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"Il popolo che rinuncia alla libertà per la sicurezza, non merita e non avrà né libertà né sicurezza" (Benjamin Franklin)

giovedì 30 aprile 2009

PER NON DIMENTICARE: PIO LA TORRE

(In foto: Toto Trapani, Maria Aurora Gueli, Vincenzo Di Vincenzo e Enza Milioto durante la manifestazione pacifica tenutasi a Comiso nel 1981)

Pio La Torre è una delle tante vittime della mafia. E’ figlio di contadini poverissimi, è un siciliano che viene dalla terra più misera. E’ nato nella borgata di Altarello di Baida, frazione di Palermo. In casa dormivano insieme alle bestie, non avevano la luce elettrica. Ha fatto le lotte dei braccianti, la dura trafila politica dei comunisti siciliani, ed è arrivato fino a Roma, come deputato nazionale e membro della Commissione antimafia. Ma nel 1981 ha chiesto al partito di tornare a Palermo, e il suo desiderio è stato subito esaudito: a Botteghe Oscure, i fatti siciliani sono sempre difficili da capire, e, se si trova un volontario, lo si accontenta subito. La Torre, poi, ha persino preparato una proposta di legge antimafia, molto articolata, in cui si chiede di indagare sui patrimoni, oltre che sulle persone. Una novità. Strana, come tutte le novità. A Palermo si è subito buttato nella propaganda contro la base missilistica di Comiso. Spiega ogni giorno che, se entrerà in funzione, arriveranno 10.000 soldati americani, la Sicilia diventerà una specie di portaerei, porto franco, e tutti i traffici illeciti con gli Stati Uniti diventeranno più facili. Promuove petizioni, raccoglie firme. Alla federazione di Palermo non è che siano entusiasti di lui, dell’ex contadino che guidava le lotte dei braccianti e che ora si appassiona ai pacifisti di Comiso. Anche nel Pci siciliano ci sono dirigenti che si sono stufati di vivere nel passato, e vogliono poter dire la loro sul futuro. E se il futuro sono grandi appalti, grandi opere, allora non bisogna restarne fuori.
Comiso, Comiso… I missili. I pacifisti tedeschi, i monaci buddisti che digiunano, le dolenti femministe inglesi, gli autonomi di Roma, i ragazzi con il sacco a pelo. Gli occhi dell’Europa sono puntati su quel piccolo paese della provincia di Ragusa.
Perché è stato ammazzato Pio La Torre?
Per Comiso?
Tanti dicono di sì. L’ha ucciso il “potere occulto sovranazionale”, termine che ha sostituito “criminalità organizzata”, a sua volta eufemismo di mafia.
Ma La Torre è uno che ha visto anche gli arricchimenti; a lui i nomi dei morti di Palermo dicono qualcosa. Spulcia negli elenchi della camera di commercio e nota che sono registrate aziende che partono con un capitale di un milione e in tre anni lo aumentano fino a tre miliardi. Ogni mese un aumento di capitale. Di queste cose parla nelle riunioni politiche; dice di fare attenzione a quelli che consigliano di entrare finalmente a fare parte del governo effettivo della città.
Viene ucciso il 30 aprile 1982. Lui e Rosario Di Salvo stanno attraversando il quartiere della Zisa, a Palermo, a bordo di una FIAT 132, quando vengono affiancati da una motocicletta. Partono raffiche di mitra. Di Salvo estrae la rivoltella e spara anche lui, ma i suoi colpi vanno a vuoto. I due uomini vengono ritrovati coperti di sangue, con un’espressione irritata sulla faccia. Dopo mezz’ora arriva una telefonata anonima che rivendica l’attentato a nome dei Gruppi proletari organizzati, o qualcosa del genere. E’ da trent’anni che in Sicilia non veniva ammazzato un dirigente comunista.
Ma allora perché è stato ucciso Pio La Torre?
Per nove anni non se n’è saputo nulla; se trapelava qualcosa erano solo voci velenose. Nel marzo del 1991, i giudici di Palermo chiusero l’istruttoria, denunciando, come mandanti del delitto, nove boss mafiosi, all’epoca membri della Cupola di Cosa Nostra (da notare che sia la parola Cupola sia la sigla Cosa Nostra erano sconosciute nel 1982), ma lasciando nel vago il movente. O, che è la stessa cosa, indicandone parecchi. Poteva essere stato ucciso per la sua opposizione alla base missilistica di Comiso. Oppure per “ostilità interne al partito comunista”. O anche per essersi opposto ad un appalto per la costruzione di un palazzo dei congressi, ambito sia dal cavalier Carmelo Costanzo di Catania che dalla ditta Tosi di Palermo. Oppure per un altro grande appalto che riguardava il risanamento della costa palermitana… Nell’estate del 1992 arrivò però un’altra versione, fornita da Leonardo Messina, mafioso pentito del paese di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Secondo Messina, La Torre fu ucciso suordine di Totò Riina, capo dei corleonesi, preoccupato per il suo attivismo e in particolare per la sua proposta di legge riguardante i patrimoni dei mafiosi. Riina incaricò dell’uccisione Loreto Plicato,di Vallelunga, uno stiddaro che costruiva armi da fuoco. Plicato uccise La Torre, disse Messina, ma Riina non si fidava totalmente di lui, così dopo una settimana lo fece uccidere.

mercoledì 29 aprile 2009

“l’impegno dell’azione socio-politica si radica nella fede,poiché questa illumina la totalità della persona e della sua vita”(sinodo dei vescovi 1987)

La motivazione che mi spinge all’azione politica è identificata a partire dalla fede e anche da un’ ideologia politica. Un cattolico praticante e impegnato, trova nella sua fede luce, orientamento e sostegno a tutto il suo impegno e nel suo agire, anche la sua azione politica non può non esserne orientata.
L’impegno in politica ha la sua forza ed il suo ambito operativo nella carità e nel servire mediante la quale il credente, come Cristo, ama tutto l’uomo e tutti gli uomini ed offrendo il suo operato, non per se stesso, ma per il bene “degli altri”.
Mi occorre chiarire che il mio impegno in politica è fede, ideologia all’interno di una organizzazione politica, ed escludo l’impegno politico al di fuori dai partiti. Chi intende sostituirsi ai partiti, sostituisce la politica. Non si può separare l’impegno politico dai partiti, quindi sostituirsi ai partiti. In questo caso la politica sarebbe privata dalla luce di verità al servizio dell’uomo.
I partiti devono proporsi come valore assoluto e come risposta alla necessità collettive dei cittadini, o come arte al servizio totale della società, La politica deve essere identificata come azione che mira a realizzazione il bene comune, a servizio dell’uomo.
La politica è dunque fatta di ideali, di valori, di programmi da attuare, ma anche di progetti. Perciò, solo attraverso una sana mediazione politica attraverso i partiti gli ideali potranno diventare realtà. Chi si colloca fuori dai partiti, da un organismo strutturato, fatto di regole democratiche, e perché non accetta in se, le regole della democrazia stessa, ragionando in maniera individualistica e pensa di dover fare senza i partiti. E tutto questo, è conseguenza dell’inciuciamento ad personam.
Infine, così si può e si deve definire la politica come la cura del bene comune dell’intera società civile, e quindi come un servizio, essa è infatti lo strumento indispensabile per individuare e portare a soluzione i problemi emergenti, cercando di realizzare il massimo bene possibile.
Sono stato chiamato in causa e rispondo con garbo e rispetto, invitando codesta/e persona/e che punta/no il dito, a scendere in campo e a candidarsi al consiglio, per mettersi in discussione e nello stesso tempo, mettere in atto le proprie capacità e valori. Il sottoscritto ha avuto sempre il coraggio di mettersi in gioco, al buio, senza certezze di essere eletto, anche a candidato a sindaco, nelle amministrative del 1997. Senza rancore, ma solo con l’intendo della chiarezza e della verità.
Con affetto
Candidato al Consiglio Comunale x la 3° volta con onore, x servire il mio paese.
Giuseppe Di Vincenzo

domenica 26 aprile 2009

Le domande non sono mai indiscrete. Lo sono, talvolta, le risposte. (Oscar Wilde)

UDITE...UDITE...UDITE!!!















Ricominciano le INTERVISTE!!!

Per innaugurare il dibattito politico ma anche per ritornare a discutere dei valori della nostra società, i Giovani Democratici sabettesi, intervisteranno questa settimana Salvatore Trapani, quale coordinatore del PD di Santa Elisabetta e il parroco della chiesa S.Stefano, Don Calogero. (l'intervista a Gigi Militoto è stata posticipata).

Invitiamo coloro i quali abbiano vogliano di porre delle domande ai nostri ospiti (ho un sassolino nella scarpa-a...che mi fa tanto tanto male-a..) a inviarle AL PIù PRESTO al nostro indirizzo di posta elettronica gdsabettesi@gmail.com o semplicemente lasciando un commento a questo post.

Tutte le domande saranno prese in considerazione, scartando naturalmente le ingiurie e le diffamazioni.

Aspettiamo il vostro contributo...affrettatevi!!!!!!!!!

sabato 25 aprile 2009

Video Lettera a Vittoria Giunti

25 Aprile 1945 … mentre in Germania le truppe anglo-americane si incontrano con l’armata rossa nel fiume d’Elba … l’Italia di rosso riconosce il colore delle bandiere che l’ha liberata.
Tre giorni dopo l’insurrezione dei partigiani che hanno cacciato i nazifascisti nelle principali città del nord, Benito Mussolini viene catturato proprio dai partigiani e fucilato sul lago di Como. Due giorni più tardi, il 30 aprile, a togliersi la vita con le proprie mani sarà lo stesso Adolf Hitler.
L’Italia festeggia la data del 25 aprile come la data ufficiale della liberazione dalla follia fascista.
50 mila partigiani persero la vita per questa libertà …

Pochi sanno a Santa Elisabetta che tra questi partigiani che hanno combattuto per regalarci questa nuova storia, fatta di DEMOCRAZIA, c’era Vittoria Giunti … primo sindaco di Santa Elisabetta …
E’ a lei che noi Giovani Democratici abbiamo intitolato la nostra sezione …
E’ a lei che noi Giovani Democratici indirizziamo questa video-lettera nella data che celebra la sua vittoria … La nostra VITTORIA …


mercoledì 22 aprile 2009

Uno sguardo... tra sogni e realtà!

Con una fotocamera in mano … con il motivetto del grande De Andrè che ti risuona continuamente per la testa e ti fa compagnia in giro per il paese a raccogliere le immagini … e poi a casa, seduto davanti allo schermo del computer mentre monti e rimonti guardando quelle scene e quei paesaggi meravigliosi che ti colpiscono direttamente al cuore … e quelli più deprimenti che invece muovono nell’animo rancore e rabbia …
Tutto fatto con un pizzico di ironia … e con una speranza sempre accesa negli occhi di noi Giovani Democratici …

Eccovi dunque la nostra amata Santa Elisabetta ... in un video ricco di foto fatto per rimpiervi gli occhi di lacrime che gridano voglia di cambiamento!


sabato 18 aprile 2009

Circolo di S.Elisabetta
S.Elisabetta, li 18 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA


Ieri sera, presso i locali del circolo PD di S.Elisabetta, si sono incontrate le delegazioni dello stesso PD, dell’UDC e di una parte del PDL, che fa riferimento al consigliere comunale S. Fiore. All’ordine del giorno l’ufficializzazione dell’alleanza politica tra questi partiti e la scelta unitaria del candidato a sindaco. La crisi sociale ed economica in cui versa il comune di S.Elisabetta, ha bisogno dell’impegno di una alleanza, di un programma comune, di un governo affidato alla serietà, alle capacità, al patrimonio di regole, di valori e di uomini, che i partiti organizzati degnamente rappresentano: questo il messaggio politico forte da sottoporre alle prossime elezioni ai cittadini sabettesi. Questo è quello che rappresenterà Emilio Militello il candidato a sindaco alle prossime elezioni amministrative e sulla cui scelta le delegazioni hanno trovato unanime consenso.

Il Coordinatore del Circolo
Salvatore Trapani

mercoledì 15 aprile 2009

Ciak... si gira! Parola ai Giovani!


Per la prima volta nel nostro paese, le parole iniziano a prendere forma e immagine...
Parte oggi l'iniziativa dei Giovani Democratici Sabettesi che si cimenteranno in diverse interviste a vari esponenti politici e non della vita sociale e politica di Santa Elisabetta.
Per inaugurare questo spazio di video interviste, che sarà una costante del nostro blog, abbiamo voluto iniziare dando la parola ai più giovani protagonisti dello scenario del nostro paese: Giovanna Iacono, esponente dei Giovani Democratici Sabettesi; Nina Catalano, amministratrice del "Blog vs Santa Elisabetta"; e Simona Ciulla, Baby Sindaco di Santa Elisabetta...

Per le prossime interviste abbiamo già pensato ad alcuni nomi che rappresentano i vari partiti del nostro paese: Salvatore Trapani, coordinatore del Pd; Raimondo Rizzo del Pdl; Gianluca Miccichè dell'Mpa; Nino Gaziano dell'Udc.
Potete inviare vostre proposte su eventuali domande da proporre ai nostri intervistati, tramite commenti, anche in forma anonima, purchè siano moderati, oppure all'indirizzo e-mail: gdsabettesi@gmail.com

E che lo spettacolo abbia inizio...

Giovanna Iacono intervistata da Davide Miccichè


Nina Catalano intervistata da Davide Francesco Fragapane


Simona Ciulla intervistata da Ilenia Rizzo

mercoledì 8 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA - Circolo di S.Elisabetta

Sono commosso e onorato per la richiesta unanime che i compagni del coordinamento mi hanno rivolto affinché accettassi di rappresentare tutto il partito come candidato a sindaco alle prossime elezioni amministrative e ringrazio tutti di cuore.
Mi preparo ad imboccare questo duro e difficile cammino che ci porterà verso le elezioni , con la speranza che il nostro progetto politico, quello di scrivere insieme all’MPA e l’UDC un programma condiviso, sia ben accolto dalla cittadinanza sabettese e ci porti ad amministrare insieme il paese.
Questo paese è attraversato e dilaniato da troppi contrasti e da troppi veleni. La crisi che tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle, per essere superata, necessita prima di tutto di una normalizzazione dei rapporti tra persone e tra forze politiche. C’è bisogno di una alleanza, un programma comune che dalle macerie faccia rinascere S.Elisabetta ,che lanci un messaggio chiaro ed univoco: il governo di una città deve essere affidato alla serietà , alla capacità di proporre soluzioni, al patrimonio di regole e di valori di cui i partiti organizzati sono degni detentori. L’incontro, la discussione, lo sforzo di trovare una intesa comune sui programmi, la disponibilità al confronto per la risoluzione dei problemi di interesse generale e non particolare, questo è l’approccio, questa è la metodologia a cui i partiti sono chiamati ogni giorno.
Esistono due visioni della politica: una privatistica, familiare tesa a tutelare gli interessi particolari della propria famiglia e degli amici, del candidato " fai da te"; l'altra, più seria, legata ai partiti seri portatori di istanze pubbliche di tutti i cittadini, basata su un programma preciso per la rinascita di S.Elisabetta: tutto questo, insieme all’MPA e all’UDC , vogliamo che si proponga ai sabettesi.
Ho ben chiara e presente la situazione in cui versa oggi il nostro povero paese, chiari e precisi i punti del programma che proporremo agli alleati: moralizzazione della politica e riduzione dei suoi costi, risanamento del bilancio comunale, opere pubbliche di immediata necessità, partecipazione attiva dei cittadini al governo del paese, impegno per la riduzione dei costi dei servizi offerti dall’ATO rifiuti e dall’Ato idrico.
Emilio Militello

martedì 7 aprile 2009

Quando il gioco si fa duro...

Atteso e sperato… è arrivato finalmente il nome del prossimo candidato a Sindaco del Partito Democratico… quello cha da tempo noi giovani e molti altri stavamo desiderando: Emilio Militello.
Così a due giorni della nomina del segretario del partito, l’assemblea elegge il proprio candidato che di cuore raccoglie la richiesta unanime dei propri compagni, e si prepara ad imboccare questo duro e difficile cammino che ci porterà verso le elezioni amministrative di giugno, con o senza alleati politici.
Il consigliere uscente è stato proposto e votato dall’assemblea, che gli ha riconosciuto la fedeltà mostrata al partito nel corso del suo sviluppo, e le competenze acquisite tramite l’esperienza maturata in consiglio comunale.
Emilio Militello ha ben chiara e presente la situazione in cui versa oggi il nostro povero paese, come chiari e precisi sono i punti del programma da attuare, che ha presentato, per risollevarne le sorti: recupero del bilancio comunale, opere pubbliche di immediata necessità, partecipazione attiva dell’amministrazione e dei dipendenti comunali.
Giovedì si svolgerà l’incontro con gli altri movimenti del paese, quali UDC ed MPA, per discutere su possibili collaborazioni elettorali, per formare una squadra valida e in grado di vincere le prossime elezioni, senza fare scelte avventate ma con un unico e grande obiettivo: RISVEGLIARE SANTA ELISABETTA!

domenica 5 aprile 2009

Tre ore di DEMOCRATICA discussione...

La prima riunione del Partito Democratico, ad una settimana dal Congresso, ci ha regalato tre ore di democratica discussione, con la piena partecipazione di ogni membro del partito… alla faccia di chi affermava, e continua a farlo, che “far parte di un partito significa esser solo un numero”.
Ha presieduto la riunione il compagno Enzo Iacono, che ha presentato i due punti del dibattito per il quale si è riunito il partito: elezione del Coordinatore (non si chiama più segretario) del Circolo del PD Sabettese, e avanzamento delle proposte da inserire nel programma che ci farà compagnia per tutta la campagna elettorale e che, una volta vinte le elezioni, diventerà la nostra Sacra Bibbia.

Diverse le varie proposte per la nomina del coordinatore.
Michela Capraro e i ragazzi del Gd aprono subito la discussione proponendo Totuccio Trapani coordinatore del Circolo, motivando a pieno la loro scelta, in quanto vedono rispecchiata nella sua persona, ricca di esperienza e maturità, accompagnate da un animo giovanile ancora acceso, la figura ideale in grado di riunire le diverse anime e le varie fasce d’età che riempiono il partito.
Si è subito espresso anche Gaetano Catalano, il quale ha chiesto di avanzare la candidatura di Vincenzo Di Vincenzo, che per la sua partecipazione nelle discussioni avvenute tra i giovani, e per la sua capacità di dialogo, si presenta come l’uomo in grado di rappresentare al meglio questo nuovo legame tra vecchi e giovani.
Vincenzo Di Vincenzo ha ringraziato Gaetano Catalano per la stima ricevuta, ma dopo aver rifiutato la proposta dell’ex sindaco, ha espresso il proprio desiderio di vedere un giovane coordinatore a dirigere il partito, per dare un forte segno di innovazione e spezzare i fili delle ragnatele del passato.
Anche Michela Capraro si è espressa a favore di una piena partecipazione dei giovani nella politica attiva, avanzando la possibilità di creare la figura del vice-coordinatore da affidare ad un giovane ragazzo o ragazza, in maniera tale che tramite l’esperienza diretta sul lavoro durante questi mesi di piena attività che attendono il partito, possa presentarsi con le giuste carte per essere nominato coordinatore dopo il congresso nazionale di ottobre.
Stessa idea è stata espressa dai giovani presi in causa, e dal resto dei partecipanti alla riunione.
Anche le parole del consigliere Emilio Militello, sono andate a favore della candidatura di Totuccio Trapani: “Il compito che spetta al futuro segretario del nostro circolo sarà molto arduo, ci aspettano delle difficili elezioni amministrative,e non bisogna dimenticare l’impegno da spendere anche per le europee. Ora come ora c’è bisogno di una figura matura e piena di esperienza, che sia un ottimo traghettatore verso il congresso di ottobre, dove poi daremo libero spazio e piene responsabilità ai giovani del nostro partito.”
Le ultime parole a chiudere in dibattito sono state quelle di Agostino Di Vincenzo, il quale ha espresso tutta la sua approvazione per la nomina di Totuccio, per il rispetto del lavoro e per il sacrificio che quest’ultimo ha speso per la formazione del Pd a Santa Elisabetta.
Enzo Iacono invita l’assemblea ad eleggere il coordinatore del circolo, la quale, dopo il lungo dibattito, si esprime all’unanimità a favore della elezione di Totuccio Trapani, il quale ringrazia l’assemblea per la fiducia affidatagli: “Questo è un passo molto difficile e pieno di responsabilità ed io mi sono sentito in grado di affrontarlo. Il partito deve essere unito, non bisogna più chiederci da dove siamo arrivati, ma dove vogliamo arrivare. Dobbiamo proporci una crescita culturale, dobbiamo avviare una profonda innovazione nel nostro paese, e dare molto spazio a future iniziative giovanili. Bisogna vincere le elezioni e fare in modo che il partito sia parte integrante di questo progresso.”
L’assemblea ha anche votato per la formazione di un esecutivo che verrà nominato direttamente dal neo coordinatore, il quale andrà a scegliere anche il nome del giovane suo vice.
Il nuovo segretario inizia subito il suo lavoro dando parola ai partecipanti sulla formazione del programma elettorale. Su questo punto si sono espressi, in particolar modo, il compagno Enzo Iacono, il consigliere Emilio Militello e il sottoscritto, a nome del gruppo giovanile.
“Pochi punti, ma chiari, precisi ed attuabili” è stata la richiesta del sindacalista Iacono, invitando la futura giunta ad un lavoro di continua ed assidua ricerca verso quei fonti provinciali e regionali che spettano al nostro paese per la realizzazione di diverse opere pubbliche.
Molto basate sull’aspetto economico anche le parole del consigliere Militello: “Bisogna puntare innanzitutto al risanamento delle casse comunali, che costerà i primi due anni di lavoro della futura amministrazione. Casse che verranno poi ulteriormente alleggerite dal pensionamento di 15 impiegati comunali che non verranno rimpiazzati. Diverse le opere pubbliche che hanno immediata priorità: ripristino della struttura edile della scuola elementare, riparazione degli impianti fognari, e sistemazione del campo sportivo.”
Molti i punti stilati dai giovani democratici:
Programmazione dell’Estate Sabettese, con iniziative e spettacoli che non hanno bisogno di necessari aiuti finanziari, ma solo di una fondamentale voglia e partecipazione dei giovani e non.
Ritorno del Carnevale, che da due anni non viene festeggiato nel nostro paese, con il compito di invogliare i ragazzi e le famiglie per la realizzazione di questi tre giorni di magnifica festa.
Ripristino e miglioramenti delle sagre proprie della tradizione del nostro paese.
Sistemazione del campo comunale e formazione di una squadra locale.
Cura del verde pubblico.
Sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata, spiegando, dai più giovani ai più anziani, come e perché fare la raccolta.

Ben accolte dall’assemblea le varie proposte, le quali verranno più precisamente curate durante la prossima riunione del coordinamento che si terrà lunedi 6 aprile, dove sarà discusso il nome del possibile candidato a Sindaco del nostro partito, e delle possibili e varie alleanze con partiti che crederanno nel nostro nome e nel nostro programma.
Al termine della serata il neo coordinatore Totuccio Trapani ha offerto da bere a tutti i membri dell’assemblea.
Cominciamo bene…

sabato 4 aprile 2009

Prima riunione direttivo

Stasera alle 18,30 riunione del nuovo direttivo del P.D. di Santa Elisabetta, ordine del giorno: elezione del segratario di circolo, discussione elezioni amministrative, nomina del candidato a sindaco o di una rosa di nomi.

mercoledì 1 aprile 2009

Il circolo del PD e dei GD di S.Elisabetta si associa al dolore dei fratelli Burgio per la scomparsa del padre Carmelo, e della famiglia Di Benedetto e Vedova per la scomparsa della congiunta Galluzzo Maria.

martedì 31 marzo 2009

Sequestro di Persona

Duemila anni fa, a Roma, un capo che vedeva in grande si rammaricò che il genere umano non avesse una testa sola, per poterla mozzare di netto con un colpo solo. Ieri, a Roma, il Senato ha decretato un colossale sequestro di persona: 60 milioni di corpi in un solo colpo. E' così vendicato l'oltraggio sacrilego della morte di una donna dopo soli diciassette anni di persistenza vegetativa, e riscritto il vocabolario italiano, dove pretendeva che una sonda infilata in gola o nella pancia di una persona fosse un trattamento terapeutico, una cura, e non un'ordinaria colazione.

Vasta la maggioranza che ha realizzato l'impresa, ben più della stessa ingente maggioranza uscita dalle urne scorse, così da corrispondere, alla rovescia, alla vastissima maggioranza di cittadini italiani che dissente dal nuovo decreto, quando non ne è atterrita o scandalizzata. Quando se ne completasse il cammino, gli italiani, dal Presidente della Repubblica all'ultimo povero Cristo, finirebbero espropriati della libertà di disporre del proprio corpo, cioè di sé: e con gli italiani chiunque si trovasse ad agonizzare in Italia per qualche circostanza di passaggio. Era il paese della dolcezza del vivere, non è nemmeno un buon paese per morire.

Certo, resta la Corte Costituzionale, finché dura. Resta il referendum: ma ai referendum le Curie hanno escogitato da tempo l'espediente - furbizia con cui soppiantare intelligenza - che lo sventi. Se non si riesca a impedirne l'attuazione, si promuoverà l'astensione: il quorum proibitivo lavora per noi. Furbizia è ormai la risorsa metodica. Fino a poco fa le Curie dicevano no a qualunque legge sul fine vita. Assediate dall'iniziativa laica e dalla pressione popolare, decisero bruscamente di accettare che la legge fosse fatta: a loro immagine, un'antilegge. L'altroieri il cardinal Bagnasco ha chiesto che ci si sbrigasse a farla. Vedete dunque che non è vero che questa Chiesa non creda all'evoluzione. Ma non è ai cardinali e ai vescovi che si devono muovere obiezioni di parole e di coscienze.

La legge è l'opera di una classe politica molto votata, e del sostegno di un'altra parte meno votata.
Quello che succederà d'ora in poi somiglierà a quello che succedeva finora. Che pazienti, famigliari, medici e infermieri faranno quando e come potranno il loro officio pietoso, mutati solennemente in fuorilegge. Finché un'altra donna, un altro uomo deciderà di sfidare pubblicamente l'usurpazione della legge, in nome della propria libertà e della Costituzione italiana, e l'Italia assisterà di nuovo col fiato sospeso a una coraggiosa agonia da una parte, e alle mene affannate delle autorità riunite dall'altra. L'Italia sta imparando dolorosamente a maneggiare in pubblico questioni di vita e di morte finora confinate, e anche protette, nelle corsie di ospedale e nelle stanze da letto di case dalle tende tirate.

Non sarà la stessa Italia, non lo è già. Cartelli esposti in pronti soccorsi e ambulatori, in tante lingue, dicono: "Noi non vi denunciamo". Tante lingue, due Italie, due cartelli opposti. Anche nel maneggiare ottimismo e trepidazione, sanità e malattia. A Bologna, un medico ha sfidato i candidati sindaco a esibire il loro certificato di sana e robusta costituzione fisica. Il presidente del consiglio è, buon per lui, ottimista e in forma, e tratta le malattie come allegre metafore. Ma le metafore tratte dalla malattia, e dalla biologia, sono brutte e pericolose. Se vuole prendersela con l'America, faccia pure; ancora meglio se volesse prendersela un po' con la Russia del suo amicone. Ma se dice: "Il virus americano", non va bene. C'è un odore di caccia all'untore, e anche di peggio. Se vuole prendersela con la magistratura, libero di farlo, salve obiezioni. Ma se dice che "la magistratura - o una sua parte - è una metastasi", offende imperdonabilmente una professione importante e coloro che la professano, e offende ancora più imperdonabilmente chi è ammalato di cancro e sa nel proprio corpo che cos'è una metastasi. Una sciagura, ma la sua, la mia, la vostra sciagura. Con la quale mi misuro io, ti misuri tu, si misura ciascuno a suo modo, espellendolo da sé e combattendolo come un nemico, sentendolo come una parte di sé, ignorandolo, vincendolo, morendone. Si prendano altrove le metafore, e anche le magistrature, e le Americhe. Si lascino i virus e le metastasi a chi sa, per sé o per i propri, di che cosa si tratti.

La politica professionale non è granché, anzi spesso - per esempio oggi - è abbastanza disgustosa, ma non è "un cancro", "un virus", "una metastasi". E tanto meno l'Aids: il cui abuso metaforico e barzellettiere surclassa tutte le altre porcherie analoghe, peste contemporanea per chi ne parla senza esserne affetto, senza pensare di poterne essere affetto, senza pensare a chi ne è affetto, senza immaginare ogni volta che apre bocca di esserne affetto. Come si dovrebbe. Ora e nell'ora della nostra morte, amen.

di Adriano Sofri
consigliato da Vincenzo Di Vincenzo

lunedì 30 marzo 2009

a proposito di congresso..

nel tuo intervento hai riassunto tutta la serata e ti sei limitato a dire quello che è accaduto...ma cosa si è detto al congresso? qual è la linea del nostro partito?il pd di santa elisabetta è pronto ad allearsi solo con gli altri partiti sulla base di un programma serio per formare una amministrazione forte e come dici tu giustamente di "salute pubblica". Che vuol dire che il pd tratta solo con i partiti e sulla base di un programma? l'errore principale di due anni fa è stato quello di fare un'alleanza non con i partiti e quindi basandosi su un programma condiviso da tutti, ma si è preferito racimolare più voti possibili alleandosi con i cosidetti "candidati di famiglia" che successivamente aver vinto le elezioni iniziarono a ricattare il sindaco pretendendo assessori,favori ecc..il candidato di famiglia è colui che fa politica solo per gli interessi della propria famiglia e questo si deve evitare..i partiti quantu "sdirrupati" possono essere rappresentano sempre un'ideologia e non gli interessi di una singola famiglia..il pd ha dimostrato di essere un partito serio, formato da persone serie e oneste e questo è riconosciuto dagli altri partiti sabettesi..ormai è chiaro quali sono le due coalizioni che si sfideranno il sette di giugno e io ho l'impressione che l'altra coalizione è una coalizione OBBLIGATA..obbligata nel senso che sono costretti a stare assieme prchè sono rimasti solo loro "fuori", sono gli esclusi in quanto non fanno parte di partiti seri come è il pd o come sono altri partiti di santa elisabetta...i cosidetti candidati di famiglia appunto..noi giovani democratici preferiamo vestire la stessa maglia? siamo la maggioranza del gruppo a pansarlo il primo io..abbiamo dimostrato di ragionare con la nostra testa e difenderemo le nostre idee..il principio è giusto anzi giustissimo ma pensate che gli altri partiti la pensano diversamente? tutti vogliono correre con la stessa maglia è normale, ma considerando la situazione del nostro paese occorre andare a GOVERNARE E NON CI POSSIAMO PERMETTERE CHE CI SIA UNA FUTURA AMMINISTRAZIONE SENZA IL PD! cmq in democrazia vince la linea maggioritaria e bisogna allinearsi a questa..noi lavoreremo sodo e cn tutte le nostre forze!! i partiti devono prendere coscienza della situazione delicata e mi sembra che ci sono tutte le basi per farlo.. we can!

3... 2... 1... AZIONE

Si è svolto ieri sera, a partire dalle 18.30, il Primo Congresso del circolo del PD di Santa Elisabetta. A presiederlo è stato il compagno e sindacalista della CGIL Enzo Iacono, il quale ha aperto l’incontro in una stanza strapiena di uomini, donne e giovani appartenenti al partito e di rappresentanti dei vari gruppi politici del paese.
Enzo Iacono ha ricordato a tutti i presenti, quell’antico percorso di due diverse aree, quella laica e quella cattolica, che si è poi perfettamente rispecchiato anche all’interno del nostro paese, e ci ha portati oggi a far parte di un unico grande partito. Subito dopo ha lasciato la parola alla dottoressa Michela Capraro, che nella sua relazione ha evidenziato benissimo le difficoltà che questa sinistra ha incontrato in questi ultimi anni, soffermandosi nel non lontano governo Prodi e sottolineando il come e il perché evidenti divergenze, dell’allora Unione, hanno spianato la strada alla destra di Berlusconi. E’ su queste basi che ha lanciato un appello all’unità e alla coesione all’interno del partito.
Diversi sono stati anche gli interventi degli ospiti presenti in sala. A prendere parola sono stati: il signor Vincenzo Fragapane, esponente dell’MPA, l’avvocato Girolamo Salvatore Antonio Milioto, dell’UDC, e al dottor Raimondo Rizzo del PDL.
Il dibattito del congresso si è poi inevitabilmente incentrato sul tema riguardante il cammino che ci porterà verso le prossime amministrative. Varie le parole spese a sostegno di valide alleanze con validi partiti, per la costruzione di una amministrazione di “salute pubblica” necessaria a risollevare le sorti del nostro paese. Non è mancata nemmeno la voce dei giovani, che in grossa parte si sono espressi contrari a future alleanze: “Speriamo che i giocatori che comporranno questa squadra indossino tutti la stessa maglia”, sono state le parole di Ilenia Rizzo, membro dei Giovani Democratici.
Oltre alla nostra Ilenia, hanno preso parola anche Vincenzo Di Vincenzo, Gaetano Catalano e il consigliere comunale Emilio Militello.
Durante lo svolgimento del congresso, la commissione elettorale del partito formata da Salvatore Trapani, Salvatore Fragapane, Vincenzo Di Vincenzo e la nostra Giovanna Iacono, hanno stilato la lista dei componenti del coordinamento del Circolo, dove è stato dato ampio spazio all’appena nata sezione giovanile del partito. Ben 7 sono infatti i giovani ragazzi entrati nel coordinamento: il sottoscritto, Miccichè Davide, Di Vincenzo Stefano, Vella Stefania, Ciulla Samuele, Fragapane Maria e la stessa Iacono Giovanna.
I nomi sono stati poi approvati dall’assemblea con voto unanime.
Interessante e approfondito è stato l’intervento svolto dal segretario provinciale dei Giovani Democratici, Salvatore Gazziano (non ho sbagliato battitura, ma le Z sono due), che insieme al rappresentante all’assemblea nazionale del GD, Luca Lombardo, sono stati i giovani ospiti del congresso.
Salvatore Gazziano si è espresso dando il proprio appoggio solidale al lavoro che si appresta a svolgere il partito in vista delle prossime elezioni amministrative, invitando ad una accurata riflessione per evitare gli sbagli del passato, augurando che il prossimo Sindaco del nostro paese sia voce del Partito Democratico.
Hanno chiuso la serata il consigliere provinciale Pietro Giglione e, l’ormai di casa, onorevole Giacomo Di Benedetto.
La prossima riunione si terrà sabato prossimo, dove verrà eletto il nuovo segretario del circolo del Partito Democratico di Santa Elisabetta.

domenica 29 marzo 2009

Abusivismo no limits

No limits! Io sapevo che i Sector non avevano limiti, che l'Universo non ha limiti,e anche la misericordia di Dio. Beh, in Italia c'e' pure l'Esecutivo che non ha piu' limiti!
Non gli puo' piu' porre limiti ne la costituzione,ne qualsiasi tipo di sentenza proveniente da organi quali la Corte Costituzionale,il Consiglio di Stato e la Stessa Comunita' Europea, che ormai valgono come il 2 di coppe con briscola a spade, perche' un ministro delle telecomunicazioni puo' arrivare ad avere la tracotanza di affermare che non deve disapplicare una legge,come invece gli impone il Consiglio di Stato.
L'argomento in questione e' il famoso caso Europa 7-Rete 4 ,e su chi sia dei due canali l'abusivo,vi sfido ad indovinare. Ma,dando per scontato che ai piu',il caso e' arcinoto,anche io che ero fra quelli che lo conosceva abbastanza bene,mi ero convinto che la Legge Gasparri e la diffusione del digitale terrestre(con i soldi degli italiani),avevano messo la pietra tombale sulla contesa,e vi sfido a indovinare in favore di chi.
Invece,scopro che vi e' una sentenza del 20 gennaio 2009 del Consiglio di Stato che dice chiaramente che Europa 7 deve avere copertura Nazionale e che Rete 4 deve smetterla di fare l'abusiva,ed emigrare nel digitale.
Ma per caso,qualcuno ve ne ha parlato? O meglio:puo' darsi che a pagina 12 o 13 di qualche giornale ne abbiano parlato,ma secondo voi,e' un argomento cosi' poco rilevante?
E' normale che Report e la Gabanelli ne fanno un programma che passa quasi inosservato,il 23 Marzo,ben due mesi dopo?
Sapete che risposta mi sono dato? E dove sta lo scoop,la novita', lo scandalo.
Se gia' un giovane come me, pensa che ormai questi sono fatti normali,quasi si arrende all'evidenza dello stato delle cose, sottovaluta una cosa cosi' grave,immaginatevi il resto della popolazione che va dai 24 in su',che in Italia e' la maggioranza dei cittadini,perche' siamo un popolo anziano,ma soprattutto rappresenta la quasi totalita' dei voti...
Ecco spiegato,perche' Berlusconi vince ancora le elezioni!
Anti-berlusconismo? Si!
Perche' chi vi dice,spesso anche dall'opposizione,che non e' Rete 4 il problema dell'Italia,che non e' questo Governo rappresentante di pochi interessi ,il male maggiore,che c'e' una crisi da fronteggiare e che trovare un nemico pubblico non serve a niente,ditegli che non ci ha capito un tubo. Ditegli che non puo' fronteggiare una crisi, un governo che dice agli italiani di tirare la cinghia e lavorare di piu',mentre con i soldi che il suo capo si e' fatto a spese dello Stato,con le multe che l'italia dovra' pagare alla Ue per mantenere Rete 4,con le tasse che evadono lui e i suoi amici e quelli che ha dato alla sua banca e per par condicio alle altre,riuscivamo a risolvere non una crisi,ma due!
Ma soprattutto ditegli che Rete 4 e Fininvest violano qualsiasi principio della libera concorrenza,ammazzando un intero settore.
E citategli tre passi del video seguente che ho scelto per voi:
Edordo Fleischner: "I media sono un istituzione, e un'istituzione non puo' essere occupata per vent'anni da un privato!" (a parte palazzo Chigi!)
E.Fleischner 2:"Dove sono le basi di partenza,le condizioni uguali per tutti, e poi vinca il piu' capace,il migliore.Questa regola dove e' in questa nazione? Non c'e',nonostante ci sia una splendida Costituzione che lo prescriva"
Milena Gabanelli:" Chi e' il protagonista di questo racconto? E' lo stesso protagonista che ha capito prima e meglio degli altri,che le televisioni sono lo spazio in cui si decide la lotta per il Potere".
Secondo voi,il semplice caso Rete 4,e' un argomento da sottovalutare?
Io non lo sottovaluto, e vi invito a vedere anche la prima parte di questo video. A presto.

venerdì 27 marzo 2009

1° congresso P.D. Santa Elisabetta

Sabato 28 marzo alle ore 18 :30 nella sede del pd di santa elisabetta si svolgerà il primo congresso del partito democratico locale. Ci sono svariati punti all'ordine del giorno: elezione del segretario di circolo e del direttivo; si discuterà inoltre della campagna elettorale, del candidato sindaco e delle eventuali alleanze. Naturalmente tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Inoltre i simpatizzanti del pd possono ancora tesserarsi ed entrare a far parte attivamente con il proprio voto e le proprie idee nella vita politica del paese.

lunedì 23 marzo 2009

L'Antenna Non S'ha Da Fa!

Sarà perché siamo in periodo di campagna elettorale… Sarà perché ormai nel nostro paesino ogni goccia diventa oceano… Sarà perché semplicemente viviamo a Santa Elisabetta… Sta di fatto che un semplice caso, che in altri paesi non occuperebbe nemmeno l’ultima riga dell’ultima pagina del quotidiano locale, da noi il caso “Antenna Nokia-Wind” da giorni sta al centro degli ultimi dibattiti.
Ci è stati accusati di esser rimasti muti di fronte questo caso, quando semplicemente stavamo ad origliare davanti alla porta, mentre studiavamo il caso più a fondo per cercare di capirne di più… Non si sa mai, visto che ultimamente le denunce sono facili a volare, meglio curare per bene ogni singola parola.

LA STORIA:
Il decreto Gasparri, datato 4 settembre 2002, introduce norme molto meno restrittive rispetto alle precedenti riguardo il posizionamento dei ricevitori sul territorio dei vari comuni, consigliando a questi di posizionarli ad una distanza di circa 70 metri, lasciando però le amministrazioni locali liberi di alterare questa distanza secondo le esigenze del territorio.
Nel nostro comune, quando Tommaso Militello ha portato la questione “antenna” davanti al consiglio comunale, l’allora maggioranza, ha approvato una legge che stabiliva una distanza minima di 200 metri dalla residenza più vicina. L’UDC si era espressa contraria definendo questa nuova legge “carta straccia”. Gli stessi esponenti dell’UDC però, quando il capo ufficio tecnico del nostro comune, Calogero Miccichè, la sorvola, stabilendo il luogo di locazione del ripetitore in contrada “Zolfare”a soli 25 metri di distanza dalla prima casa abitata, denunciano il mancato rispetto per la legge comunale (a cui loro, ricordo, avevano votato contro) e i possibili rischi ambientali, presentando una denuncia penale al Tar.
Il 23 Marzo 2009, a distanza di un mese dal ricorso, il Tar di Palermo, accoglie la denuncia e ordina la sospensione dei lavori per l’istallazione dell’antenna.

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA:
Vista l’importanza data all’argomento, venerdì scorso, durante la nostra riunione abbiamo discusso a lungo sulla vicenda, per avere una visione più chiara e completa della situazione.
Abbiamo fatto ricerche sull’argomento “radiazioni”, cercando di capire i possibili rischi causati da una distanza così ridotta dalla zona abitata, e prendendo ad esempio altri casi simili al nostro.
Studi scientifici dimostrano che le emissioni prodotte dai ripetitori di nuova generazione sono meno pericolose di prolungate conversazioni telefoniche su cellulari portati all’orecchio.
Altri esempi di radiazioni che si presentano molto più dannose rispetto alle radiazioni causate dai ripetitori telefonici sono: i collegamenti internet Wifi che molti di noi usano per facilitare la connessione “casa casa”, e i tralicci ad alta tensione presenti in molte zone all’interno dei paesi.
In molte città, infatti, non è strano vedere ripetitori simili anche sopra i tetti dei palazzi in pieno centro!
Ma alcune domande senza risposta, ci portano però a schierarci dalla parte contraria all’istallazione del ripetitore:
“Perché il capo ufficio tecnico non è rimasto in linea con quanto deciso dal consiglio comunale e ha ridotto notevolmente la distanza dell’ubicazione del ripetitore con la zona abitata?”
“Perché anziché scegliere un terreno di proprietà privata, non si cercava un luogo di proprietà comunale cosicché i 1000 euro al mese andavano a beneficiare le casse comunali ridotte al lastrico, anziché quelle di un singolo privato?”
E poi ancora: “Perché le stesse facce che lo scorso anno raccoglievano firme per impiantare l’antenna nel nostro paese, fino a ieri le raccoglievano per ostacolarne i lavori?”
Di tutti i fatti che sono accaduti, uno ci colpisce particolarmente al cuore e ci rende solidari con Vincenzo Burgio, proprietario del luogo dove tutto ciò sta avvenendo: disprezziamo le azioni mafiose da lui subite, e ci vergogniamo di come in basso possa cadere l’omertà di un paese, che di fronte a certe vergogne si dovrebbe schierare in pieno appoggio del cittadino che è costretto a subire intimidazioni da organizzazioni criminali, solo perché, come affermava V. Di Vincenzo, colpevole solo di aver stipulato un contratto privato d’affitto di proprietà.
L’antenna non s'ha da fa… ha detto il Tar di Palermo…
Per noi invece si deve fare… ma in pieno rispetto della nostra legge comunale, e soprattutto in altri luoghi, in modo che i beneficiari, non siano solo i cittadini che potranno godere del servizio, ma anche le povere casse comunali!


lunedì 16 marzo 2009

... meglio soli che male accompagnati ...


Sbagliando s’impara… o almeno si spera di imparare…
Sono nato nell’89. Io, come del resto, quasi tutti i giovani di Santa Elisabetta sono cresciuto sotto l’amministrazione di Tano Catalano, Girolamo Salvatore Antonino Rosario Fernandes de la Vega Milioto (detto Gigi) e Tommaso Militello.
“Che infanzia triste”!
Il tempo passa… ma tutto resta sempre com’è…
Il Paese è fermo! Il Paese è ormai logoro!
Si sentono sempre le stesse promesse… la stessa parola che di volta in volta si ripete… come un appuntamento fisso ad ogni campagna elettorale: Cambiamento!
La storia, nonostante tutto, sembra non voler cambiare: soliti abbracci… soliti accordi… che porteranno a solite facce… soliti nomi… e solite DELUSIONI!
Il Pd due anni fa ha commesso un errore che è costato molto caro: un ammucchio pur di vincere… un ammucchio pur di mandare a casa monsignor Gigi il nullafacente…
Molti ci avevamo creduto… l’importante era ricominciare a lavorare… al di là dei colori politici… tutti sotto un unico credo: UN FUTURO MIGLIORE!
Com’è finita? Dicono che il silenzio sia la miglior risposta… quindi meglio tacere…
Su come dovrà finire però è l’ora di alzare la voce…
Il Partito Democratico Giovanile dice NO ad accordi con l’Mpa… i cui esponenti, pur di non mollare la poltrona, non hanno fatto nulla per liberare il paese da un sindaco mai presente… e con un presidente del consiglio che è stato l’unico a prendere l’indennità, quando invece la rifiutava a tempi di campagna elettorale.
Il Partito Democratico Giovanile dice NO ad accordi con l’UDC… con gente che ha fatto sempre politica per i propri interessi e per soddisfare i loro fedeli…
Presentarsi al popolo con stessi accordi di due anni fa sarebbe una grossa presa per il culo…
Nessuno più ci crederebbe davvero… magari si potrà vincere lo stesso… perché si sa che in paese i voti vanno “a famiglie” e “a favori”… ma il finale già lo sappiamo!
Abbiamo sbagliato già una volta… e il dolore è ancora VIVO e si sente!
Presentarsi al popolo da soli… con la nostra storia… con il nostro impegno… con le nostre idee…. Questo è il primo passo verso il cambiamento… la prima soffiata di vento nuovo…
Molti ci daranno fiducia e sostegno… è anche molto probabile che non riusciremo a vincere… Ma perderemo da soli… e lo faremo a testa alta…
Il Partito Democratico… l’unico partito che nel nostro paese rispetta un’organizzazione leale e democratica… l’unico partito che da voce ai giovani e li sostiene… l’unico partito formato da gente capace e spinto da VERI VALORI e IDEALI… l’unico partito che mira a soddisfare gli INTERESSI DI TUTTI… l’unico partito che dovrebbe avere la forza e l’umanità nel dire: “NOI CORRIAMO DA SOLI”…
Lo chiediamo noi della sezione giovanile… lo chiede la gente che si è espressa nel sondaggio che abbiamo pubblicato… ma lo vuole anche chi ormai non si sente più rappresentato da nessuno e che è stanco nel vedere le solite magagne… lo vuole la coscienza di tutti quei cittadini che sanno che questo è il miglior passo da fare… il più difficile… ma il più ONESTO!
“Dare spazio ai giovani… dare spazio alle donne…” da tanto tempo lo avete proclamato… è il momento di farlo!

domenica 15 marzo 2009

MESSINA-REGGIO CALABRIA: solo 50 KM con il Ponte sullo Stretto!!

Il titolo potrebbe essere tranquillamente uno spot pubblicitario per il ponte piu' lungo del Mondo! E potrebbe continuare cosi':finalmente un messinese puo' raggiungere in auto Reggio Calabria! Se non fosse che uno che si trova a Messina,deve uscire dalla citta',prendere la nuova tangenziale e farsi poi 15 km,solo per imboccare il ponte. Capite che a qualcuno potrebbe venire la sciagurata idea di aspettare il traghetto! Ma ammesso e concesso che uno c'ha il mal di mare,oppure ha voglia di farsi un giro sul ponte,vi chiederete,passa il ponte ed e' arrivato a Reggio Calabria. No! Deve ancora farsi altri 35 km. Come arrivare a Catania,direbbero i cari Messinesi! Senza contare che per percorrere 50 km in auto,cioe' uscire,prendere la tangenziale,ponte,autostrada Salerno-Reggio C. ed entrare in citta',se escludi il traffico,ad una media di 100 km orari,ci vuole mezz'ora. E se becchi il traffico e ti fai qualche tratto a 40km/h?
Per mantenere la media devi lanciarti per un tratto uguale a 160 km/h,altrimenti la mezz'oretta va a farsi benedire. Direte: ma solo i pendolari avranno questa esigenza di andare da una citta' a un'altra,mentre i camion e i turisti ne guadagneranno! Volete vedere la composizione del traffico sullo stretto?
E chi invece non lo usa piu' perche' forse ha paura di affrontare la sfida piu' difficile che un automobilista possa mai affrontare,la pista aperta al traffico piu' difficile del mondo,la Montecarlo de noatri:la Salerno Reggio-Calabria?
Vedetevi il video che postiamo di seguito.
E pensare che immaginavamo che non fosse una priorita',ma che in realta' prima o poi andasse fatto perche' poteva avere un'utilita'. Ma che!!!
Non serve proprio a niente,anche se in realta' non lo paga lo Stato...e' una opera che si finanziera' da sola! Pensate a quanti cinesi verranno solo per fotografarlo! O a quante miniature del ponte si venderanno. Beh,se nei prossimi giorni,l'ottavo nano, per giustificare questa opera,usera'le scuse che vi ho appena elencato,non stupitevi.
Secondo me quello quando parla,ci crede pure!