidazione. L'aggressione contro il direttore di Avvenire, Dino Boffo, risulta a questo punto esemplare: il giornale di famiglia, riportato rapidamente a una funzione di assalto, fa partire il suo siluro; nello stesso tempo l'informazione televisiva, con una farragine di servizi senza capo né coda, rende sostanzialmente incomprensibile il caso.
Come in una specie di teoria di Clausewitz rivisitata e volgare, il killeraggio giornalistico, cioè una forma di guerra totale, priva di qualsiasi inibizione, si rivela un proseguimento della politica con altri mezzi. In grado anche di fronteggiare le ripercussioni diplomatiche con la segreteria di Stato vaticana e con la Cei. La strategia rischia di essere efficace, peccato che configuri un drammatico problema di sistema. Ossia una ferita gravissima a uno dei fondamenti della democrazia reale (non dell'astratta democrazia liberale descritta dai nostri flebili maestri quotidiani). Purtroppo non si sa nemmeno a quali riserve di democrazia ci si possa appellare. Ci sono ancoraggi, istituzioni, risorse di etica e di libertà a cui fare riferimento? Oppure il peggio è già avvenuto, e i principi essenziali della nostra democrazia sono già stati frantumati?
Basta una scorsa alla più accreditata informazione straniera per rendersi conto del penoso provincialismo con cui questo problema viene trattato qui in Italia, della speciosità delle argomentazioni, del servilismo della destra (un esponente della maggioranza ha dichiarato ai tg che la rinuncia di Berlusconi a partecipare alla Perdonanza, dopo l'attacco del Giornale a Boffo, "disgustoso" per il presidente della Cei Angelo Bagnasco, era un atto "di straordinario valore cristiano"). Oltretutto, risulta insopportabile l'idea che nel nostro futuro, cioè nella nostra politica, nella nostra cultura, nella nostra idea di un paese, ci sia un blocco costituito dall'informazione di potere, un consenso organizzato mediaticamente nella società, e al di fuori di questo perimetro pochi e rischiosi luoghi di dissenso. Questa non è una democrazia. È un regime che non vuole più nemmeno esibire una tolleranza di facciata. Quando tutti se ne renderanno conto sarà sempre troppo tardi.

mercoledì 2 settembre 2009

TURISMO RESPONSABILE A MOSCA


In questi giorni una delegazione di Annaviva (associazione nata per tenere vivo il ricordo di Anna Politkovskaja) si e' recata a Mosca per una sorta di viaggio della memoria. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con la rivista "Critica sociale", aveva come obiettivo onorare la memoria della grande giornalista uccisa tre anni fa nella capitale russa. Il 30 agosto 2009, infatti, la Politkovskaja avrebbe compiuto 51 anni, se un assassino (rimasto in libertà, come il mandante di questo terribile omicidio) non avesse, con 5 colpi di pistola, interrotto per sempre la sua coraggiosa attività giornalistica.

Annaviva, il 30 agosto, ha partecipato, insieme alla famiglia di Anna e a un gruppo di colleghi della Novaja Gazeta, a una breve commemorazione al cimitero di Troekurovo, dove la donna e' sepolta.La delegazione italiana ha proseguito il suo "turismo responsabile" nella Mosca di Putin, andando a incontrare i responsabili di Memorial, la principale associazione che si occupa dei diritti umani nella Federazione russa. Nella sede dell'ong abbiamo consegnato ai coraggiosi dirigenti di questa associazione finita più volte nel mirino delle autorità a Mosca e degli assassini (in divisa ma senza nome) a Groznij, una lettera di solidarietà a firma Annaviva e Critica sociale.

Il nostro "tour" e' proseguito alla redazione della Novaja Gazeta, giornale moscovita dell'opposizione che negli ultimi anni ha perso in questa guerra (mai dichiarata) per la libertà di stampa, molti valenti giornalisti: Yuri Shchekhovhikhin, Igor Domnikov, Anna Politkovskaja e la giovane Anastasia Baburova. Al direttore e caporedattore degli Esteri abbiamo consegnato un messaggio di solidarietà anche a nome di "Critica sociale" e dei tanti giornalisti che dall'Italia seguono con affetto l'attività dei colleghi russi che lavorano in questa sorta di trincea.

Nel pomeriggio di oggi, militanti di Annaviva hanno seguito da vicino il "rally delle opposizioni", vietato dalle autorità cittadine. La municipalità di Mosca vieta (con la risibile scusa di un'esibizione di ciclisti) una manifestazione che ha al centro la difesa dell'articolo 31 della Costituzione russa, che dovrebbe garantire il diritto di riunirsi liberamente. Paradossi post-sovietici, anzi staliniani visto che nelle metropolitane moscovite abbiamo "ammirato" slogan del Grande Padre, da poco restaurati. Piazza Triumfalnaja si e' presentata assediata da migliaia di agenti che hanno fronteggiato poche centinaia di pacifici manifestanti. Sono stati sequestrati cartelli che inneggiavano alla libertà e fermati alcuni anziani oppositori. Nel complesso una prova di forza che nasconde la fragilità di un regine che teme ogni più piccola opposizione.

Mentre il presidente Berlusconi va in vacanza a Sochi e Tripoli per siglare accordi sul gas che sembrano minare l'indipendenza della nostra politica estera, Annaviva preferisce questo "turismo responsabile" fatto di incontri con quanti in paesi "non-liberi" come la Russia, si battono per la democrazia e per i diritti umani.Nel nostro piccolo, riteniamo che quest "politica estera" fatta dal basso riabiliti in parte l'immagine di un Paese come l'Italia, un tempo culla e rifugio dei dissidenti e dei diritti umani e ora impegnata a buttare a mare gli immigrati e a tacere sulle violazioni delle libertà nei paesi con i quali ha stabilito rapporti sempre più stretti.

Il nostro turismo responsabile proseguirà nei prossimi mesi. Chi volesse saperne di più ci contatti sul sito http://www.annaviva.com/.

Il direttivo di Annaviva

venerdì 28 agosto 2009

Finale di Volley 4x4 misto


Ieri sera con la finale, del torneo estivo di volley 4 x 4 misto, si è chiusa ufficialmente “l’Estate di Santa Elisabetta” come ha ricordato Emilio Milioto Sindaco del caratteristico e vitale comune dell’agrigentino.
Il torneo organizzato in piazza ha offerto momenti di puro divertimento sia per i giocatori che per il pubblico il quale ogni sera accorreva numeroso a sostenere, molto sportivamente, le squadre in campo.
Un plauso va agli organizzatori (Francesco Fragapane, Stefano Marsiglia e Agostino Micciche’), i quali tra mille difficoltà sono riusciti a dare vita ad una vera e propria festa in piazza contornata da musica, momenti di aggregazione, sport e tantissimo divertimento.
Le difficoltà di cui si parlava prima sono date dal fatto, come ci è stato detto dagli organizzatori, che a Santa Elisabetta manca un palazzetto dello sport che permetta ai giovani di cimentarsi negli sport come il volley o il basket e allo stesso tempo consenta al Comune di poter organizzare degli eventi, quali tornei, manifestazioni sportive e tanto altro ancora, in determinati periodi dell’anno. La finale di ieri sera ha rappresentato il momento più alto dell’intera manifestazione, dove l’organizzazione è risultata impeccabile, infatti la gara è stata aperta con l’invito ai giocatori, da parte dello speaker, di accedere singolarmente sul campo di gara e alle atlete sono state donate con molta galanteria delle rose.
Il match equilibratissimo vedeva opposte la squadra locale contro una squadra di Aragona la quale quest’ultima, dopo circa due ore di gioco, al quinto set è riuscita a far propria la finale non senza difficoltà.
Luca Fragapane, Francesco Milioto, Vanessa Rizzo e Stefano Di Vincenzo facevano parte della squadra locale mentre, la squadra aragonese era composta da Giusy Cultrera, Rosaria Collura, Antonella Cipolla e Totò Castellana.
Toccante il discorso finale del Sindaco che, prima di effettuare la premiazione, ha voluto ricordare che la manifestazione era dedicata al compaesano Gino Vella scomparso pochi mesi addietro e di cui la cittadinanza conserva vivo il ricordo.
Alla fine lo stesso Sindaco, assieme all’assessore allo sport Giuseppe La Porta, ha premiato le squadre vincitrici del torneo nonché Rosaria Collura, colei che è risultata la migliore giocatrice dell’intera manifestazione, e tra spumante, musica, foto e abbracci ci si è dati appuntamento a Santa Elisabetta per il prossimo torneo estivo.

tratto da "I love Agrigento News"

... e continuano a parlare di noi...

PRIMA FESTA DELL’EMIGRATO A SANTA ELISABETTA

Non è certo facile riunire gente nel bel mezzo delle vacanze, nel mese di agosto, con un caldo che anche la sera spesso non si discosta molto dai 40 gradi. Ma ci sono cose che si possono fare solo d’estate ed una di queste è certamente una festa dedicata agli emigrati. Questo è quello che ha voluto fare l’Amministrazione Comunale di Santa Elisabetta, piccolo paese in provincia di Agrigento, che oggi conta una popolazione di 3.417 abitanti e che senza dubbio ne conta molto di più all’estero, come capita con tutti i paesi della Sicilia centrale e non solo, che subito dopo la seconda guerra mondiale si sono spopolati a causa del grande esodo verso i paesi del Nord Europa. I figli di Santa Elisabetta, scelsero in gran numero il bacino carbonifero di Charleroi – La Louviere, in Belgio, dove si insediarono e dove ancora oggi risiedono in gran numero, come ha detto il Sindaco Emilio Militello, eletto a capo dell’Amministrazione nel giugno scorso. Lo ha fatto in maniera pubblica, aprendo un convegno collegato alla prima festa dell’emigrante, che si è tenuto nei giorni scorsi. Lo ha fatto, annunciando la volontà di volere aprire contatti con la comunità all’estero, sia per arrivare ad un gemellaggio con il comune di Chatelenot o con quello di La Louviere, sia per avviare una politica di scambi economici per favorire lo sviluppo dell’economia locale collocando si quei mercati i prodotti tipici della sua terra Dopo il Sindaco, in una piazza che andava affollandosi, ha preso la parola il Presidente del Consiglio Comunale, avv. Gigi Milito, che al pari del Sindaco ha ribadito la volontà di tutto il Civico Consesso, di aprire dei contatti stabili con tutte quelle famiglie di sabettesi, che lasciata la loro terra, non l’hanno certo dimenticata, tanto che ogni anno in gran numero ritornano nei mesi estivi. La relazione vera e propria del convegno, è stata affidata al Presidente dell’USEF Senatore Angelo Lauricella, che ha ricordato come i paesi di quella parte della provincia di Agrigento si spopolarono e quanto sentimento era rimasto in cuore agli emigrati, che non perdono occasione per sentirsi vicini e partecipi ai problemi del proprio paese. Positiva, secondo Lairicella, l’iniziativa del comune, che mira a ricostruire un contatto che in passato esisteva e che poi si è perso. Oggi in una situazione molto mutata in Europa, una politica degli Enti Locali orientata verso gli emigrati, non solo è auspicabile, ma appare un mezzo di valido sostegno all’integrazione europea, in grado di fare crescere la Patria Comune. Si apre il dibattito, che come primo intervento, quello del Dr. Antonino Gaziano, già sindaco del comune per due volte in passato, che ricorda i tentativi fatti a suo tempo, per intraprendere la strada che oggi viene additata dal suo successore. Plaude all’iniziativa e offre tutto il suo appoggio e la sua esperienza perché essa abbia il massimo successo. Dopo altri interventi del pubblico, la parola viene data per le conclusione al Segretario Generale dell’USEF Salvatore Augello, che apre il suo intervento evocando due ricordi: uno triste ed è quello della sciagura di Marcinelle, zona dove si trova la comunità Sabettese ed uno allegro, precursore dei tempi, risalendo alla fine degli anni novanta, quando, sindaco appunto Gaziano, l’USEF riempì la sala del Consiglio con una frotta di bambini con la maglietta ed il berrettino riportanti il logo dell’Associazione. Bambini figli di emigrati della provincia di Agrigento ed anche di Santa Elisabetta, che si trovavano in Sicilia per usufruire di un progetto di colonia per figli di emigrati. Questo per ricordare che questi sforzi non solo vengono da lontano, ma che parecchi dei comuni più sensibili, da tempo hanno intrapreso la strada di contatto e collegamento, che non solo rafforza un rapporto affettivo, ma che rappresenta oggi più che mai, la volontà di ritenere a pieno titolo cittadini anche quelli che abitano fuori dal territorio comunale, per creare con essi nuovi e stabili collegamenti politici, sociali ed economici. L’oratore, alla fine, ha sottolineato quanto sia negativa la posizione della Regione, che nel tempo ha sempre più sottovalutato le attività in direzione degli adolescenti, riducendo progressivamente i finanziamenti, che mentre in passato consentivano il soggiorno estivo di centinaia di figli di siciliani residenti all’estero, oggi lo consentono solo a poche diecine. La serata si è conclusa con un assaggio dei prodotti tipici, offerto sulla stessa piazza, che a seguire avrebbe anche ospitato uno spettacolo musicale dedicato agli emigrati ed alla cittadinanza tutta.
Tratto da www.usefinternational.org

lunedì 24 agosto 2009

Ringraziamenti

Per quel che riguarda l'estate sabettese appena finita, è arrivato adesso il momento di annoiarvi un po' con i ringraziamenti. Sebbene il mio intento non è quello di tediarvi con i soliti discorsi, ci sono troppe persone a cui vorrei dire GRAZIE!
Inizio col ricordare l'impegno di quelli che io chiamo "volontari senza bandiere" che hanno aiutato facendo un po' di tutto: scrivere al compute, bloccare strade, allestire stand, vendere panini, correre alle maratone, ballare alle serate, cantare ai concerti, vendere biglietti per l'estrazione a sorte (vedi Daniele Militello, Angelo sempre più "Nazareno", Giulia Di Vincenzo, Giovanni Leto, Calogero Ciulla, Carmelo Milioto & Carmelo Militello), per il puro piacere di esserci e rendere vivo questo paese.
Voglio portare anche all'attenzione di tutti il lavoro fatto da Francesca e Stefano nell'allestire una mostra fotografica su S.Elisabetta..ho visto molti immigrati soffermarsi a ricordare con le lacrime agli occhi, per non parlare dell'eccellente lavoro fotografico (e non solo) fatto da Massimo, messo in esposizione giovedì sera durante la serata di chiusura dell'estate sabettese.
In maniera ancor più personale vorrei ringraziare tutti i miei amici "sportivi" che, fuori allenamento, hanno partecipato alla maratona...chi per vincere (Peppe Bruno, Carmelo Militello e Alfonso Sciarratta), chi per far numero, chi per far due risate (Calò, Carmelo Milioto & Pavesino), chi per fermarsi a bere e chiacchierare ad ogni sosta, chi per la splendida sportività che si porta dentro (Luca Ghirigà!) chi per perdere (me cuscinu Manuele!). Ringrazio Rosi e Anna per aver partecipato e avermi aiutato con i bambini e tutte le maratonete e i maratoneti che mi hanno aiutato a pulire la piazza (che certamente ha raggiunto livelli di igiene che la mia cameretta può soltanto sognare).
Ringrazio le Giubbe d'Italia per la disponibilità e il Gruppo Speleo (Raimondo in primis) per il grande aiuto fisico e morale.
Ringrazio tutte le attività di S.Elisabetta e Raffadali che ci hanno sponsorizzato.
Ringrazio i musicisti e i pittori.
Spero non si offenda chi non è stato citato per la mia scarsa memoria, ma per la semplice partecipazione e per i sorrisi di quella giornata voglio ringraziarvi tutti quanti!
Last but not least i miei grandiosi amici del GD: a voi il mio grazie per avermi accompagnata ovunque, rimproverata, pressata (compito principale di Agostino), demoralizzata, abbracciata, incoraggiata ma comunque SOPPORTATA E SUPPORTATA sempre!
Un baciuzzo

sabato 22 agosto 2009

...E la vita continua...

E con la fenomenale esibizione degli "Esicrima", giovedi sera in piazza San Carlo, si è conclusa l'ultima data del programma che ci ha accompagnato per tutta l'estate sabettese.
Non per vantarsi, ma i Giovani Democratici sono stati sempre in prima fila, i primi ideatori e realizzatori di ogni evento, accompagnando l'amministrazione nella completa organizzazione di tutte le tappe.
Dal nulla, come ricordavo nell'intervento precedente, abbiamo costruito tanto, grazie anche alla collaborazione delle associazioni Gruppo Speleo e Giubbe d'Italia.
Massiccia è stata anche la presenza dell'opposizione, che in molte occasioni, siccome avevano lavorato e dato tanto per l'organizzazione dei vari eventi, stanchi poi, sono dovuti rimanere a casa quanto questi eventi erano nel corso della loro, diciamo, performance.
Ora accompagnate questa mia ultima dichiarazione con una sottile risata di sottofondo e ammorbiditela con un filo di ironia...
Tra tutti coloro che avevano speso tante parole d'amore per questo paese in tempo di campagna elettorale, urlando contro il cielo come direbbe Liga, e che poi sono scappati, vinti e battuti come direbbe De Gregori (gli Esicrima mi hanno dato alla testa!), solo uno si è dimostrato aperto e disponibile: Enzo Fragapane, il consigliere mancato, che ci ha proposto di realizzare in uno o due incontri, la lettura del Piccolo Principe in piazza San Carlo.
Per motivi di spazio e tempo, questa idea non è stata portata a compimento, ma è stata messa nel rigo primo nella lista degli eventi da organizzare lungo questo inverno.
E già, perchè di certo la nostra fiamma non si spegne mica qua...
Finita l'estate, la vita continua... non saremo sotto lo stesso sole, ma cercheremo ugualemente di portare lo stesso calore.
Aperti e disponibili a qualsiasi collaborazione...
Vedete, poco fa, nei primi righi che ho buttato giù in questo intervento, ho raccolto i meriti che noi Giovani Democratici abbiamo conquistato con il nostro impegno e il nostro lavoro... ma la nostra non vuole essere una mania di protagonismo, non vogliamo metterci su un piedistallo, come qualcuno continua ad insinuare, ma vuole soltanto esprimere una voglia e una mania di fare che vogliamo contaggiare ad ogni cittadino di Santa Elisabetta.
Come una fiamma che divampa di cuore in cuore... Una fiamma che non brucia ma che rende vive idee e parole...

sabato 15 agosto 2009

Spendo due parole...

"Ricordo un lunedi mattina di fine giugno quando noi giovani democratici, alcuni rappresentanti delle due associazioni di Santa ELisabetta (gruppo Speleo e Giubbe d'Italia), alcuni consiglieri comunali e parte dell'attuale amministrazione ci siamo riuniti nella sala della biblioteca comunale per stilare il programma dell'estate sabettese.
Ricordo che quella mattina molti di noi erano arrivati da casa armati di carta e penna, e su quei pezzi di carta ognuno aveva appuntato le proprie idee da proporre e realizzare assieme.
Così seduti attorno a quell'enorme tavolo, con calendario alla mano, iniziammo a stilare quel programma punto per punto.
Ma come in ogni bella favola che si rispetti, ecco arrivare la cattiva sorpresa: nessun budget da poter usare, nessuna somma o fondo disponibile per l'organizzazione dei vari eventi.
Ma nonostate ciò, quelle piccole idee siamo riusciti a renderle vive e trasformarle in realtà: dalla notte bianca alla notte sotto le stelle, dalla maratona artistico-sportiva ai cinema all'aperto, dalle serate di musica dal vivo a quelle disco...
Addirittura siamo riusciti a mettere da parte una discreta cifra, grazie alle iscrizioni alla maratona e al torneo di pallavolo, che in parte serviranno a coprire piccole spese racimulate lungo l'estate e in parte saranno devuluti in beneficenza all'associazione di volontariato di Aragona "Aiutiamo Stefano".
Piccoli passi che di volta in volta, spero, anzi credo, diventarenno sempre più grandi soprattutto se saremo tutti assieme a realizzarli.
I miei ringraziamenti infatti, oltre che all'amministrazione, nelle competenze dell'assessore La Porta e del sindaco Emilio, che con il consigliere Totuccio Trapani hanno dato il massimo per la realizzazione di tutto ciò, vanno a tutti gli artisti locali e stranieri che si sono esibiti su questo palco e per le vie del Paese completamente a costo zero.
I miei ringraziamenti vanno ai membri delle due associazioni, il gruppo Speleo e le Giubbe d'Italia, che ci hanno seguito ed aiutato passo dopo passo.
I miei ringraziamenti vanno al gruppo di giovani che davvero hanno dato un incredibile ed enorme contributo.
I miei ringraziamenti vanno a tutte le attività commerciali di Santa Elisabetta perchè non si sono mai tirate indietro nel momento del bisogno.
I miei ringraziamenti vanno a tutti voi che ci avete appoggiato e aiutato con la vostra costante partecipazione.
Perchè mi si è riempito il cuore nel vedere gente che domenica alle 6 di mattina, dopo una "notte in bianco", ci ha aiutato a smontare e risistemare tutto.
Perchè mi si è riempito il cuore nel vedere gli animatori e i bambini del grest che, al termine dello spettacolo, hanno ripulito la piazza e il palco dove si erano appena esibiti.
Perchè mi si riempie il cuore nel vedere gente che perora sta dietro le quinte, con il cuore in mano e la tenzione alle stelle, dopo due mesi di stressanti e dure prove per essere presenti qui, questa sera, su questo palco, per ottenere la loro unica e grande ricompensa: la vostra felicità!
E' TUTTO CIO' E' SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO"
tratto dalla prensentazione della commedia "Natura Strana".

sabato 1 agosto 2009

Gli Italiani Vogliono Mussolini


Historia Magistra Vitae...
Forse lo era per i Latini... o forse non lo è proprio per noi Italiani.
Gaber cantava prima di morire "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono". Ero piccolo allora e non capivo il perchè di queste sue parole di rivolta. Adesso, devo dire che mi è tutto un pò più chiaro: gli Italiani vogliono Mussolini.
E' sorprendente vedere come nonostante una terra piena di piaghe, tra mafia e politici corrotti, e ricca di eroi che hanno contrassegnato la nostra storia, la gente continua a far finta di nulla.
Nel '94, dopo lo scandalo Tangendopoli, dopo tutto ciò che aveva portato avanti il giudice Antonio Di Pietro con il processo "Manipulite", svelando truffe e raggiri mai visti prima di allora, in un mondo di politici e di imprenditori che vivevano in un Città di Tangenti, dopo tutto questo... il popolo che fa?
"Il popolo è un bambino" dice Ascanio Celestini...
Infatti le elezioni di quello stesso anno le vince Silvio Berlusconi e la Lega di Bossi, ironia della sorte, uno stretto amico di Bettino Craxi e l'altro condannato per aver ricevuto un finanziamento illecito di 200 milioni di lire dalla Montedison.
Come a dire: a noi piace essere governati dai politici corrotti.
Gli Italiani, in fondo, vogliono Mussolini.
Tra il '94 e il 2005 Silvio Berlusconi, durante i suoi sette anni di governo, divisi dai 5 del centro sinistra, ha legiferato a suo piacimento salvandosi il sederino da tutti i processi in cui era coinvolto, e per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, un presidente del consiglio promuove leggi che nello stesso tempo avvantaggiano le aziende di cui è proprietario... Nelle sua doppia veste di tycoon televisivo e presidente del governo, nel '94 ci guadagna una cifra pari a 243 miliardi di vecchie lire proprio mentre la sua azienda affondava nei debiti.
E questo è stato solo l'inizio. Come ha spesso detto Marco Travaglio "Berlusconi ha usato la politica (ai tempi di Craxi) per prendersi l'informazione, poi ha usato l'informazione per prendersi la politica. E adesso che le ha entrambe?"
Ma agli Italiani non importa. Gli italiani vogliono Mussolini.
Nel 2001 si ritrova una importante intervista a Paolo Borsellino, fatta da giornalisti francesi due mesi prima della morte del giudice nella terribile strage di via D'Amelio. L'ultima intervista al più importante giudice che forse il nostro stivale abbia mai conosciuto. Che fine ha fatto? Perchè non è mai stata mandata in onda ne sulle reti Rai, e (neanche a chiederlo) su quelle Mediaset?
In quella intervista il giudice Borsellino parlava degli stretti rapporti tra Cosa Nostra e l'imprenditoria del nord, facendo i nomi di Marcello Dell'Utri e di Silvio Berlusconi.
Borsellino dal giorno della sua scomparsa è ritenuto eroe da un intera nazione, per aver dato la vita combattendo contro lo sporco potere della mafia... ma perchè allora non ascoltare le sue parole?
Perchè gli italiani amano gli eroi ma vogliono Mussolini.
Nel luglio del 2008 il Parlamento approverà il lodo Alfano, che consentirà a Berlusconi di rimanere impunito in una sentenza che lo dichiarerà colpevole per aver corrotto uno dei testimoni chiave, durante uno dei processi in cui era indagato per dei conti esteri in nero con la Fininvest.
In un altro paese democratico ciò scatenerebbe l'inferno. Ma siamo in Italia, il paese abitato dagli italiani. E gli italiani, nonostante siano tutti cattolici, se ne fregano della morale, troppo noiosa, loro voglio Mussolini.
Da 17 anni è presente inoltre in Parlamento un partito, che porta un nome dal quale meriterebbe la scomunica a priori in un paese unito come dovrebbe essere quello italiano, dopo le gesta eroiche di Garibaldi e di tanti altri che collaborarono con lui all'unità d'Italia del 1861: Lega Nord.
Un partito che in questi ultimi anni sta raccogliendo sempre più consenso; un partito che nelle idee e nel programma vuole un Italia divisa, l'Italia dei ricchi e l'Italia dei poveri; un partito che porta avanti valori e distinzioni di razza che non si vedevano nel nostro Paese dalle leggi raziali del 1938.
Aspettate un attimo, ma chi aveva promulgato quelle leggi? Già! Il duce, quindi è tutto vero, nulla di strano allora: gli italiani vogliono Mussolini.
E lo vorranno ancora. Perchè ci piace essere governati da Mussolini. Infondo gli italiani sono un popolo che si raffigura spesso in personaggi con nomi altisonanti.
Ma perchè accontentarsi di un semplice Impastato, di un semplice Borsellino, o Falcone, Dalla Chiesa, Libero Grassi, Boris Giuliano, Mattei...
Noi preferiamo puntare in alto. Gli italiani vogliono Mussolini.
Francesco Treseghè